Nel periodo buio della questione covid, per quelli che erano costretti ad andare ai supermercati per comprarsi da mangiare e non si autoproducevano quasi tutto come facevano tanti dei nostri nonni, le ordinanze imponevano protezioni modello palombaro che dicevano servissero per difendersi da un virus. Il paradosso era che i palombari compravano nei supermercati alimenti che erano molto più pericolosi del virus in questione.
In un supermercato infatti la lista di cibi strapieni di elementi nocivi per la salute è infinita ma, dato che più della salute conta il profitto, i cibi nocivi rimangono lì a disposizione senza alcun problema. In un tripudio di conservanti, coloranti, additivi di tutte le specie, pesticidi, zuccheri a volontà, si vende un cibo che si fa veramente fatica chiamare tale. Per non parlare del cibo che proviene direttamente dalla indicibile sofferenza animale. Sulla vera e sana alimentazione sono stati scritti tanti libri e fortunatamente si diffonde sempre di più la consapevolezza che può passare anche attraverso l’ironia. È il caso dei libri di Pino Africano, in particolar modo Aprite le orecchiette che in modo divertente propone una serie di pillole che fanno riflettere sui tanti luoghi comuni e poche conoscenze che si hanno sul cibo. Che l’autore abbia origini pugliesi lo si intuisce dal titolo e la Puglia è una delle regioni con più ricchezza e varietà del meraviglioso e sano cibo mediterraneo al quale l’autore fa spesso riferimento, in contrapposizione al cibo spazzatura che ci viene propinato. La fortuna italiana di avere un cibo fantastico, si scontra con le multinazionali che attraverso le pubblicità ci vendono un immagine del cibo con, ad esempio, ridicoli e fantomatici mulini bianchi per mostrare genuinità e sapori antichi. Africano fa un riferimento emblematico nel libro laddove intitola una pillola: Miti di plastica e interroga il Signor Barilla.
«Signor Barilla, molti dei suoi biscotti, per esempio, Le macine, contengono farina di frumento, grasso vegetale e zucchero.
Ma Lei lo sa che la farina raffinata aumenta il tasso di insulina nel sangue e che questo ci fa ingrassare?
Ma Lei lo sa che il grasso vegetale è estratto con un solvente chimico derivato dal petrolio?
Ma Lei lo sa che ci sono studi scientifici dai quali emerge che lo zucchero bianco è molto nocivo?
Signor Barilla, quello che ci è costato di più perdonarLe, però, non è lo scempio sopra descritto, ma l’affronto che Lei ci fa, scrivendo sulla confezione dei biscotti:
Le ricette del Mulino Bianco sono fatte sempre e soltanto con i migliori ingredienti.
Signor Barilla….ma Lei lo sa che c’è il sole?».
Parole sante quelle dell’autore che in maniera semplice e logica smaschera il giochino per il quale se si hanno soldi ci si possono comprare valanghe di pubblicità e attraverso di essa far credere qualsiasi cosa, anche la più assurda e inverosimile come quella che un cibo industriale e malsano possa essere venduto come fatto con i migliori ingredienti. Dovrebbe intervenire la politica per impedire simili prese in giro ma la salute dei cittadini è l’ultimo dei loro pensieri se si guarda a come è ridotto il nostro sistema sanitario e a quali pasti vengono serviti negli ospedali, altro elemento che Africano fa notare nel suo libro. Dovrebbe pensarci la scuola e infatti giustamente Africano in un altra pillola afferma: «La nutrizione diventi materia di insegnamento a scuola!».
Bellissimo e giusto ma se così fosse, questo si scontrerebbe con gli interessi colossali delle industrie alimentari che di certo non permetterebbero che a scuola si insegnino materie così fondamentali per le nostra esistenza e salute. E difatti niente del genere accade, se non in casi più unici che rari.
Non rimane quindi che farsi una propria cultura anche attraverso la conoscenza dell’opera di divulgazione dell’autore, che tra le varie sue attività, ha curato un altro interessante libro, La verità sulla carne, che mette sotto processo la carne facendo dialogare il famoso medico Franco Berrino e il politico Michele Emiliano.
Oltre ad approfondire l’argomento alimentazione e salute, di sicuro quello che si può fare è un bell’orto laddove in Italia abbiamo una ricchezza strepitosa e ci cresce quasi di tutto. Provare ad autoprodursi il più possibile, ritornando alla vecchia saggezza dei nonni, loro sì che producevano del cibo genuino, altro che mulini bianchi di plastica….