Uno dei padri dell’intelligenza artificiale, Geoffrey Hinton, in un'intervista, a una domanda su quale lavoro dovrebbe indirizzarsi oggi un giovane ha risposto: l’idraulico. La tragica farsa della cosiddetta intelligenza artificiale, così come qualsiasi altra mega opportunità di business, si sviluppa come sempre: si investono valanghe di soldi, se ne fanno parlare tutti i media, se ne tessono le lodi, si dice che farà miracoli, guarirà i malati, resusciterà i morti, risolverà ogni problema, ci farà diventare tutti più ricchi, non lavoreremo più, faremo salti in avanti di millenni, voleremo, andremo su altri pianeti, colonizzeremo l’intero universo e via di questo passo. Una quantità di assurdità così grande che già da subito si capisce che è una colossale fregatura, che ricorda molto da vicino le mega balle raccontate per fare accettare la sua parente stretta, l’energia nucleare, perchè in fatto di minaccia siamo a quei livelli.
E che sia un pericolo lo dicono gli stessi che ci hanno lavorato ai vertici delle varie aziende che la sviluppano e adesso ci informano che sarà una catastrofe, ci eliminerà, ecc.; ma non ci vogliono certo gli esperti pentiti per capirlo. Storia simile a quello che è successo per i social media delle big tech, dove gli stessi che li hanno inventati e implementati, poi pentiti, ci hanno raccontato che si era di fronte a un mostro che sta devastando i nostri giovani e non solo.
Per fare accettare l’intelligenza artificiale si amplificano a dismisura i presunti vantaggi e si nascondono i problemi che sono sempre più gravi. Per una persona che salva e la cui notizia viene sparata su ogni media, ne fa fuori mille; ad esempio, a causa del suo uso nelle guerre. I data center che la alimentano sono dei mostri architettonici, energivori, idrici con consumi enormi. Le vere applicazioni e i reali obiettivi dell’intelligenza artificiale sono nell’aumentare il business soprattutto per le mega multinazionali, già ricche fino all’inverosimile, nel campo del controllo totale e dell’industria militare. Tutte le altre applicazioni sono solo specchietti per le allodole, balocchi per bambini diffusi a piene mani per far sembrare che l’intelligenza artificiale è cosa buona, giusta e fa tanto bene. Ma se è davvero cosa buona e giusta, potente, strabiliante, perché non risolve i veri problemi di mezzo mondo che si batte ancora fra guerre, miseria, profughi, fame, disperazione? Perché non fa nulla circa la catastrofe ambientale o impedisce lo sterminio sistematico di miliardi di animali selvatici e non?
Andiamo verso problemi sempre più colossali: scarsità di acqua e quella che c’è è inquinata, incendi biblici, cibi pieni di veleni e plastiche, siamo sommersi dai rifiuti, abbiamo un inquinamento fuori controllo; come mai la onnipotentissima IA non fa niente per risolverli? La risposta è semplice e va ribadita: chi la manovra e la implementa non ha nessun interesse a risolvere alcun problema di quelli gravi che attanagliano il mondo; il solo, unico pensiero è aumentare le sue entrate e il suo potere, che sia economico, militare, politico. Il mondo per gli apprendisti stregoni che giocano con questa roba pericolosissima è solo un posto dove sperimentare le loro assurdità sulla pelle delle persone e dell’ambiente.
Cosa si può fare? Una valanga non la si può fermare con le mani ma ci si può spostare e cercare di schivarla. Pensare o dire che se questa roba esiste, tanto vale usarla, è come arrendersi al fatto di non avere immaginazione, accettare che sia ineluttabile e non possiamo fare altro che seguire la corrente anche se ci sta portando alla catastrofe. Peggio ancora è non ritenere possibile di poter costruire qualcosa che possa essere un'alternativa a questa autentica follia, come se dichiarassimo apertamente di essere impotenti, incapaci di intendere e di volere.
Ma alla follia si può ancora rispondere un chiaro e netto no. Possiamo ancora immaginare e realizzare un mondo dove non regnano gli algoritmi e non siamo vittime dei cyborg pilotati dall’intelligenza artificiale. Non ci serve nessuna intelligenza artificiale, ci serve l’intelligenza attiva, ci serve saper ritornare a lavorare con le mani, a incontrare le persone, a costruire cose, idee e società umane e vive, non artificiali e morte. I giovani, o chiunque sia, imparino i mestieri: falegname contadino, fabbro, idraulico, elettricista, aggiusta tutto, sarto, muratore, carpentiere, installatore, serramentista, ecc., che sono sempre più introvabili e richiesti. E sembra un paradosso, una beffa, come mai servono tanto queste figure se abbiamo la scintillante IA che può fare tutto?
Non beviamoci anche questa trovata cinematografica, l’ennesima truffa ai danni dell’umano e della natura in genere. Agiamo prima che sia troppo tardi.
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