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Territorio

Milleproroghe. Wwf: una riesumazione dei 'fantasmi' dei condoni

Milleproroghe: Wwf denuncia il 'trucco' nascosto dietro la sospensione degli abbattimenti in Campania. Il decreto rischia di costituire un importante precedente anticostituzionale e di innescare un effetto domino sul resto d'Italia. Bene, quindi, la decisione del Presidente della Repubblica Napolitano di bloccare il provvedimento.

di WWF - 23 Febbraio 2011

condoni milleproroghe
Wwf denuncia: il Milleproroghe è anticostituzionale anche per i condoni previsti in Campania

Il Milleproroghe viola la Costituzione anche per gli abusi edilizi. Benissimo ha fatto il Presidente della Repubblica a bloccare l’iter del cosiddetto Milleproroghe per palesi violazioni costituzionali riscontrabili anche in relazione alle disposizioni inserite per sospendere gli abbattimenti degli abusi edilizi in Campania. L’allarme del WWF di questi giorni, purtroppo inascoltato, in particolare è su un elemento che può peggiorare la situazione con gravi ripercussioni sul territorio e sul paesaggio e che rischia di essere un 'preludio' ad un nuovo condono esteso su tutto il paese.

Il tentativo relativo alla sospensione degli abbattimenti degli abusi edilizi in Campania entrato grazie al Governo nel provvedimento Milleproroghe contiene, infatti, una gravissima aggiunta rispetto alle proposte legislative precedenti: non si bloccherebbero soltanto gli abbattimenti relativi agli abusi sanabili (se anche in Campania si fosse applicato il condono 2004), ma anche tutti quegli abusi realizzati successivamente al termine del 31 marzo 2003, quindi sostanzialmente incondonabili e quindi non sottoponibili alla procedura di condono. Questo, oltre ad essere gravissimo in sé, provoca una palese violazione di costituzionalità poiché di fronte a un reato, qual è l’abusivismo edilizio, i cittadini della Campania avrebbero un trattamento 'di favore' rispetto ai cittadini delle altre regioni d’Italia.

Inoltre, la sospensione degli abbattimenti degli abusi teoricamente condonabili perché realizzati entro il 31 marzo 2003 provoca significativi problemi giuridici: infatti, la sospensione degli abbattimenti sospende in molti casi l’esecuzione di sentenza della Magistratura oltreché di provvedimenti amministrativi e li rimanda a dopo il 31 dicembre 2011.

Il WWF , insieme al FAI, ha inviato oggi ai Capigruppo della Camera dei Deputati e alla Commissione Ambiente della Camera e Senato la richiesta di cancellazione delle norme di sospensione delle demolizioni in Campania contenute nel maxiemendamento del Governo alla luce delle censure sollevate nella recente lettera del Capo dello Stato nella quale sono richiamati argomenti sul corretto rapporto tra istituzioni che si adattano perfettamente anche al provvedimento sulla sospensione delle demolizioni in Campania.

“Non si capisce che cosa debba nel frattempo succedere visto che non si stanno realizzando case popolari per alloggiare gli occupanti degli immobili abusivi né ci sono progetti esecutivi per la riqualificazione e il recupero anche urbanistico dei lotti abusivi – ha dichiarato Gaetano Benedetto, responsabile politiche ambientali del WWF -. Il timore dunque, che tutto questo non sia altro che l’anticipazione del nuovo condono, rimane altissimo”.

Da tempo il Governo, anche sul base di una sentenza della Corte Costituzionale che ha annullato una norma regionale che restringeva i termini di applicazione dell’ultimo condono edilizio del 2004, tenta di riaprire la condonabilità di migliaia di abusi e di sospenderne l’abbattimento.

I tentativi legislativi sino a oggi fatti intervenivano su due livelli: il primo per la riapertura dei termini per la presentazione delle domande di condono relativamente agli abusi commessi e realizzati in Campania entro il 31 marzo 2003 (termine del condono 2004) esclusi dalle procedure di sanatoria a causa della legge regionale poi giudicata inammissibile dalla Corte costituzionale; il secondo relativamente alla sospensione degli abbattimenti di questi abusi. Il primo livello è stato più volte sventato, il secondo invece è contenuto nel decreto Milleproroghe.

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