Diritti della natura: un nuovo rapporto tra essere umani e fiumi

Cresciuta nella Valle dell’Arno, i fiumi erano per me acque velenose. È stato solo dopo essermi trasferita nello Stato di New York, negli Stati Uniti d’America, che ho compreso la vera natura dei fiumi.

Diritti della natura: un nuovo rapporto tra essere umani e fiumi

 
Cresciuta nella Valle dell’Arno, i fiumi erano per me acque velenose, serpenti di fango che si facevano strada tra il cemento dei paesaggi metropolitani. Racchiusi tra le alte sponde dei canali di scolo, e per lo più secchi durante l’estate, i fiumi simboleggiavano per me una società inquinata e luoghi di degrado, soprattutto quando queste acque si allontanavano dalle loro sorgenti di alta montagna. È stato solo dopo essermi trasferita nello Stato di New York, negli Stati Uniti d’America, che ho compreso la vera natura dei fiumi. I fiumi sono ecosistemi di incredibile bellezza che non solo ci mantengono in vita, ma ospitano miriadi di specie. È con questa familiarità, e cambio di prospettiva, che ho scoperto il concetto dei “diritti della natura”.
“I Diritti della Natura” è un movimento internazionale che promuove il riconoscimento, da parte dei sistemi giuridici di tutto il mondo, dei diritti civili di entità non umane, quali fiumi, foreste, montagne o specie animali. Nato in seguito al caso Sierra Club contro Morten (1972) e alla successiva legge approvata nel 2006 dal comune di Tamaqua (Pennsylvania) negli Stati Uniti d’America, il movimento per i Diritti della Natura si è ormai diffuso in tutto il mondo. Paesi come l’Ecuador (2008) hanno sancito i diritti della Madre Terra (o Pachamama) nella propria costituzione. Tra gli altri paesi che hanno approvato leggi sui diritti della natura figurano la Spagna (2020), che ha riconosciuto i diritti del Mar Menor, e Aotearoa/Nuova Zelanda (2017), che ha riconosciuto i diritti del fiume Whanganui.
Prima di liquidare i “diritti della natura” come un concetto stravagante che minaccia di privare gli esseri umani dei propri diritti, dobbiamo ricordare che in molti paesi le corporazioni hanno diritti civili, tutelati dal sistema giuridico occidentale. Da più di un secolo tali corporazioni si sono avvalse di questi privilegi per inquinare e sfruttare sistematicamente ecosistemi e comunità umane.
Concedere alla natura diritti di tipo civile significa quindi offrire le stesse protezioni che la legge fornisce agli essere umani. Si tratta di individuare dei tutori legali che agiscano nel miglior interesse della natura. Una legge che garantisce i diritti della natura manda inoltre un messaggio specifico. La natura non è prodotto, una merce che si può vendere o comprare. La natura è un essere vivente di cui l’umanità è solo una piccola parte.
In qualità di uno dei fondatori di Talking Rivers, Inc., organizzazione senza scopo di lucro con sede nello Stato di New York (USA), mi sono impegnata a lottare per l’approvazione di leggi che proteggono i diritti della natura nella mia comunità e in tutto il mondo. In particolare, ho collaborato con la città di Potsdam (NY), per l’approvazione di una legge che tuteli i diritti civili del fiume Raquette. La legge stabilisce che il Raquette ha il diritto di prosperare, ed essere libero dall’inquinamento. A differenza della maggior parte delle altre leggi di questo tipo approvate in varie comunità negli Stati Uniti d’America, questa legge istituisce un organo di tutela composto da residenti provenienti da tutto il bacino idrografico. L’organo di tutela parlerà quindi a nome del fiume, assicurandosi che il Comune adotti misure adeguate per proteggere i diritti e la salute di questo essere vivente che sostiene così tante persone.
I cambiamenti avvengono lentamente e io, insieme a Talking Rivers, mi batto per questa legge da quattro anni. Il Comune di Potsdam ha approvato una risoluzione nel lontano novembre 2022, in cui prometteva che avrebbe creato una legge per i diritti del fiume Raquette. Ora, il sindaco ha dichiarato che il gran interesse dimostrato dalla comunità lo ha convinto della necessità di questa legge. Negli ultimi quattro anni, Talking Rivers ha lavorato con impegno, avvalendosi dell’arte e della scienza per sensibilizzare la comunità. In uno dei nostri progetti più recenti, intitolato “Through the Eyes of Rivers” (Guardando il Mondo Attraverso gli Occhi dei Fiumi), abbiamo mappato lo stato di salute e le esigenze di tre bacini idrografici, uno dei quali è quello del fiume Raquette.
Il motivo per cui il comune di Potsdam si è mostrato riluttante ad approvare una legge sui diritti della natura è che le municipalità Americane spesso non dispongono di un proprio potere decisionale. Solo possono approvare leggi se sono autorizzate dallo Stato. Abbiamo constatato che nessuno, dai membri della comunità ai dipendenti pubblici, conosce le leggi dello Stato in cui vive. Il risulatato finale è che ciò danneggia la democrazia locale e priva i comuni della loro autorità. Con Talking Rivers stiamo creando una guida chiamata “Legal Action for Bioregions” (Azione Legale per le Bioregioni), con l’aiuto di un gruppo di avvocati e organizzatori comunitari. Il nostro obiettivo è aiutare i newyorkesi a comprendere meglio il concetto di “diritti della natura” e a praticare la democrazia locale.
Sebbene ciò stia avvenendo solo in una piccola comunità nel nord dello Stato di New York, questo movimento ha già ispirato individui in tutto il mondo a intraprendere iniziative simili. La prima cosa che deve cambiare è la percezione che spesso abbiamo dei fiumi. E se invece di considerare i canali e i fossati delle nostre città come depositi dei nostri rifiuti, li onorassimo come esseri viventi? Cosa succederebbe se riconoscessimo i diritti civili dei fiumi Arno e Po?
In tutto il mondo, le grandi aziende temono che gli esseri umani decidano di risconoscere i diritti della natura. Dall’Ecaudor agli Stati Uniti d’America le grandi industrie stanno provando ad eliminare queste leggi. Sono consapevoli del potere che gli esseri umani hanno quando smettono di considerare il mondo come una merce. Sanno quanto possa diventare pericoloso se le persone considerano il mondo naturale come un amico, un parente, o un vicino.

Foto:  Rafał Flasza su Pexels

 

 

L'Unico Mondo che AbbiamoVoto medio su 4 recensioni: Da non perdere
Virgilia e la Decrescita Felice
I Grandi Fiumi del Mondo

Lascia un commento


Per lasciare un commento, registrati o effettua il login.