Sgombriamo subito il campo dagli equivoci: fare informazione di denuncia è quanto mai importante e necessario ma se oltre alla denuncia non si danno soluzioni si rischia di rimanere paralizzati.
A un incontro pubblico tenuto da un giornalista di inchiesta, specializzato nello svelare le trame dei potenti, una signora alla fine dell’esposizione, pur ringraziando l’autore per il suo lavoro, ha detto che non avrebbe acquistato alcun libro del giornalista in questione perché continuare ad approfondire tutto quel clima di male l’avrebbe devastata definitivamente. La reazione di questa persona è comprensibile ed è esattamente quello che può creare il giornalismo del terrore che non dà alcuna soluzione, se non appunto continuare a raccontare il terrore puntata dopo puntata e, visto che i potenti di malefatte ne fanno tante, è una telenovela, un giallo che non finisce mai. Tra l’altro raccontare nient’altro che il terrore è esattamente quello che fa il giornalismo e che fanno i media mainstream che sanno bene che il terrore vende. Non è di certo un caso che senza la narrazione terroristica arrivata a livelli pazzeschi e assurdi mai raggiunti prima, la faccenda covid sarebbe stata ben altra cosa.
Che i potenti siano cattivi, che facciano cose mostruose e aberranti, che ci siano trame e piani per soggiogare l’intero mondo fino all’ultimo essere umano, lo si capisce fin da bambini, almeno se si ha un minimo di spirito critico. I dettagli possono essere interessanti e utili ma se ci si limita sempre e solo a raccontare quanto sono cattivi i cattivi, difficilmente si creerà nelle persone a cui ci si rivolge una speranza, un barlume di soluzione, anzi si dà proprio la sensazione, visto che si parla di poteri immensi con forze economiche e politiche pressochè illimitate, che il povero lettore, il povero misero cittadino inerme non possa fare assolutamente nulla, se non essere schiacciato da tali forze soverchianti.
Sembra un paradosso ma chi racconta solo la catastrofe, senza dare alcuna speranza e soluzione, può correre il rischio di fare proprio il gioco dei cattivi, perché blocca qualsiasi tipo di azione nelle persone che si sentono microscopiche e inutili di fronte a tanto potere e male.
La logica poi che siamo circondati da forze onnipotenti, oscure sempre pronte a farci le peggiori cose, non fa altro che alimentare il senso di cospirazione che vede in tutto un nemico, e finiamo per non fidarci più di niente e di nessuno e per vedere complotti a ogni angolo e magari generare l’impulso di costruirsi dei bunker antiatomici, riempirsi la casa di provviste e spianare i fucili alle feritoie pronti a sparare a chiunque si avvicini, amici o nemici che siano. Il clima che si crea è che tutto è contro di noi, non importa cosa, tutto ha una dietrologia, dietro a qualsiasi cosa si nasconde solo chi ci vuole male.
A conferma di ciò basti vedere come viene trattato dai profeti di sventura chi voglia salvaguardare l’ambiente. Anche solo dire la parola green produce ormai reazioni folli e incontrollate, tra l’altro da chi di ambiente non ne sa assolutamente nulla o semplicemente è prezzolato per parlarne male e perciò spara idiozie a ripetizione. L’informazione del terrore poi paga, sia per chi la fa da sempre e comunque, cioè telegiornali, giornali, media mainstream in genere, sia per chi ne fa la versione cosiddetta alternativa, quella che ci dovrebbe aprire gli occhi. Nel tempo dei social dove chi la spara più grossa vince, c’è infatti un profluvio di libri, siti web, blog, interviste, incontri che fanno ricchi sia gli esperti del terrore “alternativo”, sia chi organizza loro la claque. Il ridicolo poi di tutto questo, e la prova della poca credibilità che possono avere tali iniziative, è che vengono propagandate e diffuse proprio utilizzando i canali e i mezzi di quelli che hanno in mano il mondo, che organizzano guerre, lavorano per il militare, vogliono controllarci tutti, anzi ci controllano già tutti, vogliono farci diventare dei robot e delle cavie per esperimenti di ogni tipo e così via. E questa è l’ennesima conferma che chi denuncia le malefatte poi non ha nessuna alternativa seria da proporre, perché nemmeno riesce a creare una alternativa dal punto di vista della comunicazione, che sarebbe un aspetto fondamentale; invece dipende da chi la comunicazione la gestisce proprio per gli interessi malvagi di cui sopra.
Noi conosciamo bene le malefatte dei potenti e da sempre le denunciamo sul giornale Il Cambiamento ma sappiamo anche che senza speranza, vedendo e vendendo solo nero, non solo si vive male ma non si costruirà mai alcuna alternativa; infatti i giornalisti, o chi per loro, che denunciano questo e quello, praticamente mai danno alternative o al massimo dicono: si dovrebbe fare una legge, dovremmo avere un governo illuminato immaginario, sapendo bene loro per primi che queste proposte sono utopia, ma proprio perché lo sanno che non si farà nulla, stanno tranquilli che non dovranno adoperarsi in niente, tanto sono i cattivi il problema, i politici che non fanno e bla, bla, bla…
Massoni, deep state, multinazionali, fondi di investimento, potenti assortiti, nazisti e chi più ne ha ne metta, dormono sonni tranquilli se non si agisce; anzi può darsi pure che faccia loro anche piacere essere i protagonisti cattivi che incutono terrore al mondo, un po’ come le serie di film di camorra o mafia, nelle quali i criminali si rispecchiano e si sentono superstar; in fondo il sacro detto della pubblicità è: purchè se ne parli, bene o male non importa, l’importante è parlarne.
Non abbiamo bisogno solo di racconti horror, per quanto utili possano essere alla comprensione della realtà; abbiamo bisogno di progetti seri, di speranza di vita e di costruire una società con mezzi, valori e azioni completamente diverse dai cattivi di turno.
Per chi vuole trovare proposte e soluzioni, qui potete trovarle:
https://paea.it/libri/
Foto: Planet Volumes su Unsplash