Perché buttare soldi anche a Pasqua?

Se fosse vero che gli italiani si dibattono in una crisi costante di soldi, aggravata ulteriormente ora dall’innalzamento dei prezzi dovuto alla guerra in Medio Oriente, ci si aspetterebbe come minimo una attenzione maniacale a qualsiasi spreco...

Perché buttare soldi anche a Pasqua?

Se fosse vero che gli italiani si dibattono in una crisi costante di soldi, aggravata ulteriormente ora dall’innalzamento dei prezzi dovuto alla guerra in Medio Oriente, ci si aspetterebbe come minimo una attenzione maniacale a qualsiasi spreco. È quindi strano, paradossale e insensato vedere in questo periodo delle autentiche muraglie di uova di Pasqua; comprandole si acquista sostanzialmente della plastica e il poco cioccolato che sopravvive lo si paga a peso d’oro.
Una assurdità economica e ambientale che dovrebbe essere quantomeno fortemente sconsigliata da qualsiasi “esperto”. Ma mica si può andare contro le convenzioni, mica si può rendere infelici grandi e piccini nello sconsigliare di comprare un lenzuolo di plastica, chiuso in un nastro di plastica, con un basamento di plastica, al cui interno c’è una sorpresa di plastica (confezionata da qualche lavoratore ipersfruttato di un paese lontano dagli occhi e dal cuore), chiusa in una bustina di plastica. Tutta plastica che poi ci ritroveremo sulle spiagge, in mare, mangeremo nel pesce e in altri alimenti oppure berremo nell’acqua, visto che ormai, grazie alla produzione illimitata, la plastica è ovunque.
Ma possiamo stare tranquilli, non c’è crisi che tenga, non c’è innalzamento di prezzi che ci possa far paura, quando c’è da buttare soldi, siamo campioni del mondo, non ci batte nessuno.
A questo punto c’è sempre chi cercherà di trovare una giustificazione e citerà il solito mantra della intoccabile e indiscutibile crescita economica e occupazione.
Infatti chi produce uova di plastica se smettesse, poverino, come farebbe a guadagnare ulteriori milioni di euro che si aggiungono alle montagne di soldi che già possiede? E i lavoratori come farebbero a portare a casa uno stipendio? Dando così per scontato che fare lavori assurdi, inquinanti, non salutari, considerate anche le quantità di zucchero, coloranti, conservanti, additivi e simili che ci sono in questi prodotti, sia l’unica possibilità di lavoro che si ha e non ci siano alternative.
Tutto ciò con i milioni di posti di lavoro che si potrebbero avere da subito lavorando sulla tutela dell’ambiente, le energie rinnovabili, il risparmio energetico, idrico ecc. E nonostante ci siano queste opportunità, si fanno ancora lavori dannosi, insensati che non portano niente di positivo e sono solo un costo per tutti, perché i danni all’ambiente e alla salute li paghiamo noi, non i produttori.
So bene che scrivere in questo modo non è bello, non è ammiccante, non porta soldi e like, sarebbe molto più conveniente e scaltro dire che la colpa è dei politici e il popolo è sempre povero, sfruttato e innocente. Però così facendo la situazione non cambierà mai, perché se cambierà qualcosa, sarà il popolo a farlo, non la politica. E se in questa Pasqua verranno comprate assai meno uova o colombe di plastica e invece si produrranno dolci in casa, molto più buoni, sani e di sicuro meno costosi, allora potremmo iniziare a credere che si sta dando la giusta risposta alla crisi economica.
E chissà che prendendoci gusto e vedendo il grande risparmio e la soddisfazione di fare qualcosa con le proprie mani, non si faccia lo stesso per evitare le prossime orge consumistiche comandate….

Foto: Pexels

 

 

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