La zappa sui piedi che si danno gli agricoltori che protestano

Mai detto fu più azzeccato di quello della zappa sui piedi che si danno gli agricoltori che protestano in alcuni paesi europei, anche se c’è da dire che la zappa è praticamente sconosciuta all’agricoltura moderna, che si muove su trattori giganteschi che nel terreno fanno solchi di oltre mezzo metro...

La zappa sui piedi che si danno gli agricoltori che protestano

Mai detto fu più azzeccato di quello della zappa sui piedi che si danno gli agricoltori che protestano in alcuni paesi europei, anche se c’è da dire che la zappa è praticamente sconosciuta all’agricoltura moderna, che si muove su trattori giganteschi che nel terreno fanno solchi di oltre mezzo metro; forse perché vogliono trovare il petrolio direttamente nel campo? Chissà...

Partiamo dal fatto che l’agricoltura industriale attuale non ha niente a che vedere con la produzione di cibo, poiché l'agroindustria lo considera solo una merce. In quanto merce è trattato nel peggiore dei modi e l’agricoltore non ha più alcuna relazione con la natura; del resto sarebbe difficile averla quando la si combatte costantemente per ottenere un prodotto che è il risultato di una serie di pesanti interventi chimici.
Cosa c’entra infatti con la sacralità del cibo e della natura che lo produce, l’utilizzo di concimi chimici, pesticidi, funghicidi, erbicidi che distruggono praticamente tutto quello che trovano sul cammino lasciando lande desolate che l’anno successivo, per fare crescere qualcosa, necessiteranno di ancora più quantità di questa roba?
E che dire dell’inferno degli allevamenti intensivi, a causa dei quali si provocano sofferenze inenarrabili a miliardi di animali, si distruggono terreni e foreste, si inquina l’impossibile e si utilizza cibo che potrebbe sfamare tre volte le popolazione mondiale attuale? E tutto questo per poi vendere una carne che produce numerose problematiche di salute a chi la mangia.
Ma nemmeno tutto ciò basta; la logica del profitto senza scrupoli ci regala anche gli organismi geneticamente modificati ovvero la ciliegina sulla torta della follia. Come si fa quindi a protestare per difendere una agricoltura nociva di questo tipo? Caso mai si dovrebbe protestare per fare cessare questo suicidio economico, ambientale, alimentare e sanitario.
Le proteste poi sono genericamente per avere redditi più alti, contro il caro gasolio, i prezzi che aumentano e contro le timidissime politiche ambientali che l’Unione Europea cerca di introdurre in maniera come vedremo inefficace, ipocrita e anche contraddittoria. All’agricoltore industriale tradizionale, nella stragrande maggioranza dei casi, non interessa nulla che si devasti l’ambiente, si produca un cibo che è tutto tranne che cibo, si dipenda mani e piedi dai combustibili fossili; per lui conta vendere una merce, quindi più profitto ha e meglio è. E con tale ottica qualsiasi provvedimento, seppur insufficiente, per tentare di tutelare un pochino l’ambiente e la salute dei consumatori, viene visto come un attacco inaccettabile al proprio profitto. Le multinazionali dei fossili e dell’agro business sono ben contente di questo tipo di proteste, che ribadiscono il trionfo di chimica e combustibili fossili e che quindi permettono di continuare a fare incassi stratosferici sulla salute di persone e ambiente, utilizzando strumentalmente gli agricoltori. Inoltre le stesse multinazionali ringraziano anche tutti i media che si schierano con queste proteste e il paradosso è che i tifosi sono proprio quegli stessi media che dicono di essere contro i poteri forti, in un corto circuito mentale che ha del ridicolo. L’ipocrisia quindi è di tutte le parti in causa, anche dell’Unione europea che stende tappeti rossi alle lobby delle multinazionali e poi fa qualche blanda leggina in favore dell’ambiente che ovviamente avrà effetti minimi. E sono anche risibili le presunte politiche verdi di qualche paese che vorrebbe fare convivere la crescita infinita in un mondo dalle risorse finite, con la tutela ambientale. La cosa è di per sé impossibile, non può esistere una crescita verde, è un ossimoro, una contraddizione in termini; da qui la schizofrenia di leggi e provvedimenti che ovviamente non saranno né efficaci, né accettati da coloro ai quali si dice che il profitto è l’unico dio da adorare e allo stesso tempo che si deve proteggere l’ambiente. Chi ha interesse a capire o sapere qual è una nozione e pratica di agricoltura reale, perché produce non merce ma cibo sano che non avvelena né le persone, né l’ambiente, può leggersi il libro sugli orti autoirriganti scritto da me e Alessandro Ronca. A differenza di tanti libri a tema agricolo, non si limita a dare una soluzione tecnica ma illustra una diversa concezione di agricoltura da noi denominata leggera, che rimette al centro la natura e la conseguente tutela della persona. Un'agricoltura che è legata alla rinascita della comunità, che permette di essere più indipendenti dal cosiddetto mercato che strangola tutti. Inoltre si tratta di una agricoltura che persegue l’autosufficienza alimentare cioè la vera sovranità, obiettivo che può essere preso in considerazione da chiunque e, grazie al sistema degli orti autoirriganti, ovunque.
L’Italia è già un paese meraviglioso dove cresce praticamente qualsiasi cosa si pianti, non abbiamo bisogno né di chimica, né di schifezze varie per coltivarci tutto quello di cui abbiamo bisogno, basta​ accendere il miglior motore che abbiamo, che non è quello di un trattore ma del nostro meraviglioso cervello.

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Gli orti autoirriganti sono un sistema innovativo, semplice, alla portata di tutti, necessitano di poco lavoro, un bassissimo apporto di acqua e la possibilità di coltivare anche senza suolo, quindi in città oltre che in campagna.

Indipendenza alimentare e risparmio idrico sono temi fondamentali e l’invenzione degli orti autoirriganti è una risposta efficace per chi vuole risparmiare soldi, aumentare la propria qualità della vita, essere autosufficiente, tutelare l’ambiente e mangiare cibo buono e sano.

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Commenti

caro Paolo, condivido parzialmente il tuo articolo. Sintetizzando ti dico parzialmente per due motivi: - perché lo considero troppo categorico. In strada ci sono molte persone differenti e le richieste sono vaghe. Non si oppongono solo per il caro gasolio, ma anche verso un'agroindustria che è pronta ad abbandonarli come sempre a favore di approvvigionamenti più economici (fra questi ogm , e cibi sintetici). Sono d'accordo con te sul fatto che molte di queste persone non capiscono che è il sitema tutto (produttivo e sociale) che va cambiato. - l'altro punto è che le multinazionali del fossile ormai si stanno spostando a grandi passi su altri settori. il fossile rimarrà appannaggio della chimica e sempre meno dei combustibili. La grande finanza si sta spostando sempre di più verso le fonti "green" e l'alimentazione. Due aspetti che portano al land grabbing, e questa è un'altra spada di damocle sopra le teste dei contadini. un saluto
zeno Puccioni, 02-02-2024 11:02
Le misure UE "timide" come scritto nell'articolo, non sono mirate a tutelare l'ambiente ma a favorire l'importazione da paesi esteri, paesi come il Canada che usano agenti chimici per far seccare il grano. Quando ci saranno incentivi e campagne mediatiche che promuovono l' autoproduzione di cibo per ogni singolo cittadino, allora si potrà dire che l'unione europea tutela l'ambiente, ma per adesso l' UE è solo un comitato d'affari per banche e multinazionali e di certo non si preoccupa dell'ambiente e dei cittadini.
Matteo Mesiano, 04-02-2024 11:04

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