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WikiLeaks: online i segreti che fanno tremare la politica internazionale

29 Novembre 2010

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WikiLeaks: i giudizi espressi dai diplomatici Usa su governi e leader di tutto il mondo finiscono sul web

"È l'11 settembre della diplomazia", così lo ha chiamato il ministro degli Esteri Franco Frattini. "La Cernobyl della politica internazionale", lo ha definito la stampa internazionale. Comunque lo si voglia definire, il caso WikiLeaks è giunto irruento come una bufera, senza risparmiare nessuno ha fatto barcollare le fondamenta delle relazioni internazionali.

Ieri sera i siti internet dei quotidiani El Pais, Le Monde, Guardian e New York Times e quello del settimanale Der Spiegel hanno iniziato a pubblicare notizie sui file riguardanti la diplomazia degli Stati Uniti annunciate dal sito di Wikileaks, organizzazione internazionale che riceve in modo anonimo documenti coperti da segreto e poi li mette in rete sul proprio sito web.

La documentazione, costituita da 251.287 file inviati al Dipartimento di Stato americano da 274 sedi diplomatiche statunitensi in tutto il mondo, appare particolarmente scottante in quanto contiene i giudizi espressi tra il 2000 ed il 2009 dai diplomatici americani sui governi ed i leader di tutto il mondo. Trattandosi in molti casi di giudizi severi, il timore è che venga minata la stabilità di relazioni internazionali consolidate.

Assai taglienti sono, per esempio, i commenti di Elizabeth Dibble, incaricata d'affari dell'ambasciata americana a Roma, in merito a Silvio Berlusconi, definito "incapace, vanitoso e inefficace come leader europeo moderno". Secondo Dibble, il presidente del Consiglio italiano è un capo di governo "fisicamente e politicamente debole" le cui "frequenti lunghe nottate e l'inclinazione ai party significano che non si riposa a sufficienza".

Secondo Wikileaks, inoltre, la diplomazia statunitense considera Berlusconi il portavoce di Vladimir Putin in Europa. I due politici sarebbero legati da una relazione politica e di amicizia che include "regali generosi e contratti energetici redditizi".

In particolare, dai file pubblicati, sembra che gli Stati Uniti siano preoccupati in particolare per l'intesa tra Eni e Gazprom relativa a Southstream, il gasdotto che collegherà Russia e Unione europea. Il segretario di Stato Hillary Clinton, a tal proposito, secondo quanto attestano i documenti pubblicati da New York Times e Der Spiegel, ha chiesto all'inizio del 2010 alle ambasciate americane a Roma e Mosca informazioni su eventuali “investimenti personali dei premier Berlusconi e Putin che possano condizionare le politiche estere o economiche dei rispettivi paesi”.

Altrettanto pungenti sono i commenti riguardo altri leader mondiali: Vladimir Putin viene definito come "alpha dog", il maschio dominante, il presidente afghano Hamid Karzai è "ispirato dalla paranoia", il cancelliere tedesco Angela Merkel "evita i rischi ed è raramente creativa", Nicolas Sarkozy è "un imperatore nudo", Ahmadinejad è "il nuovo Hitler", mentre Muhammar Gheddafi è un "ipocondriaco" che non gira mai senza la sua infermiera, "una voluttuosa bionda", ma anche un "politico abile" in grado di mantenere il potere per 40 anni.

Questi solo alcuni dei giudizi contenuti nei documenti la cui pubblicazione in un primo momento era stata fissata alle 22.30 di ieri. Tuttavia, il sito web ha subito nel tardo pomeriggio un attacco informatico che lo ha oscurato per diverse ore, i responsabili hanno poi annunciato che i file sarebbero stati resi noti dai media che li avevano avuti in anticipo. E così è stato.

La Procura di Roma ha annunciato che valuterà se vi sono gli estremi di reato, se si tratta di carte sotto segreto di Stato o definite 'riservate'. L'Australia ha assicurato agli Usa che sosterrà qualsiasi azione legale contro Wikileaks, sito fondato dall'australiano Julian Assange.

Intanto, il senatore statunitense Joe Liebermann, che presiede la Commissione Homeland Security e Affari Governativi del Senato Usa, ha chiesto a Barack Obama di 'chiudere' con urgenza Wikileaks. "La pubblicazione di questi file – ha affermato il senatore - non è altro che un attacco alla sicurezza nazionale. Wikileaks sta mettendo a rischio la vita e la libertà degli americani e dei non americani. I responsabili (di Wikileaks) avranno il sangue sulle proprie mani".

A.P.

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