La responsabilità politica del Movimento 5 Stelle

I risultati delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio prospettano l'apertura di due possibili scenari. Nel clima di incertezza creato dagli esiti elettorali, la speranza è che le forze politiche oggi protagoniste non consegnino il nostro Paese all'ingovernabilità. In questo senso assume un ruolo determinante il Movimento 5 Stelle, formazione politica più votata in Italia.

La responsabilità politica del Movimento 5 Stelle
Siamo nel caos, inutile negarlo. Il centrosinistra ha mancato il proprio obiettivo minimo (la maggioranza in entrambe le Camere, con l’eventuale coalizione con il centro montiano), Berlusconi è riuscito nella missione impossibile di riconquistare la fiducia di quasi un terzo dell’elettorato votante, il Movimento 5 Stelle è andato ben oltre le aspettative risultando il primo partito alla Camera con oltre il 25 per cento dei voti ed il secondo al Senato. Si aprono per il paese due possibili scenari, vista anche l’impossibilità del Presidente della Repubblica Napolitano di sciogliere le Camere negli ultimi sei mesi del suo mandato. Il primo: la coalizione di centrosinistra raggiunge un accordo con il M5S su una serie di punti e ottiene, limitatamente a questi punti, la fiducia del Movimento alla formazione di un governo; tale formazione resterebbe in carica per la durata necessaria ad affrontare le riforme stabilite e poi aprirebbe la porta a nuove elezioni. Il secondo scenario vede invece il Partito Democratico formare un governo “di larghe intese”, il cosiddetto 'governissimo', con il centrodestra ed il centro, con il M5S a fare l’opposizione. A far propendere per l’una o l’altra soluzione sarà con ogni probabilità proprio il Movimento 5 Stelle. Il Pd infatti – o almeno la sua parte più 'rinnovata' – ha mostrato una certa predilezione per la prima opzione, ma una chiusura da parte del M5S non lascerebbe praticamente altra possibilità che un’intesa con Berlusconi e Monti. Dunque veniamo al Movimento. Faccio una premessa doverosa, a scanso di ogni equivoco. Ho votato con convinzione M5S sia alla Camera che al Senato. L’ho votato perché è senza dubbio la forza politica più innovativa del panorama nazionale, probabilmente persino europeo. L’unica che appoggia l’acqua pubblica, i No Tav, la lotta contro gli inceneritori; l’unica ad aver portato all’interno del dibattito politico tematiche come i “rifiuti zero”, la decrescita, la permacultura, la riduzione dei costi della politica. Il movimento fondato da Grillo si è fatto promotore di un cambiamento culturale che vuole rivoluzionare il significato stesso di democrazia: non più una delega a tempo ma un impegno costante da parte di tutti i cittadini. Detto ciò, sono consapevole delle contraddizioni e dei limiti del Movimento, che rischiano di risultare determinanti proprio nella delicata situazione attuale. Innanzitutto, il ruolo non troppo chiaro di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. I due si dicono “megafono” del movimento, ma nella pratica si comportano troppo spesso come leader. Ad esempio, la chiusura da parte di Beppe Grillo alla fiducia verso il governo Bersani va presa come un’opinione personale dell’ex-comico? Oppure come una direttiva rivolta agli attivisti? Anche lo slogan che ci ha accompagnato per tutta la campagna elettorale “mandiamoli tutti a casa” (affiancato da “sono tutti uguali” e dai giochi di parole su “pdl-pdmenoelle”) ha i suoi limiti. A parte il fatto che non credo nelle epurazioni, non penso neppure che siano “tutti uguali”. Certo, il Pd è un partito dai limiti enormi ed evidenti: ondeggia fra due visioni opposte della società cercando disperatamente di nascondere questa