Nel mondo dove impera il denaro, anche l’informazione viene manipolata a uso e consumo di chi deve trarre profitto e quindi inventa di sana pianta qualsiasi storia possa essere propedeutica al suo obiettivo di guadagno. É ovvio quindi che, se il profitto impera, chi ne fa le spese sono le persone e l’ambiente. Il libro Mercanti di dubbi (termine più gentile di quello che effettivamente sarebbe consono, ovvero Mercanti di balle), degli autori Naomi Oreskes ed Erik M. Conway per le Edizioni Ambiente, analizza il processo storico negli scorsi decenni e i fatti che hanno visto e vedono l’informazione scientifica dover combattere contro le forza soverchianti dei mercanti che non vogliono in alcun modo rinunciare ai loro profitti, nemmeno di fronte alle ovvie evidenze della estrema pericolosità dei loro business. Gli autori analizzano con grande precisione cronologica tutti i tentativi che ci sono stati da parte delle industrie coinvolte di minimizzare o addirittura confutare argomenti quali il buco dell’ozono, la pericolosità del fumo attivo e passivo, il pesticida ddt, i cambiamenti climatici, ecc.
Dietro a questi tentativi c’è una chiara ideologia, che poi è quella del libero mercato onnipotente che afferma che in nome della libertà tutto è lecito, anche e soprattutto creare disastri sulla pelle di persone e ambiente.
Il privato, inteso come imprenditore e come cittadino, deve avere la libertà di fare quello che vuole e questa libertà è al di sopra di tutto. La regola aurea è che il mercato si regola da solo e non c’è bisogno di nessun limite, nessuna sanzione, laddove la libertà d’impresa è il primo e unico comandamento divino.
A seconda dei vari argomenti da difendere, anche utilizzando gli stessi personaggi per intervenire su più argomenti diversi, negli USA e in altri paesi, dalle industrie coinvolte sono stati ingaggiati a suon di tanti quattrini pseudo esperti e pseudo scienziati che spesso non avevano nemmeno competenza sul tema specifico, arruolati solo in base ai loro titoli. Questi personaggi venivano e vengono messi nella condizione di diffondere le loro balle anche appellandosi alla ridicola par condicio per la quale su di un tema si devono sentire le due campane dei pro e dei contro. Detta così suona anche corretto, peccato che per una campana ci sono magari migliaia di scienziati degli argomenti specifici che da anni studiano, approfondiscono il problema, hanno fatto infinite ricerche pubblicato articoli e studi sottoposti a rigidi confronti e analisi, per l’altra campana ci sono personaggi prezzolati e che spesso non hanno nemmeno competenza dei settori in questione, ma vengono assoldati solo per soldi, per la loro appartenenza all’ideologia al libero mercato o la loro vicinanza alle sfere del potere, e magari sono anche più scaltri nel parlare alle telecamere per influenzare le persone.
Le teorie e il giochino che presentano è di grande attrattiva perché loro sono per la libertà individuale e di impresa. E dietro a questa altisonante parola, libertà, le persone devono essere libere di fumare arrecando danni a se stessi e agli altri, di arrecare danni all’ambiente usando pesticidi terrificanti come il ddt o danneggiando il buco dell’ozono, di creare sconvolgimenti climatici che, come purtroppo da decenni ci dicono gli scienziati non prezzolati, si stanno verificando in maniera catastrofica, esattamente come loro avevano prospettato; e il tutto inequivocabilmente provocato dalle azioni umane, in primis dalle industrie spacciatrici di combustibili fossili.
Che le politiche delle multinazionali che pretendono di fare quello che vogliono abbiano avuto presa con la fandonia della difesa della libertà e comprandosi pseudo esperti, politici, media, lo si può vedere oggi: sono riusciti a convincere tanti cittadini che, anche se stanno devastando il mondo, è cosa buona e giusta. Il messaggio suicida che passa è quindi che bisogna avere la libertà di inquinare, di potersi comprare tutte le macchine che si vogliono, di sfrecciare nelle città come se si fosse in un autodromo e gridare all’apocalisse quando qualcuno vorrebbe mettere dei limiti di velocità per ridurre le persone falciate dai bolidi in corsa; bisogna avere la libertà di andare in aereo inquinando mezzo mondo pagando come un caffè al bar, di usare pesticidi e ogni altra porcheria per essere liberi di mangiarsi del cibo avvelenato, liberi di sprecare energia e anche le timidissime regole per coibentare le case sono diventate fonte di strepiti e urla contro la libertà individuale, cioè quella di buttare soldi dalla finestra e inquinare l’impossibile. Questa roba non si chiama libertà ma crimini contro se stessi, gli altri e l’ambiente e i danni di questa politica suicida si vedono oggi, dopo anni di negazionismo della catastrofe climatica: ci stanno portando nel baratro e ogni anno si assiste a conseguenza sempre più drammatiche che, così come ci era stato annunciato dagli esperti, scatenano reazioni a catena incontrollabili. Non è un caso che c’è chi, a difesa dell’umanità e dell’ambiente, sta invocando delle Norimberghe per tali crimini.
Se non volete cadere nella trappola dei prezzolati delle industrie, ai quali tutto importa tranne che della nostra salute e del nostro futuro, il libro Mercanti di dubbi toglie proprio i dubbi, con precisione, riferimenti e documentazione di certo molto migliore dei deliri di balle e fango che vengono scagliati contro chi si mette di traverso agli interessi delle multinazionali varie.
Foto: Jametlene Reskp su Unsplash



