È umanamente insostenibile vivere con questi algo-ritmi

La mancanza di tempo è un grande problema della nostra epoca e non potrebbe essere altrimenti dato che ci siamo circondati di tecnologia digitale che per la quasi totalità è in mano a chi non ha altro obiettivo che il profitto e il potere ed è fatta proprio per rubarci più tempo possibile per venderci qualsiasi cosa, controllarci e influenzarci politicamente.

È umanamente insostenibile vivere con questi algo-ritmi

La mancanza di tempo è un grande problema della nostra epoca e non potrebbe essere altrimenti dato che ci siamo circondati di tecnologia digitale che per la quasi totalità è in mano a chi non ha altro obiettivo che il profitto e il potere ed è fatta proprio per rubarci più tempo possibile per venderci qualsiasi cosa, controllarci e influenzarci politicamente. Solo fino a una quarantina di anni fa, quindi non mille anni fa, avevamo tre modi per comunicare con gli altri: direttamente a voce, con il telefono e per lettera. A questi modi si è aggiunta la posta elettronica, e il telefono è diventato portatile con conseguente aumento della reperibilità e possibilità anche di invio di messaggi. Negli ultimi venti anni si è abbattuto su di noi un autentico tsunami: infinite app, infiniti social, chat per ogni respiro che portano via tempo e attenzione ma assolutamente "indispensabili", "imperdibili" e alle quali di certo non si può rinunciare, pena la sparizione sociale, il non essere più niente per nessuno, perché ormai la legge è chiara, marchiata a fuoco sulla pelle di ognuno: se non sei virtuale, non esisti.

Se poi si è un “personaggio pubblico”, e per pensare di esserlo basta avere qualche “follower”, tutto si amplifica ancora di più, dato che la sopravvivenza, spesso anche economica, dipende dalla quantità di follower acquisiti e dalla capacità di stare sulla cresta dell’onda, ingaggiando lotte all’ultimo sangue con qualsiasi altro concorrente che possa oscurare la propria visibilità e il proprio successo. Il risultato di questa autentica follia è che riceviamo una quantità di input giornalieri ai quali è fisicamente impossibile stare dietro e difatti gli esaurimenti, i burnout, il sentirsi sopraffatti, sempre di corsa e senza tempo sono la normalità. E non può essere altrimenti, perché gli input sono aumentati in maniera vertiginosa ed esponenziale ma il tempo che abbiamo a disposizione in una giornata è rimasto quello di quarant'anni fa, le giornate non sono diventate di cento ore ciascuna, sono sempre di ventiquattro ore, nelle quali va contemplato che si deve anche dormire. Siamo al paradosso: contemporaneamente non c’è più tempo per nessuno e c’è tempo per tutti. E la vittima sacrificale di questa situazione sono le relazioni autentiche con gli altri che nella cronica mancanza di tempo diventano sulfuree, impalpabili, inesistenti, ovviamente superficiali. Le sparizioni che subiscono quelli che non sanno stare al passo sono all’ordine del giorno e se non rimani agganciato al motoscafo impazzito, vieni lasciato affogare e immediatamente dimenticato. Le comunicazioni stesse, compresse le une alle altre, si devono ridurre al minimo indispensabile, infatti abbiamo Twitter (poi diventato X), il cinguettio social, ma anche quello era troppo comunicativo e allora si è passati direttamente alle emoticon. Prossimamente le comunicazioni saranno grugniti e versi onomatopeici. E se ci si esprime a cinguettii, emoticon o grugniti, si può immaginare quale profondità possano avere relazioni di questo tipo e quali problemi possano portare con inevitabili stress, incomprensioni, arrabbiature che ovviamente sono sempre colpa dell’altro o dell’altra. Comunicare è una difficile ma indispensabile arte, già non la si insegna (meno che mai a scuola) e non la si conosce di base, figuriamoci cosa può venire fuori se la si riduce a delle mezze frasi o emoticon. Ma non c’è tempo per riflettere, bisogna seguire tutto quello che ci viene propinato, facendo quello che fanno gli altri, come un gregge impazzito che corre costantemente senza sapere dove sta andando. Chiunque può avvertire che c’è qualcosa che non va in questa pazzia ma visto che tutti sono impazziti si pensa che sia assolutamente normale e le domande che ci si fa vengono presto coperte dal caos comunicativo che poi di comunicazione non ha più niente, sono solo input a cui si risponde, se ce la si fa, con altri input. Possiamo anche continuare a fare finta di niente ma la realtà è che con questi algo-ritmi è umanamente insostenibile vivere. Ci si possono raccontare tutte le favolette che si vuole, che non possiamo tornare indietro, che appunto lo fanno tutti, che non si può essere tagliati fuori ma quando nei rari momenti di lucidità ci si accorge che si sta solo correndo senza meta e senza senso, forse a qualcuno verrà la necessità di cambiare. Anche perché continuarea a stare dentro a una centrifuga lanciata a migliaia di giri non porterà a niente di buono e non potrà mai darci respiro. E state certi che la centrifuga i giri li aumenterà sempre di più. Se si vuole essere veramente padroni del proprio tempo e avere relazioni degne di questo nome, bisogna fermarsi e cambiare e se lo si fa anche insieme ad altre persone sarà più sano, più interessante, più fattibile e meno difficile.

Foto: Anastasia Shuraeva su Pexels

 

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