ISDE Italia – Associazione Medici per l’Ambiente esprime «forte preoccupazione per la ripresa dell’esame del disegno di legge n. 1552, che interviene sulla normativa nazionale in materia di caccia, con modifiche che rischiano di compromettere gravemente la tutela della biodiversità, la salute pubblica e la sicurezza dei cittadini».
Secondo ISDE, «il provvedimento rappresenta un arretramento significativo rispetto ai principi di protezione ambientale sanciti anche dall’articolo 9 della Costituzione e dagli indirizzi europei. Le modifiche prospettate ampliano infatti le possibilità di attività venatoria, riducendo le tutele per numerose specie e per gli ecosistemi già fortemente sotto pressione a causa dei cambiamenti climatici e della perdita di habitat. La comunità scientifica e numerose associazioni ambientaliste sottolineano come il disegno di legge introduca elementi in contrasto con le direttive europee, in particolare con la Direttiva Uccelli, che le recenti linee guida della Commissione europea confermano nella sua impostazione rigorosa, ribadendo la necessità di limitare le deroghe e garantire elevati standard di protezione delle specie».
«Le modifiche proposte, inoltre, rischiano di aumentare i pericoli per la popolazione - spiega ISDE - L’estensione dei periodi e delle aree di caccia, insieme all’allentamento delle regole, potrebbe determinare un incremento degli incidenti venatori e un peggioramento delle condizioni di sicurezza nei territori».
ISDE richiama «l’approccio One Health, che riconosce l’interconnessione tra salute umana, animale e ambientale: indebolire la tutela della fauna e degli ecosistemi significa compromettere anche la salute delle persone. In questo contesto, appare anacronistico e in contrasto con le evidenze scientifiche promuovere norme che favoriscono l’espansione dell’attività venatoria. Il disegno di legge introduce ulteriori criticità, tra cui l’ampliamento delle specie cacciabili, la riduzione delle aree protette e la possibilità di estendere i tempi di caccia, misure che non rispondono a esigenze di gestione faunistica ma rischiano di favorire interessi particolari a scapito dell’interesse generale».
ISDE Italia chiede pertanto «al Parlamento e al Governo di fermare l’iter del provvedimento e avviare un confronto basato su evidenze scientifiche, finalizzato a rafforzare – e non indebolire – le politiche di tutela della biodiversità e della salute pubblica. In una fase storica segnata da crisi ambientali e sanitarie globali, è fondamentale orientare le scelte politiche verso la protezione degli ecosistemi, la sicurezza dei cittadini e il benessere delle future generazioni».
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