La Commissione europea ha deciso di avviare una procedura di infrazione inviando una lettera di costituzione in mora all’Italia per il mancato corretto recepimento della Direttiva sull’acqua potabile.
Sul sito della Commissione Europea si legge: «Come evidenziato nella strategia per la resilienza idrica, la piena attuazione dei requisiti dell’Unione Europea sulla qualità dell’acqua è fondamentale per proteggere la salute umana e l’ambiente. La Direttiva riveduta sull’acqua potabile mira a tutelare la salute umana garantendo acqua del rubinetto più pulita, aggiornando gli standard di qualità e affrontando gli inquinanti emergenti, come gli interferenti endocrini e le microplastiche. Gli Stati membri avrebbero dovuto recepire la Direttiva nel diritto nazionale entro il 12 gennaio 2023 e conformarsi alle sue disposizioni. Tuttavia, nel recepimento da parte dell’Italia permangono diverse carenze. Tra queste figurano: la limitazione dell’ambito della valutazione del rischio dei sistemi di distribuzione domestica, il rinvio di alcuni obblighi, l’assenza dell’obbligo di informare le persone vulnerabili sulle modalità di accesso all’acqua potabile, la mancata limitazione delle deroghe ai soli casi debitamente giustificati e per il periodo più breve possibile, nonché l’assenza di un valore guida per gestire la presenza di metaboliti non rilevanti dei pesticidi nell’acqua potabile La Commissione invia pertanto una lettera di costituzione in mora all’Italia, che dispone ora di due mesi per rispondere e porre rimedio alle carenze segnalate. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrebbe decidere di emettere un parere motivato».
«A fronte di questa nuova procedura d’infrazione per l’Italia in tema di qualità delle acque a uso umano riteniamo che si debba intervenire subito sulle criticità segnalate dalla Commissione europea per tutelare la salute delle popolazioni» sottolinea l'associazione ISDE Medici per l'Ambiente.
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