Contro la tecno-dittatura ritorniamo alla natura

La tecnologia in mano a chi ha solo il profitto come scopo dell’esistenza è destinata a farci suicidare, poiché il profitto e la crescita infinita sono incompatibili con un mondo dalle risorse finite e con qualsiasi legge e limite naturale. Quindi la tecnologia al servizio del dio denaro ci sta portando dritti verso il baratro a velocità da 5G e più si avvicina la resa dei conti con la natura incontrastata e incontrastabile e più gli apprendisti stregoni del profitto spingono all’impazzata sull’acceleratore.

Contro la tecno-dittatura ritorniamo alla natura

La tecnologia in mano a chi ha solo il profitto come scopo dell’esistenza è destinata a farci suicidare, poiché il profitto e la crescita infinita sono incompatibili con un mondo dalle risorse finite e con qualsiasi legge e limite naturale. Quindi la tecnologia al servizio del dio denaro ci sta portando dritti verso il baratro a velocità da 5G e più si avvicina la resa dei conti con la natura incontrastata e incontrastabile e più gli apprendisti stregoni del profitto spingono all’impazzata sull’acceleratore.

Poche multinazionali gestiscono un potere gigantesco asfaltando qualsiasi cosa trovano sul cammino e diventando sempre più potenti servendosi della tecnologia non al servizio delle persone, perché se così fosse non sarebbe nociva come lo è in troppi casi ma al servizio dei loro conti in banca. Tecnologia sempre più sofisticata tesa ad allontanare e dividere le persone fra di loro e le persone dalla natura. Ognuno così diventa una monade consumista con l’illusione che ordinando qualsiasi merce con un semplice click non ci sia nessuno sfruttamento di persone e natura, nessuno spreco energetico, di risorse o produzione di inquinamento. Tutto facile, asettico, pulito, anestetizzato, senza problemi e se basta un click per ottenere qualsiasi cosa, chi se ne frega se il mondo brucia, chi se ne frega se l’80% dell’umanità vive in condizioni fra difficili e disperate per consentire a noi del restante 20% di poter comprare “cinafrusaglie” a ripetizione.

Stiamo devastando l’inverosimile, accumulando rifiuti ovunque, avvelenando il pianeta e conseguentemente noi stessi, incapaci di distinguere fra una tecnologia che è veramente utile e una che invece ci spinge a comprare qualsiasi cosa, soprattutto il superfluo. Siamo ormai alla tecno dittatura dove tutto è in vendita: persone, merci e anime, basta accettare più o meno dolcemente le sue versioni declinate dalla pseudo scienza, pseudo medicina e pseudo informazione per le quali esiste un solo e unico pensiero, un solo e unico imperativo: fare delle persone delle cavie a cui somministrare ogni tipo di prodotto che aumenti i profitti e le vendite. E la politica nella maggior parte dei suoi rappresentanti, non fa altro che obbedire a questa o quella multinazionale e potere finanziario che sono dietro a questi profitti. La tecnologia nella sua accezione più ampia, così come l’economia, la finanza, la politica, la medicina, la scienza, l’informazione devono essere al servizio delle persone e della salvaguardia del pianeta, non di interessi economici, poiché così facendo stanno decretando anche il loro stesso suicidio, dato che dalla situazione che si sta profilando, non si salveranno nemmeno figli e nipoti dei potentissimi.

Non rimane quindi che ritornare alla semplicità, ritornare alla natura, alle relazioni dirette, reali e autentiche, utilizzando la tecnologia come mezzo per agevolare questo ritorno, non per allontanarci sempre di più dagli altri e dalla natura, perchè più ci allontaniamo da noi stessi, dagli altri e dalla natura e più ci avviciniamo al baratro.  Di certo non serve andare su Marte dove degli squilibrati pensano di potersi salvare dalla catastrofe spendendo montagne di soldi che sarebbero molto più utili e importanti per salvare l’unico pianeta vivibile e ancora bellissimo che abbiamo.

Ritornare alla natura e al senso significa rifiutare il pensiero unico e il consumismo togliendo la terra sotto i piedi di chi ha bisogno del nostro consenso e dei nostri soldi per sopravvivere. Non ci si faccia spaventare dalla potenza e dalle dimensioni dei colossi del profitto, sono giganti dai piedi di argilla, senza di noi, non sono nulla.  Togliamo soldi e potere a chi si serve di noi, costruiamo ovunque progettualità concrete che mettano al centro persone e ambiente, non abbiamo niente da perdere e tutto da guadagnare.

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