Senza bisogno di lauree o studi particolari, chiunque capisce che il nostro paese ha grandi ricchezze proprio nei settori fondamentali energetico e agricolo/alimentare. I vantaggi in questa direzione sono tanti e risolleverebbero economia e occupazione non rendendoci più ricattabili da questo o quel paese, da questo o quel pazzo assetato di sangue e guerre. Economia intesa non certo come crescita del Prodotto Interno Lordo, che porta solo disastri, ma intesa come benessere, prosperità per tutti e tutela ambientale. L’agricoltura fatta nel rispetto della natura e della salute delle persone farebbe risparmiare tanti soldi di combustibili fossili, fertilizzanti, concimi chimici, pesticidi, costi di inquinamento con conseguente devastazione ambientale e malattie di tutti i tipi ,che pagano direttamente le persone. Questo tipo di agricoltura leggera, che si basa sui tre principi dell’autoproduzione, dello scambio e della vendita, darebbe milioni di posti di lavoro e infatti sono sempre di più i giovani che scelgono proprio l’agricoltura come occupazione. Se si pensa che attualmente i lavoratori in agricoltura sono meno del 4% degli occupati totali e che fino agli anni ‘60 erano quasi il 30%, è evidente che il potenziale è enorme. L’aspetto ancora più interessante è che un trend di questo tipo è inevitabile dato che continuare a distruggere l’ambiente, inquinare, ammalarsi e dipendere dall’estero non dà alcun futuro e prospettiva.
Quindi cambiare in meglio è possibile e sarebbe ovviamente più intelligente farlo perché se ne capiscono i vantaggi da ogni punto di vista, piuttosto che essere costretti a farlo perché altrimenti si rimane senza mangiare....
In campo energetico e idrico, con una campagna a tappeto informativa e formativa della cittadinanza si ridurrebbero gli sprechi e questo significherebbe tanti soldi risparmiati per tutte lefamiglie. Una volta ridotti o eliminati gli sprechi allora avrebbe senso installare energie rinnovabili in modo decentralizzato, capillare e diffuso in modo che il loro controllo e gestione sia in mano alle persone stesse. Come si potranno pagare, ad esempio, interventi di coibentazione delle case con materiali isolanti naturali, impianti di recupero di acqua piovana o installazioni di energie rinnovabili? Ovviamente con il risparmio che si otterrà dal minore costo delle bollette e dal minore utilizzo di combustibili fossili, anche dirottando i miliardi di euro, che da decenni si regalano alle multinazionali dei combustibili fossili, verso veri e sensati incentivi a chi opterà per le soluzioni di cui sopra. Si potrebbe agire da subito in questo modo e darebbe ulteriori milioni di posti di lavoro se si pensa a tutte le persone che servirebbero per fare informazione, formazione, progettazione e installazione. Dato che la politica è prona alla finanza e alle multinazionali varie, comprese quelle dei combustibili fossili di cui sopra, degli interventi simili assai difficilmente verranno fatti, quindi meglio muoversi direttamente noi che aspettare invano. Per esempio iniziando a smettere di buttare soldi per acquisti e consumi assurdi come automobili nuove, giochi d’azzardo, sprechi di cibo, vestiti, mobili, "cinafrusaglie" varie, gadget elettronici di cuit raboccano le discariche e ogni altro acquisto o spesa assolutamente superfluo per case che esplodono già di roba.
Inoltre, attraverso la collaborazione con gli altri e la creazione di gruppi di acquisto collettivo, anche per materiali edili e sistemi ad energie rinnovabili, si abbasserebbero ancora di più i costi. Per fare queste scelte ci vogliono consapevolezza, informazione e formazione, proprio quella che da 27 anni come PAEA, associazione di promozione sociale non profit, abbiamo fornito a centinaia di migliaia di persone in tutto il paese.
Qui le nostre prossime iniziative per chi vuole risparmiare soldi, tempo, lavoro, stress tutelando persone e ambiente.
https://www.ilcambiamento.it/eventi/essere-normalmente-speciali-presentazione-del-libro
https://www.ilcambiamento.it/eventi/corso-di-ecovicinato
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