Sono molte le credenze e i luoghi comuni che frenano il cambiamento in positivo e più i cambiamenti sono efficaci, sostanziali e più lo scetticismo è forte. Siamo poi circondati da teorici di tutti i tipi che dalle loro nuvole parlano di questa e quella soluzione ma non hanno alcuna idea reale di ciò che significa vivere in maniera alternativa e continuano a essere consumatori perfettamente inseriti nel sistema che dicono di voler cambiare. Il cambiamento infatti si aspetta sempre che arrivi da altri, che siano i politici, la scuola, i decisori in genere a innescarlo. Ma sperare in cambiamenti in positivo da questi soggetti monolitici, e saldamente nelle mani degli imperi economici, è completamente illusorio, pura fantascienza.
Uno dei passi più importanti per un reale cambiamento è l’autoproduzione di cibo. In fondo dovrebbe essere un atto che appartiene a tutti, se si pensa che da sempre parte della nostra esistenza è stata dedicata a questa attività. Ma dalla vittoria del dio denaro, unica vera divinità rimasta che ha sbaragliato tutte le altre, visto che anche la cosiddetta spiritualità è un gigantesco business, il cibo è diventato, come tutto il resto, una merce e conseguentemente tante persone hanno smesso di autoprodurselo come accadeva in passato e così abbiamo perso una attività che ci ha contraddistinto. Da una parte chi doveva guadagnare da tutto ciò ci ha investito molti soldi, dall’altra il pensiero che l’agricoltura sia una attività di sacrificio e tribolazioni ha determinato la deriva attuale dove l’autoproduzione del cibo non è più diffusa.
Le solite leggende ci dicono che l’orto vuole l’uomo morto, che la terra è bassa, racconti di schiene spezzate, i terreni che costano cifre colossali, ci dicono che non c’è abbastanza terra per tutti e così via. Di fronte a tali elementi terrorizzanti chiunque sarebbe poco propenso a iniziare il cammino. Se però si guarda la realtà, le cose stanno in maniera completamente diversa. Ormai da oltre cinquant'anni, persone che hanno studiato e sperimentato sistemi alternativi a quelli tradizionali dimostrano che autoprodursi il cibo non è quella discesa agli inferi che si racconta. Già negli anni Settanta si faceva strada la permacultura, un modo diverso di vedere la coltivazione e non solo, in collaborazione con la natura e non contro di essa. Se infatti si cambia prospettiva, la natura non è più matrigna da combattere ma piena di opportunità. Persone come Masanobu Fukuoka con la sua agricoltura del non fare, David Holmgren e Bill Mollison con la permacultura hanno rivoluzionato completamente l’idea che per fare agricoltura di sussistenza ci si debba per forza ammazzare di fatica o si debba investire capitali enormi. Da lì in poi è stato un diluvio di sperimentazioni, idee, soluzioni e miglioramenti che milioni di persone ovunque hanno applicato nei loro appezzamenti di terra anche non necessariamente grandi. Applicazioni che sono arrivate fino ai sistemi di Food Forest e agli orti autoirriganti in cui si hanno ottimi raccolti, risparmiando tanta acqua, lavoro e fatica. Questi sistemi, senza ombra di dubbio, ormai dimostrano che la chimica di sintesi non è affatto necessaria e che, soprattutto nei piccoli appezzamenti, le rese sono maggiori rispetto all’agricoltura chimica e meccanizzata. Risparmiando soldi per comprare pesticidi vari, macchinari, combustibili fossili, ecc., si può autoprodurre molto del cibo che si utilizza senza spese eccezionali e senza dover per forza avere decine di ettari a disposizione. Chi afferma che la terra per coltivare non c’è e costa tanto, anche in questo caso viene smentito dalla realtà. L’Italia è strapiena di terre abbandonate che possono essere affittate a costi molto bassi o anche date gratuitamente da privati, enti pubblici che non sanno letteralmente cosa farci. E dato che il nostro paese praticamente ovunque è un paradiso di ricchezza e abbondanza, la possibilità di autoprodursi molto del proprio cibo è reale e fattibile da subito.
Chi vuole avere maggiori informazioni sull’argomento autoproduzione alimentare ed energetica, vedere l’applicazione degli orti autoirriganti e vuole imparare a realizzare alimenti vegan, può partecipare alla giornata che si terrà il sabato 27 giugno al progetto di tutela ambientale Alba Verde in località Montebamboli – Massa Marittima provincia di Grosseto – Toscana.
Per rendere possibile la partecipazione a chiunque, si richiede un contributo libero e consapevole.
Qui il programma della giornata e le indicazioni per iscriversi.