L’inevitabile fine della civiltà occidentale

Vittorino Andreoli, uno dei più affermati psichiatri a livello internazionale, nel suo libro Homo stupidus stupidus fa una serie di riflessioni che arrivano a conclusioni simili a quelle che ormai da tempo esprimiamo su questo giornale circa l’inevitabile fine della civiltà occidentale. Quindi la cosa è palese... Prendiamo ad esempio la pubblicità dell'antistress per gatti...

L’inevitabile fine della civiltà occidentale

Vittorino Andreoli, uno dei più affermati psichiatri a livello internazionale, nel suo libro Homo stupidus stupidus fa una serie di riflessioni che arrivano a conclusioni simili a quelle che ormai da tempo esprimiamo su questo giornale circa l’inevitabile fine della civiltà occidentale. Se un luminare come lui ci arriva, vuol dire che la cosa è palese. Del resto che siamo ormai alla fine di un percorso fatto di follia e massacri non ci vuole tanto a capirlo, bastano un minimo di conoscenza storica e una osservazione della realtà senza paraocchi o lenti gentilmente offerte dallo sponsor di turno. La nostra civiltà è al crepuscolo e lo dimostrano non solo la quantità impressionante di delitti contro persone, animali e ambiente ma gli episodi di stupidità che arrivano a livelli impensabili. Per rendersene conto si prendano in considerazione le pubblicità che sono quanto di più demente, falso e ridicolo si possa immaginare. E per questa attività vengono spesi centinaia di miliardi e nessuno fa una piega.

Gli esempi sono infiniti e si trovano pubblicità di qualsiasi cosa, ma a volte ce ne sono alcune che superano ogni più incredibile immaginazione, si rimane basiti e ci si chiede chi e come possano averle anche solo pensate. L’esempio che prendiamo è uno solo ma vale per tutti e mette la pietra tombale sulla civiltà occidentale senza nessuna possibilità di redenzione o salvezza; siamo definitivamente spacciati ma non a causa dei predoni del deserto, non dall’Islam, non dalla Cina, non da qualche invasore: ci siamo fatti fuori da soli. E non si dica o non si creda che siamo superiori a nessun altro, perché se c’è una civiltà sottosviluppata siamo noi, senza ombra di dubbio. Potrà sembrare impossibile ma esiste un prodotto che emana un'essenza per combattere lo stress dei gatti. Per caso in internet mi sono imbattuto in questa pubblicità e all’inizio pensavo fosse una presa in giro orchestrata da personaggi come Maccio Capatonda, geniale nel suo irridere proprio queste cose. Invece no, esiste davvero un'essenza che diffusa elettricamente sarebbe contro lo stress dei gatti. Ed è pure in varie versioni.

Capisco che è dura da accettare la nostra penosa fine ma analizziamo la questione cercando qualcosa di razionale nella assurdità più estrema. Come si fa a sapere se un gatto è stressato? Non malato, che si può probabilmente capire, ma stressato. Glielo si chiede? E lui magari ci risponde? O ce lo scrive? E come si fa a sapere che quell’essenza cura lo stress del gatto? Siamo oltre il surreale. L’apoteosi del ridicolo è che si vuole curare lo stress di un animale che si tiene in cattività, spesso dentro un appartamento quindi già quello è ovviamente uno stress, a cui si nega la natura forzatamente, quasi sempre lo si sterilizza e gli si fanno mille trattamenti medici (altro che stress), gli si negano compagni o compagne. Appena malauguratamente mette il muso fuori dal carcere, viene falciato da automobili, camion, motorini. Ma tutto questo va bene e non è fonte di stress, lo stress arriverebbe, non si sa come e per quale motivo, in qualche fase della sua esistenza e noi allora siamo pronti a curarlo con la magica essenza. 

Qualcuno ha poi mai visto un gatto assalire e mangiare un manzo vivo, un tonno nell’oceano, un gamberetto, un tacchino, un'anatra, il tutto condito di conservanti, coloranti, zuccheri e ogni altro ingrediente possibile e immaginabile? E tutto ciò non crea nessuno stress al nostro amico pelosetto?
Ma visto che tutta questa roba fa fare guadagni stellari a chi la vende, non si discute minimamente. Si dice che non ci sono soldi, che siamo poveri, c’è gente che muore di fame, il mondo è pieno di problemi, guerre, disperazione e noi abbiamo il coraggio non solo di inventare l’antistress per gatti ma anche di comprarlo, perché se c’è chi lo pubblicizza, c’è anche chi lo compra, ovvio. E, a proposito: ma in un paese dove c’è la povertà, milioni di disoccupati, dove ci sono difficoltà ad arrivare a fine mese, potrebbero esistere a ogni angolo interi supermercati di accessori per cani e gatti? Per non parlare dei mille e mille altri prodotti e servizi dalla nulla utilità e del tutto superflui dai quali siamo circondati? Non credo proprio, quindi c’è qualcosa che non torna nelle balle che continuamente ci racconta la voce del padrone...

Ha ragione Andreoli, l’homo stupidus stupidus decreta la fine della nostra tanto decantata civiltà occidentale e i gatti finalmente saranno privi di stress. Qualsiasi cosa infatti verrà dopo quella civiltà non potrà essere peggio, impossibile.

 

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