Sulla rivista "Environmental Research Energy" è stato pubblicato uno studio che attesta come la diffusione del fotovoltaico sui tetti degli edifici può compensare l'aumento di richiesta di elettricità per i condizionatori, che ormai si dà per scontato vita l'aumento costante delle temperature.
Lo studio esplora «le sinergie tra l'adozione del fotovoltaico (FV) come strategia di mitigazione dei cambiamenti climatici e la crescente necessità di adattamento dovuta all'aumento della domanda di raffreddamento in tutta Italia» si legge nell'abstract. «Combiniamo le stime di semielasticità che catturano l'effetto degli impianti fotovoltaici residenziali sui prelievi di elettricità dalla rete da parte delle famiglie con proiezioni ad alta frequenza del potenziale fotovoltaico locale, scenari di adozione futuri e proiezioni climatiche. Questo quadro integrato ci consente di valutare due risultati chiave: in primo luogo, l'evoluzione della domanda di elettricità residenziale per il raffreddamento in un contesto di aumento delle temperature e, in secondo luogo, la misura in cui la diffusione del fotovoltaico può compensare il consumo di elettricità dalla rete».
«La nostra analisi a livello nazionale stima che, con l'aumento delle temperature, il fabbisogno di raffreddamento determinerà un aumento significativo della domanda di elettricità, pari a 2-3 TWh all'anno, con un incremento del 5% rispetto al consumo di elettricità residenziale del 2023 - si legge ancora - Allo stesso tempo, una maggiore diffusione del fotovoltaico può controbilanciare parzialmente questo effetto, riducendo la dipendenza delle famiglie dalla rete durante i periodi di picco della domanda di quasi il 50%. La distribuzione spaziale della futura diffusione del fotovoltaico rivela una marcata eterogeneità tra i comuni. Le aree del Nord Italia e delle isole, dove i tassi di installazione sono relativamente elevati, beneficiano considerevoli della produzione fotovoltaica. Al contrario, le grandi città densamente popolate dell'Italia centrale e meridionale, pur essendo più esposte a ondate di calore frequenti e intense, registrano benefici molto inferiori a causa della persistente bassa penetrazione del fotovoltaico. Nel complesso, i nostri risultati evidenziano l'importanza di considerare congiuntamente la mitigazione e l'adattamento nella progettazione delle politiche energetiche. Sottolineano inoltre il ruolo di misure mirate per promuovere l'adozione del fotovoltaico nelle aree urbane esposte al calore, nell'ambito della transizione energetica in corso in Italia».
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