Cunial e Giannone: «Tap, un progetto che si può far beffa delle leggi»

Due deputate del Gruppo Misto alla Camera, Sana Cunial e Veronica Giannone, hanno segnalato irregolarità nei lavori condotti al cantiere Tap di Melendugno: «Un vero e proprio reato - dicono - che si va a sommare alla lunga lista di infrazione effettuata da Tap».

Cunial e Giannone: «Tap, un progetto che si può far beffa delle leggi»

«Come si evince dalle carte il pozzo di spinta realizzato nel cantiere Tap a Meledugno, risulta difforme dal progetto approvato con decreto ministeriale relativo per dimensioni e localizzazione»: a segnalarlo sono le deputate del Gruppo Misto Sara Cunial e Veronica Giannone che in Commissione Ambiente alla Camera hanno presentato un'interrogazione rivolta al Ministro dell’Ambiente Costa.

«Non essendo stato assoggettato ad alcuna variante né a preventiva verifica di esclusione da valutazione di impatto ambientale, in quanto il pozzo di spinta è stato realizzato prima che la A5 fosse analizzata e ottemperata, e insistendo infine su terreni sottoposti a vincolo idrogeologico e paesaggistico (per cui eventuali varianti non possono sanare gli eventuali abusi commessi), abbiamo richiesto al Ministro dell’Ambiente se non ritenga opportuno attivarsi immediatamente per una verifica, magari valutando anche la sussistenza dei presupposti per segnalare i fatti alla magistratura competente» spiegano Cunial e Giannone.

«Quello che abbiamo segnalato è un vero e proprio reato che si va a sommare alla lunga lista di infrazione effettuata da Tap – aggiungono le parlamentari – un progetto che, a quanto pare, si può far beffa delle leggi senza incorrere in alcun provvedimento. Non dimentichiamo, infatti, tutte le altre violazioni. Per quanto tempo ancora si continuerà a farsi gioco delle norme e del buon senso? Per quanto tempo ancora i diritti dei cittadini e dell’ambiente verranno messi in secondo piano rispetto agli interessi economici di qualche multinazionale? Abbiamo ascoltato per mesi le rassicurazioni dell’ex country manager TAP, Michele Mario Elia. Un soggetto già condannato in secondo grado per la strage di Viareggio a sei anni e ad oggi indagato dalla Procura di Lecce  – spiegano le parlamentari – per reati che vanno dall’assenza di autorizzazione o in difformità da essa, all’abusivismo edilizio, dallo scarico abusivo contenente elementi inquinanti, al reato di inquinamento ambientale. A lui si è scelto di dar retta, mentre chi denunciava i soprusi e gli illeciti, documenti alla mano, veniva deriso e ignorato. C’è da chiedersi dove sia finito il rispetto delle leggi e del nostro Paese. Tap non è solo un’opera inutile e dannosa, che offende un intero territorio e l’intelligenza di noi tutti, ma è anche un’opera illegale che ha violato diverse prescrizioni e malgrado ciò continua ad avanzare – concludono le parlamentari – Speriamo che oggi sia il giorno giusto per fermarla».

 

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