Il recente referendum in Svizzera, in cui si chiedeva se limitare a dieci milioni la popolazione e quindi indirettamente frenare l’arrivo di immigrati e i ricongiungimenti familiari, ha visto vincere il no. Questa vittoria, in un periodo in cui i rigurgiti razzisti sono all’ordine del giorno anche grazie all’ascesa al potere del campione della specialità Donald Trump, è di sicuro una buona notizia ma non deve trarre in inganno. Gli svizzeri, così come i paesi nord occidentali in genere, non sono diventati improvvisamente tolleranti, aperti al diverso (e noi ne sappiamo qualcosa, basti pensare a come “accolsero” gli italiani immigrati) ma sanno fare bene i loro conti. Gli immigrati servono eccome e a tutti, compresi a chi non li vuole. Senza immigrati chi fa i lavori che gli “ariani” non vogliono più fare? Lavori spesso pesanti, umili ma essenziali e che mandano letteralmente avanti un paese. La lista di chi ne approfitta è lunghissima e figuriamoci se i tanti si fanno sfuggire la gallina dalle uova d’oro. A chi conviene ad esempio avere persone trattate come schiavi e stivati in baraccopoli che ci raccolgono frutta e verdura? Conviene al trafficante di uomini e donne, conviene al caporale che schiavizza, conviene all’agricoltore senza scrupoli, conviene alle mafie varie, conviene all’autotrasportatore, conviene all’industriale che il prodotto lo paga niente, conviene al supermercato che il prodotto lo vende a niente e infine conviene al consumatore che il prodotto lo compra a niente. Senza manodopera schiavizzata, alimenti e merci varie costerebbero il normale, cioè tanto. E dato che gli immigrati spesso non hanno permessi di soggiorno o lavoro, sono ricattabili e pure in questo caso la fila degli approfittatori è lunga. L’immigrato conviene a chi vuole la crescita economica, quindi industriali e politici in primis perché usufruiranno di manodopera a basso costo. L’immigrato poi per la crescita è un toccasana, perché è un consumatore ottimale, viene dalla scarsità di merci e a forza di sacrifici si comprerà tutto, così come abbiamo fatto noi fino a ora. L’immigrato è spesso giovane e una volta inserito nell’ingranaggio, paga le pensioni alle popolazioni “ariane” che sono in costante e drastica decrescita demografica, quindi non si saprebbe altrimenti chi gliele pagherebbe. L’immigrato fa figli, quindi rende possibile che il paese in questione dove vive non sparisca del tutto, quantomeno come entità, dato che gli “ariani” i figli appunto non li fanno più e la loro gloriosa stirpe è destinata a scomparire. Gli immigrati consentono alla Chiesa di resistere al crollo di vocazioni. Senza le badanti straniere, considerato il numero sempre più alto di persone anziane, il sistema sociale andrebbe in drammatica crisi. Nelle squadre nazionali di calcio, pallavolo o in qualsiasi altro sport, sono ormai tanti i figli di immigrati che cercano rivalsa e quando regalano vittorie vengono trasformati in eroi ma sopratutto in audience, pubblicità cioè soldi e di fronte ai soldi non c’è colore della pelle che tenga. Gli immigrati e le immigrate sono poi anche usati per sfruttamento sessuale e chi ne usufruisce, compresi i razzisti, non si fa troppi problemi. Gli immigrati poi sono praticamente l’unica arma politica (semmai ne abbiano avuta una) da parte delle varie destre più o meno estreme per ottenere voti, poichè senza agitare lo spauracchio degli immigrati, non le voterebbero nemmeno i parenti. I prodi paladini nazionali urlano all’invasione, addirittura alla sostituzione etnica, quando la vera sostituzione etnica ce la stiamo facendo da soli. Siamo infatti così orgogliosi di essere “ariani” che non ci vogliamo nemmeno riprodurre. I razzisti sanno bene che senza gli immigrati sarebbero perduti, sia perché non saprebbero con chi prendersela, sia perchè la loro sacra nazione crollerebbe immediatamente. Ma poi di che cosa si lamentano? Facciamo vedere continuamente al mondo che siamo nel bengodi, nel paese dei balocchi, che siamo nell’opulenza e ricchezza ottenuta grazie a quelli che sfruttiamo da secoli e a cui gli rubiamo tutto e poi gli diciamo che non devono venire? Suvvia siamo seri...
Gli Svizzeri, gente pragmatica, hanno considerato tutti questi aspetti e si sono regolati di conseguenza.
Sì agli immigrati: gli svizzeri sanno fare i loro conti
di
Paolo Ermani
19-06-2026
Il recente referendum in Svizzera, in cui si chiedeva se limitare a dieci milioni la popolazione e quindi indirettamente frenare l’arrivo di immigrati e i ricongiungimenti familiari, ha visto vincere il no.