sua contraddizione; cerca di mediare fra il liberismo e lo stato sociale, fra i mercati e i diritti. Ha provato ad inventarsi una impossibile continuità fra un partito, il Pc, che aveva come modello di riferimento la Russia comunista ed uno, il Pds (poi Ds, poi Pd) che si rifà alla sinistra liberale americana, nascondendo al mondo la rottura avvenuta. Ai suoi vertici continua ad essere condizionato da soggetti coinvolti in molti dei principali scandali della recente storia italiana, dal finanziamento illecito ai partiti ad affittopoli, passando per la scalata alla Bnl ed il recente scandalo Monte dei Paschi. E poi più volte si è reso complice del successo politico-economico personale di Silvio Berlusconi, come nel famoso “patto della crostata” per favorire Mediaset, o nella mancata approvazione di una legge sul conflitto d’interessi. Ma esiste, e non si può negare, una base di amministratori locali molto affini agli attivisti del M5S. Sono del Pd molti dei sindaci dei Comuni Virtuosi che dal 2005 applicano sul territorio le buone pratiche legate alla riduzione dei rifiuti, alla salvaguardia del territorio, alle energie rinnovabili. E i militanti del Pd di molti comuni d’Italia si sono battuti per l’acqua pubblica nel periodo dei referendum nonostante le indicazioni contrastanti che arrivavano dall’alto. Inoltre, proprio grazie alla crescita costante del M5S, il Partito democratico si è visto praticamente costretto a rinnovarsi, per intercettare quella volontà di cambiamento comune anche ai propri elettori. Circa la metà dei parlamentari neo-eletti fra le file del Pd sono volti nuovi, spesso giovani e il 40 per cento di loro sono donne. Dunque un dialogo fra la parte più sana del Pd ed il M5S sarebbe sulla carta possibile. A questo punto Grillo e i suoi possono fare due tipi di ragionamento: uno politico, l’altro di buon senso. Il ragionamento politico è il seguente: “Non votiamo la fiducia al governo Bersani, di modo da costringerlo ad allearsi con Berlusconi e Monti. Dimostriamo così una volta per tutte che sono tutti uguali, mentre noi restiamo puri agli occhi degli elettori, gli unici che non accettano compromessi e non si mischiano a questa classe politica. Lasciamo che il governissimo vada avanti per qualche mese trascinando l’Italia nel baratro, dopo di che andiamo alle urne e prendiamo con buona probabilità la maggioranza parlamentare”. Col rischio che forse allora sarà davvero troppo tardi. Invece il ragionamento di buon senso: “Votiamo la fiducia ad un governo Bersani e affrontiamo le riforme più urgenti, dai tagli ai costi della politica, alla legge sul legittimo impedimento, alla legge elettorale. E magari se possibile anche qualcosa sull’acqua, i rifiuti, l’energia. Fatto ciò nell’interesse del paese, torniamo alle urne con la nuova legge elettorale e sottostiamo al volere degli elettori”. Certo è che se il M5S seguisse una strategia puramente politica ignorando l’interesse del paese non si dimostrerebbe poi così diverso dai partiti che attacca con tanta veemenza. Finirebbe schiavo delle stesse logiche di partito contro cui si batte. Un partito/movimento che ottiene oltre il 25 per cento dei consensi deve assumersi la responsabilità del proprio risultato e contribuire al governo di un paese. Non può limitarsi a dire “non diamo la fiducia a nessuno” o “valuteremo legge per legge”. Non ne ho la certezza, ma immagino che un atteggiamento responsabile sarebbe compreso e apprezzato da gran parte dell’elettorato a cinque stelle. Mentre in caso contrario sono convinto che sarebbero in molti a voltare le spalle a Grillo e compagnia. E qualcuno potrebbe pensino pensare, alle prossime elezioni, di dare un voto di protesta: votare Pd.

