Educazione ambientale: in Germania a scuola di biodiversità

Nessuno dei 21 obiettivi sulla biodiversità fissati per il 2010 è stato raggiunto, a confermarlo è l'ONU in un rapporto da poco pubblicato. Intanto in Germania c'è chi non si perde d'animo: l'associazione per l’istruzione ambientale NRW ha preparato un piano per portare a scuola programmi di educazione ambientale esplicitamente dedicati alla tutela della biodiversità.

Educazione ambientale: in Germania a scuola di biodiversità
Un quinto delle specie di piante esistenti è a rischio estinzione; mentre il numero di vertebrati è diminuito di quasi un terzo dal 1970. Assieme ad animali e piante spariscono anche i loro benefici per l’uomo: viveri, piante medicinali e la protezione da catastrofi naturali. Questa è la situazione attuale, nonostante il 2010 sia il punto di arrivo di un lungo piano d’azione, stabilito nel 1992 nel corso della conferenza ONU sulla biodiversità a Rio de Janeiro. Nella metropoli brasiliana è stata firmata la Convenzione sulla biodiversità, nella quale i paesi partecipanti si impegnavano a sviluppare una strategia nazionale per proteggere le specie a rischio. Solo pochi paesi, tra cui la Germania, hanno fatto proprio un simile documento. Nel 2002 poi l’ONU stessa ha stabilito alcuni obiettivi per frenare il decremento delle specie entro il 2010, dichiarando questo l‘anno internazionale della biodiversità. Ora che siamo giunti alla fine del decennio, leggiamo che nessuno dei 21 obiettivi è stato raggiunto ( vedi Prospettiva globale sulla biodiversità). In seguito a questa sconfitta la NRW, associazione tedesca per l’istruzione ambientale, ha sviluppato un piano pedagogico che si estende dai bambini delle elementari ai pensionati. Con la collaborazione di musei, zoo e fondazioni per l’ambiente, l’associazione organizza lezioni ed escursioni per aiutare i bambini ad entrare in contatto con la biodiversità che li circonda. In seguito viene loro raccontata la storia di alcuni animali emigrati, come l’asello (un piccolo crostaceo) brasiliano che ha lasciato il paese perché il suo habitat è stato trasformato in una piantagione di soia. Il programma pedagogico è composto da diversi moduli. Partendo da moduli specifici, come 'fiumi senza granchi locali' dove i bambini scoprono che alcune specie indigene sono state sostituite con altre specie trapiantate dagli esseri umani. Altri moduli arrivano ad occuparsi anche di grandi temi come l’influenza che i cambiamenti climatici hanno su animali e piante. I ragazzi di scuole medie e licei imparano a svolgere lavori manuali quali la produzione di Gummibärchen (caramelle morbide a forma di orsetto) dallo sciroppo di melo cotogno, un albero ormai raro in Germania. I Gummibärchen vengono poi venduti ed il ricavato va ad una fondazione turca che pianta alberi contro l’erosione del suolo. Ai pensionati viene invece proposto il modulo 'carrello dal bosco' che insegna a distinguere e a usare piante medicinali e piante commestibili, dall’acetosella alla liquirizia. Certo, un programma pedagogico da solo non sarà sufficiente a salvare la biodiversità globale. Il massimo che si può ottenere è un aumento della consapevolezza delle generazioni future. Quel che spesso manca, oltre ai finanziamenti e all’istruzione, come ben sappiamo, è la determinazione politica.

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