Lamponi di pace

La Bosnia Erzegovina è più vicina di quanto possiamo credere. Paolo Merlini è andato all'inaugurazione della mostra fotografica di Mario Boccia ed è tornato con una speranza dal dolce sapore di marmellata.

Lamponi di pace
Domenica primo luglio a Cupramontana (AN) si è inaugurata una bella mostra fotografica di Mario Boccia dal titolo L’imbroglio etnico. La Bosnia Erzegovina diciassette anni dopo le guerre nazionaliste. Io c’ero. I lettori de Il Cambiamento.it sanno quanto io ami i Balcani ed in particolare Sarajevo 'la città martire', quindi tempo fa mi sono intrufolato nell’organizzazione ed ho suggerito di inserire, a margine della mostra, la presentazione del bel libro della bosniaca Azra Nuhefendić Le stelle che stanno giù. Cronache dalla Jugoslavia e dalla Bosnia Erzegovina. Detto fatto! La presentazione ci sarà sabato 7 luglio… Non mancate! Vabbè, però non vi voglio parlare solo della passione di un manipolo di giovani di provincia che riesce a coinvolgere un grande fotografo e una grande giornalista. Voglio raccontarvi che il fotografo, Mario Boccia, è anche un grande uomo. Ha introdotto i suoi scatti spiegando 'l’imbroglio etnico' e cioè che per generazioni i bosniaci, i serbi, i croati, gli sloveni o i macedoni non si sono domandati l’etnia del loro vicino di casa piuttosto che la sua religione. Forse il problema della religione se lo ponevano solo le brave madri di famiglia di Sarajevo le quali, come ci racconta Paolo Rumiz, conservano una pentola “che non ha mai toccato carne di maiale e che nelle case ortodosse e cattoliche è sempre pronta per gli ospiti di religione islamica”. Quindi, come si supera l’aberrazione della pulizia etnica inculcata a suon di kalashnikov e granate o dalla pallottola di un cecchino che ti osserva dall’altra parte di un fucile di precisione? In altre parole, c’è una speranza? Sì amici, una speranza c’è e ha il nome italiano della cooperativa agricola di Bratunac in Bosnia Erzegovina: Cooperativa Agricola Insieme. “La Cooperativa agricola Insieme di Bratunac nasce nel maggio 2003, nelle difficili condizioni della ripresa della vita e del ritorno a casa dei profughi e profughe, da 10 soci fondatori. Oggi la Cooperativa sostiene i produttori nella fase di produzione e si occupa direttamente della raccolta, della surgelazione e della vendita dei frutti”. Facciamola breve, a Bratunac i terreni sono principalmente destinati alla coltivazione di lamponi more, mirtilli, fragole… quindi marmellate come se piovesse ed un progetto dal nome suggestivo: Lamponi di Pace. “Come conseguenza diretta o indiretta del Progetto l'aumento dei soci e beneficiari solo nel 2005 è stato pari al 62% ed è passato da 151 del 2004 a 241 di fine 2005. Alla fine 2006, dopo l'avvio di produzione in impianto di congelamento, questo numero è salito a circa 400, distribuiti nelle varie frazioni di comuni di Bratunac e Srebrenica. Importante rilevare che le attività della cooperativa non sono mai rivolte solo ai propri soci, sia perché la situazione locale e grave in ugual misura per tutti, sia perché l’apertura della cooperativa verso tutta la comunità è la base della sua stessa crescita”. Cioè, che io sia 'socio conferitore' o no, la cooperativa in stagione di raccolta viene da me e compra (lamponi, more, mirtilli e fragole) con pagamento immediato, così da innescare un virtuoso volano economico strettamente locale. Le operaie della cooperativa sono tutte donne, tra loro tante vedove e madri che hanno perso i propri figli. Boccia ha testimoniato che queste donne, riconoscendo il proprio dolore negli occhi delle altre, alimentano la speranza. La condivisione del lavoro ha prodotto la condivisione della speranza in un mondo migliore, ma soprattutto, quelle donne hanno smesso di domandarsi se quella che siede dall’altra parte del nastro che trasporta i lamponi alla cella frigorifera è la madre del soldato che ha ucciso il proprio marito. Fatevi ammaliare dalle foto pubblicate qui: http://coop-insieme.com/photo.html Si, lo so, forse non mi sono spiegato benissimo. Il fatto è che sto mangiando il vasetto di marmellata di more che mi sono comprato e sono andato in solluchero. Il 7 luglio ne farò incetta. Per una volta accettate il consiglio: mangiate la marmellata che ha per slogan “Frutti di Pace”. W Mario Boccia, W la Cooperativa Insieme, W Cuparamontana e W la marmellata! Umilmente vostro...

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