Poniamo un quesito semplice, semplice: se si dovesse scegliere fra una energia costosa, inquinante, centralizzata, non rinnovabile, che
non si può gestire facilmente, che il cittadino non può controllare, che sta provocando catastrofi climatiche, per l’accaparramento della quale da decenni si susseguono guerre che hanno fatto milioni di vittime e invece una energia rinnovabile, facile da utilizzare e da gestire, poco costosa, che inquina in maniera risibile rispetto all’altra, che non produce catastrofi climatiche, decentralizzata e quindi utilizzabile da chiunque e per la quale non si farebbe alcuna guerra, che cosa sceglierebbe chi avesse anche solo un grammo di cervello?
Ovviamente la seconda ipotesi. Ma visto che le scelte politiche non vengono fatte con il cervello ma per i soldi, ecco l’Italia, ovvero l’Arabia Saudita delle energie rinnovabili con un potenziale energetico che potrebbe renderla autonoma facilmente, che ancora una volta si trova a pagare il solito pesantissimo tributo al dio denaro/fossile.
E che ci siano soluzioni semplici e percorribili lo diciamo e lo dimostriamo da decenni, chissà quanti guai e sprechi di soldi avremmo evitato se avessimo capito subito la lezione. Chissà cosa servirà ancora agli italiani per capire l’ovvio e mandare a casa i politici che li stanno letteralmente spennando oltre che regalargli guerre e lutti? E visto che tanto l’unico argomento che ha una presa sulle persone è quello dei soldi, non sono allarmate dal fatto che l’ennesima guerra per sfamare il capitalismo e per il controllo delle risorse energetiche fossili costerà a loro almeno mille euro in più all’anno, secondo i recenti calcoli fatti in base all’aumento dei prezzi a causa dell’aggressione americana e israeliana all’Iran? Cioè le persone dovranno ammazzarsi ancora più di lavoro per regalare più soldi ai propri strozzini speculatori. E questo succede perchè l’Italia dalle enormi ricchezze energetiche e alimentari, addirittura governata da politici che parlano di sovranità (lo so è una barzelletta), è così sovrana da essere legata mani e piedi dall’estero. E più siamo legati e più ci leghiamo il cappio ben stretto al collo, per essere matematicamente sicuri di non poterci salvare. Pensare che la politica possa in qualche modo invertire la rotta è pura utopia, visto che, tranne ininfluenti eccezioni, è praticamente tutta al servizio di chi ci sta trascinando nel baratro con la nostra complicità. Non c’è altra soluzione che creare il cambiamento direttamente, in ogni abitazione, famiglia, in ogni quartiere, in ogni terreno. Iniziare a formarsi per salvarsi, capire come non sprecare soldi, energia, acqua, materiali, tempo e lavoro. Poi collaborare e autoprodursi il più possibile cibo ed energia, già ora entrambe le cose non difficili e nemmeno costose da fare, di sicuro meno costose che mantenere la terza, quarta o quinta automobile. E a proposito: in tempi di guerre per il petrolio, è assai strano che l’italiano, che si lamenta 24 ore al giorno di non avere abbastanza soldi, giri sempre più in SUV, pick up e macchine gigantesche simili a carri armati, che oltre a costare cifre folli, consumano anche come cammelli. E si vedono girare queste assurdità anche in città già congestionate dal traffico. Ma vuoi mettere l’orgoglio e il piacere di mostrare ad amici, colleghi e fidanzata il nuovo mostro della strada appena comprato? Di fronte a tali scelte prive di ogni senso logico ed economico, è chiaro che i nostri politici dormono sonni tranquilli. Anche se la benzina arrivasse a costare 50 euro al litro, gli italiani troverebbero comunque una soluzione per mantenere le loro figlie meccaniche chiamate automobili (e continuare ovviamente a lamentarsi).
Per chi vuole percorrere strade diverse a quelle suicide, c’è la guida L’Italia verso le emissioni zero, un libro semplice e chiaro su come il nostro paese potrebbe facilmente diventare indipendente, riducendo gli enormi sprechi ed essere sovrano per davvero in tema energetico. Il tutto facendo risparmiare soldi a chiunque, creando milioni di posti di lavoro, tutelando l’ambiente e allontanando definitivamente il pericolo di guerre che alimentano solo i conti in banca degli speculatori, dei becchini venditori di armi e di combustibili fossili. Sta a noi la scelta, anche perché domani non ci sarà più tempo.
E per chi volesse compiere un passo verso la condivisione, l'autonomia e la solidarietà una lettura utilissima è anche il volume "Ecovicinato, il cambiamento in positivo aklla portata di tutti".
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