Il Cambiamento RSS FaceBook

Territorio

Dissesto idrogeologico, WWF: "Ecco come difenderci dalle alluvioni"

Alluvioni: ogni anno si grida all'emergenza e al disastro, ma non si tratta di catastrofi naturali. La gestione scorretta del territorio contribuisce in maniera determinante al dissesto idrogeologico del nostro paese. Ancora una volta il WWF propone di superare la logica emergenziale e passare a politiche di prevenzione. In particolare, spiega l'associazione, ci sono 5 azioni su cui puntare. Vediamo quali.

di WWF - 3 Novembre 2010

alluvioni auto
Le alluvioni che puntualmente affliggono l’Italia derivano da una gestione scorretta del territorio

La causa principale del diffuso dissesto idrogeologico è la quotidiana 'malagestione' dei fiumi e dei versanti, non tanto il fatto che in poche ore in molte parti d’Italia è caduta l’acqua che sarebbe dovuta cadere in un mese. Le intense piogge di questi giorni non bastano infatti a giustificare il continuo stato di calamità naturale in cui si trova il nostro territorio.

Per risolvere il problema è necessario superare la logica emergenziale d’intervento e per questo il WWF ritiene fondamentale e urgente:

1) Istituire le Autorità di distretto, come previsto dalle direttive europee (dir 2000/60/CE 'Acque', 2007/60/CE 'Rischio alluvionale'), conferendo loro un ruolo vincolante per il coordinamento delle misure e degli interventi di difesa del suolo e di qualità delle acque a livello di bacino idrografico;

2) riferirsi al bacino idrografico – e non ai confini amministrativi delle Regioni – per qualsiasi programma di difesa del suolo, manutenzione del territorio e di tutela e gestione delle acque;

3) ripristinare i finanziamenti ordinari per la difesa del suolo drasticamente tagliati anche nell’ultima finanziaria;

4) garantire l’interdisciplinarietà nella progettazione delle misure e degli interventi di difesa del suolo: la sola ingegneria idraulica, infatti, è totalmente insufficiente ed è necessario progettare anche con competenze di idrogeologia, ecologia, scienze forestali, pianificazione;

5) avviare un’azione diffusa di rinaturazione del territorio – come sta avvenendo nei più grandi bacini europei come la Loira, il Reno, il Danubio, la Drava, etc. – basata sul recupero della capacità di ritenzione delle acque in montagna (rimboschimenti, governo delle foreste sostenibile) e sul recupero delle aree di esondazione naturale in pianura (ampliamento delle aree golenali, ripristino e ricostruzione zone umide, etc.).

alluvione acqua
Le intense piogge di questi giorni non bastano a giustificare il continuo stato di calamità naturale in cui si trova il nostro territorio

Queste cinque azioni se portate avanti in modo serio possono contribuire a ridurre drasticamente il rischio idraulico in Italia.

Qui i Comuni infatti continuano a costruire o a prevedere urbanizzazioni nelle naturali aree di esondazione dei fiumi togliendo lo spazio vitale alle acque. Si impermeabilizza il territorio e l’alveo dei corsi d’acqua viene ristretto e canalizzato, spesso, fin dalle sorgenti; la vegetazione ripariale, che difende le sponde dall’erosione e rallenta la furia delle acque, viene regolarmente tagliata; i boschi in montagna non sono governati, ma sono abbandonati o sfruttati all’eccesso perdendo l’importante capacità di trattenere le acque nel terreno.

Il WWF Italia quest’anno ha avviato una campagna 'Liberafiumi' dalla quale è purtroppo emerso un quadro allarmante: vi sono tratti di fiumi in gran parte canalizzati e tra questi il Lambro e il Seveso che ancora una volta hanno messo in ginocchio interi quartieri di Milano (la città dell’EXPO), piuttosto che l’Oreto in Sicilia, o il Sangro in Abruzzo. Molti corsi d’acqua sono sbarrati o interrotti come l’Agri in Basilicata nel quale in pochi chilometri sono presenti 74 tra briglie e sbarramenti.

Ma anche l’Adda, il Tevere e il Po stesso presentano tratti canalizzati anche in zone non urbanizzate, dove il fiume potrebbe espandersi e distribuire la propria energia, evitando di farlo all’interno dei centri abitati. Il Chiese, in Lombardia, ha allagato vari centri abitati, costringendo la popolazione a lasciare le case; ma una delle poche valvole di sfogo di quel fiume è un’Oasi del WWF, la riserva naturale Le Bine (MN) , dove una zona umida posta in un’ampia zona golenale dell’Oglio – poche centinaia di metri a valle dell’entrata del Chiese in Oglio - consente al fiume di espandersi naturalmente e riducendo la forza. Lo stesso avviene in altre due zone gestite dal WWF tra S.Giuliano Milanese e Melegnano, dove il Lambro può trovare un po’ di naturale sfogo e, quindi, a ridurre eventuali danni nei centri abitati che attraversa.

Purtroppo stiamo anche pagando il conflitto tra Stato e Regioni sulle competenze sulla difesa del suolo che paralizza l’applicazione corretta delle direttive europee che dovrebbero garantire sicurezza e tutela delle acque (dir 2000/60/CE 'Acque', 2007/60/CE 'Rischio alluvionale').

Il Cambiamento è come un bel veliero, ogni giorno cerchiamo di migliorarlo, renderlo più bello e completo, per affrontare qualsiasi tempesta, ed arrivare ovunque, ma se Voi non ci aiutate a farlo galleggiare per fronteggiare il futuro, questo Veliero finirà in disarmo, non importa quanto sia bello e fin dove possa arrivare.
SE PENSI CHE IL CAMBIAMENTO
VALGA ALMENO UN EURO AL MESE
CLICCA QUI
PAEA CONSIGLIA
L'anticasta. L'italia che funziona
Un libro per quanti sognano ancora di “cambiare il Paese”, piuttosto che di “cambiare Paese”.La denuncia coraggiosa della Casta, che inizialmente aveva alimentato grandi... continua
Un lettore ha commentato questo articolo commenta commenta
5 Novembre 2010 11:11, Ivan ha scritto:
sempre la stessa storia sono anni che ci raccontano la favola delle catastrofi naturali, ma quali catastrofi naturali, queste sono catastrofi politiche!
 

Ecosistemi a rischio

Ufficio di Scollocamento
Vuoi passare
dal virtuale al reale?

VAI ALL'AREA INCONTRI!

RUBRICHE

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

I BLOG DEL CAMBIAMENTO

Chiara Quiri

A Casa di Bio

di Chiara Quiri
Luca Lombroso

Clima e dintorni

di Luca Lombroso
Daria e  Marco

Daria & Marco

di Daria e Marco
Giancarlo Tarozzi

Guarire è Crescita

di Giancarlo Tarozzi
Cristiano  Bottone

Io e la Transizione

di Cristiano Bottone
Pierluigi Paoletti

La nave dei folli

di Pierluigi Paoletti
Gianni Davico

La vita 2.0

di Gianni Davico
Tamara Mastroiaco

La voce dell'astice

di Tamara Mastroiaco
Chiara Canzi

no.profit

di Chiara Canzi
Claudia Bruno

NoiAltre

di Claudia Bruno
Zoran Menez

Petrolio

di Zoran Menez
Carmela La Salandra

Riciclando

di Carmela La Salandra
Marina Díaz i Jurnet

Tre, Due, Uno

di Marina Díaz i Jurnet
E-Commerce PAEA
TRE - Tecnici Risparmio Energetico