Cemento e "lussificazione" dell'ambiente: i cittadini portano a casa anche vittorie

Dal resort di lusso bloccato a Cala Finanza in Sardegna al porto per crociere fermato a Fiumicino: le mobilitazioni dei cittadini portano anche a vittorie. Quindi far sentire la propria voce può essere importante.

Cemento e

A Fiumicino il Tar del Lazio ha annullato la valutazione di impatto ambientale che aveva dato l'ok al progetto del porto crocieristico. Il Tribunale amministrativo regionale ha accolto i ricorsi presentati da Lipu, associazione Saifo e cittadini residenti, e con la sua decisione di fatto blocca l'intervento infrastrutturali previsto sulla costa romana. Il progetto prevedeva la realizzazione di un porto con circa 1.200 posti barca, un grande terminal crocieristico, aree commerciali, un hotel e un parco urbano nell’area dell’ex faro a Isola Sacra.

Intanto in Sardegna la mobilitazione dei cittadino ha contributo a fermare il progetto di realizzazione di un resort di lusso a Cala Finanza. Anche la Regione aveva contestato la legittimità dell'autorizzazione giunta da Roma. È stata infatti ritirata la delibera comunale che rimuoveva la tutela dell'area permettendo di fatto le costruzioni e la Struttura di missione ZES, che fa capo alla presidenza del Consiglio, ha revocato in via di autotutela l’autorizzazione unica ZES con cui aveva approvato il progetto della Tavolara Bay Srl.

«È importante che ci sia stata questa forte reazione perché si è dimostrato, ancora una volta, che la mobilitazione consente di raggiungere risultati che all’inizio possono sembrare impossibili - commenta il Wwf - Il passo indietro del Comune di Loiri Porto San Paolo, a cui ha fatto seguito quello delle strutture della Presidenza del Consiglio, è arrivato solo grazie a questa forte opposizione che ha scelto di non sacrificare alla speculazione di grandi gruppi economici un sito rimasto pressoché integro. Certo, restano ancora tutti i problemi legati all’uso distorto della Zona Economica Speciale (ZES), trasformata da strumento di semplificazione per le attività economiche e produttive in corsia preferenziale per interventi che incidono su territori fragili e sottoposti a tutela. E sicuramente non si deve abbassare la guardia rispetto alle mire di chi voleva realizzare l’intervento. Ma oggi è stato riaffermato un principio che non può essere negoziato: l’ambiente e il paesaggio non sono variabili dipendenti dagli interessi economici, ma beni comuni tutelati dalla Costituzione e patrimonio di tutti i cittadini».

Foto: Kaio Murilo su Pexels

Lascia un commento


Per lasciare un commento, registrati o effettua il login.