HEAL: «No a proposta UE di allentare la sicurezza su cibi e mangimi»

La Health and Environment Alliance (HEAL) chiede il ritiro della proposta europea che vuole allentare le regole sulla sicurezza di alimenti e mangimi. Al centro delle preoccupazioni, il passaggio ad approvazioni senza scadenza per molte sostanze attive e il rischio di indebolire la prevenzione sanitaria.

HEAL: «No a proposta UE di allentare la sicurezza su cibi e mangimi»

La Health and Environment Alliance (HEAL) chiede il ritiro della proposta europea che vuole allentare le regole sulla sicurezza di alimenti e mangimi. Al centro delle preoccupazioni, il passaggio ad approvazioni senza scadenza per molte sostanze attive e il rischio di indebolire la prevenzione sanitaria.

La semplificazione delle procedure sui pesticidi rischia di tradursi in una riduzione delle tutele per la salute e l’ambiente. È l’allarme rilanciato dalla Health and Environment Alliance (HEAL), che raccoglie le preoccupazioni espresse da medici, ricercatori e società scientifiche sul Food and Feed Safety Simplification Omnibus, la proposta della Commissione europea dedicata alla semplificazione delle norme sulla sicurezza di alimenti e mangimi.

HEAL ha scritto alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, chiedendo di ritirare il pacchetto. Secondo l’organizzazione, l’Unione europea dovrebbe concentrarsi sull’applicazione, sul controllo e sulla valutazione della legislazione esistente, rafforzando la prevenzione delle malattie legate alle esposizioni ambientali.

Il nodo delle approvazioni senza scadenza
La principale criticità riguarda la proposta di sostituire, per molte sostanze attive utilizzate nei pesticidi, il sistema di rinnovo periodico delle approvazioni, generalmente previsto ogni 10–15 anni, con approvazioni a durata illimitata, salvo eccezioni.

Secondo HEAL, eliminare la revisione sistematica indebolirebbe la capacità delle autorità di aggiornare le valutazioni alla luce delle nuove conoscenze scientifiche. Il problema riguarda quindi la possibilità di verificare nel tempo se una sostanza continui a soddisfare i requisiti di sicurezza.

A questo proposito, l’organizzazione richiama il caso del clorpirifos, associato a effetti dannosi sullo sviluppo cerebrale dei bambini: senza il meccanismo di rivalutazione periodica, sostiene HEAL, sostanze come questa avrebbero potuto rimanere sul mercato europeo.

La preoccupazione sanitaria
Nel suo intervento, HEAL ricorda che l’esposizione a pesticidi nocivi per la salute è associata a un aumento del rischio di diverse patologie, fra cui tumori infantili, linfoma non-Hodgkin e malattia di Parkinson. Richiama inoltre una stima secondo cui i costi sociali direttamente attribuibili ai pesticidi, compresi quelli sanitari, ammontavano a circa 2,3 miliardi di euro nel 2017.

Per l’organizzazione, ridurre le garanzie di sicurezza può comportare conseguenze sanitarie ed economiche che devono essere considerate nella valutazione della proposta.

Un fronte scientifico internazionale
L’appello di HEAL si inserisce in una mobilitazione più ampia. Oltre 500 scienziati e medici, attraverso una lettera promossa dalla professoressa Martina Vijver, hanno chiesto al Parlamento europeo di sospendere l’esame del pacchetto fino alla realizzazione di una valutazione scientifica indipendente dei suoi effetti sulla salute e sull’ambiente.

Anche epidemiologi, medici e ricercatori di sanità pubblica, insieme all’International Society of Environmental Epidemiology, hanno segnalato i rischi di approvazioni illimitate prive di un’adeguata rivalutazione periodica. Le società scientifiche Endocrine Society, European Society of Endocrinology ed European Society for Paediatric Endocrinology hanno chiesto di respingere le parti della proposta che potrebbero indebolire le protezioni e prolungare l’esposizione ai pesticidi.

In Italia, medici e organizzazioni scientifiche hanno rivolto un appello ai decisori nazionali ed europei per preservare l’obbligatorietà delle rivalutazioni periodiche.

Ulteriori critiche sono arrivate da ricercatori intervenuti sulla rivista Science, che hanno contestato la considerazione delle evidenze scientifiche e l’assenza di una valutazione formale d’impatto. L’Accademia nazionale tedesca delle scienze Leopoldina ha inoltre sottolineato che le approvazioni a tempo determinato sono essenziali per un sistema regolatorio capace di incorporare nuove conoscenze.

La richiesta comune è mantenere la capacità delle istituzioni di riesaminare i rischi: la sicurezza di una sostanza deve poter essere aggiornata quando la ricerca produce nuove evidenze, a tutela della salute pubblica e dell’ambiente.

Fonte: HEAL, comunicazione del 9 ottobre 2026, Science community and health groups raise concerns on the pesticides omnibus.

Si ringrazia ISDe Associazione Medici per l'Ambiente

Foto:  Polina Rytova su Unsplash

 

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