L’efficienza energetica quale elemento strategico per la transizione

Sul tema dell’energia in generale, seguendo le notizie sui mezzi di comunicazione tradizionali, ci appare una situazione molto confusa. C'è preoccupazione per le scorte, e le attuali difficolta potrebbero essere la molla, finalmente, per accettare l’idea che è necessario cambiare totalmente regime.

L’efficienza energetica quale elemento strategico per la transizione

Sul tema dell’energia in generale, seguendo le notizie sui mezzi di comunicazione tradizionali, ci appare una situazione molto confusa. Da una parte, i rialzi dei prezzi si sono attenuati di molto mentre il mercato europeo del gas rimane ancora molto fragile. Come messo in evidenza da alcuni esperti del settore, i due principali fattori da cui dipenderà l’evolversi della crisi sono le condizioni meteorologiche (freddo e ventosità) e i flussi di gas dalla Russia. Su questa logica è legittimo preoccuparsi delle scorte che si sono programmate.  Queste, tra l’altro, sono le condizioni che motivano l’elevata volatilità dei prezzi.

Non potrebbe invece essere questa la molla per, finalmente, accettare l’idea che è necessario cambiare totalmente regime? Queste “preoccupazioni” ci sono sempre e tutti gli anni si torna a discutere di come affrontare il caro prezzi, soprattutto delle fonti energetiche (fossili).

Ma se il problema è il costo dell’energia che aumenta sempre, possibile che non si sia escogitato un sistema per meglio affrontare la situazione? Non dovrebbe essere complicato ma, chissà come mai, risulta un problema insormontabile. Almeno così ci viene presentato. La spiegazione è semplice: da qualsiasi parte si affronti il problema rimane incontrovertibile il fatto che risparmiare energia, quindi essere più efficienti, è un bene per tutti. Mentre mantenere la situazione come è ora è un (falso) beneficio per tutti ed un reale arricchimento di pochi.

Come è stato messo in evidenza da molti, la Germania, il paese più industrializzato d’Europa, sembra sempre più interessata che la propria economia non venga penalizzata più che realmente preoccuparsi della decarbonizzazione. Almeno, è questa l’impressione che si ha analizzando dati e atteggiamenti di alcuni esponenti politici. Se non capiamo questo, non c’è speranza. Questo cambio di paradigma si potrà realmente realizzare quando ognuno di noi prenderà veramente coscienza dell’importanza di ogni nostra singola azione che ha, comunque, un impatto sul nostro pianeta.

Continuare a perseguire un modello ove la produzione mantiene il ruolo che ha adesso, ma potremmo dire che ha da sempre, è folle sotto tutti i punti di vista.  Impostare una politica nazionale ed europea basata, ad esempio, su un sistema di scorte obbligatorie di gas sarebbe l’ennesimo tentativo, fallimentare, per mantenere in vita un sistema che ha già dato prova di poca efficienza.  

Dobbiamo avere il coraggio di fermarci e impostare un nuovo modello di sviluppo energetico basato sull’efficienza il che significa cambiare radicalmente il modo di concepire il “consumo” dell’energia. Una casa che non consuma energia o ne utilizza pochissima rispetto allo standard, è ormai una realtà, purtroppo ancora poco conosciuta. Soprattutto chi è in procinto di svolgere lavori di ristrutturazione nella propria abitazione, deve prestare la massima attenzione ed affidarsi a professionisti di provata esperienza che abbiano già dato prova di serietà. Purtroppo, con le facilitazioni e le opportunità economiche che sono state lanciate sul mercato negli ultimi anni si sono moltiplicati anche i soggetti che si improvvisano quali “migliori esperti” del risparmio energetico.   

Quindi, a maggior ragione adesso, occhi sempre aperti per sfruttare al massimo le opportunità, mantenendo però la barra dritta sulla sostenibilità, quella vera, che deve rimanere il faro con il quale orientarci.

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