Commenti

Ottimo articolo, ma questa potrebbe anche essere un'ottima risposta: http://www.byoblu.com/post/2013/02/28/Fiducia-Whats-fiducia.aspx#continue
Stefano, 28-02-2013 12:28
Hai votato il M5S, ma non hai capito lo spirito del movimento. Votare chi? votare cosa? a chi? Un movimento che ha fatto di treasparenza, coerenza, lagalità la distinzione dalle altre vecchie forze politiche dovrebbe votare la FIDUCIA al governo Bersani? Che il PD non candidi i condannati, non candidi chi è oltre le 2 legislature, rinunci ai rimborsi elettorali, ai vitalizi, si dimezzi lo stipendio, poi si potrà parlare di dare FIDUCIA. La FIDUCIA va guadagnata non è dovuta. Cosa ha fatto il signor Vendola in Puglia con l'acqua? Il M5S vuole l'acqua fuori dal profitto, libera, pubblica. Bersani come la vuole? FIDUCIA a chi??? Non la meritano
Nicola V., 28-02-2013 01:28
Concordo con Stefano
Carla Catanzaro, 28-02-2013 02:28
La questione è che non ci fidiamo di un partito come il PD (io l'ho già fatto due volte nel 96 e nel 2006).Quindi sono per la non fiducia al nuovo governo guidato da Bersani.
Giovanni Cafagna, 28-02-2013 02:28
Pd e Pdl hanno fatto il suo e così gli elettori che li appoggiano. La novità assoluta, la 'cosa' nuova è il movimento di Grillo. Una novità assoluta anche per i grillini. Dice un adagio spagnolo 'caminante no hay camino, el camino se hace al andar', d'ora in avanti si tratta di prendere decisioni volta volta. Eravamo in una fase di stallo assoluta, siamo sull'orlo della bancarotta.....Quello che avverrà, le decisioni che dovranno prendere, chi le prenderà....Dobbiamo essere fiduciosi.
carlo carlucci, 28-02-2013 03:28
Concordo su tutte le premesse fatte da Claudio Messora nell'articolo linkato da Stefano e non cerco certo di scusare il Pd. Conosco benissimo, per rispondere a Nicola V., l'atteggiamento ambiguo del centro sinistra sull'acqua: in questo articolo che scrissi qualche tempo fa riportavo un video di Pierluigi Bersani che parla dell'importanza di privatizzare l'acqua: www.ilcambiamento.it/beni_comuni/leggi_dopo_referendum_acqua.html; la legge di iniziativa popolare sull'acqua presentata dal Forum italiano dei movimenti per l'acqua al governo Prodi non fu mai presa in considerazione; Vendola in Puglia non ha mai scorporato il profitto garantito al gestore dalle bollette degli utenti come imposto dai referendum, e potrei continuare. Capisco anche il risentimento degli attivisti e del popolo a 5 stelle verso il Partito democratico, che non ha mai preso in considerazione le loro proposte (vedi la proposta di legge sul parlamento pulito, o le iniziative emerse dal V-Day) finché non si è ritrovato travolto e impotente. Il mio è un discorso diverso. La fiducia che il M5S dovrebbe accordare al governo non sarebbe una fiducia sulle persone, ma su una serie di punti comuni che tutti reputiamo urgenti per il paese. Affrontate queste riforme il M5S potrebbe tranquillamente far cadere il governo e tornare alle urne più forte di prima. Parliamoci chiaro, non esistono altre opzioni che un governo a tempo determinato del Pd con l'appoggio esterno su alcuni punti del M5S e un governissimo pd-pdl-centro. Non ditemi che è la stessa cosa perché non credo che lo pensiate davvero.
Andrea Degl'Innocenti, 28-02-2013 04:28
non si può votare M5S senza conoscerlo e capirlo. io sono d'accordo con GRILLO, nessuna fiducia. Concordo pienamente con Claudio Messora e c'è, per completezza, anche l'articolo di Sostenibilità e decrescita: i chiacchieroni che governano da sempre. cordiali saluti.
fosca, 28-02-2013 05:28
Ieri sarei stato daccordo con te. Ieri pensavo: dci che li obblighiamo a fare delle cose che da soli non farebbero mai! Oggi ho capito che non è possibile, che non cambieranno mai, la petizione ne è un'esempio. E siamo solo al secondo giorno dopo le elezioni. Andare con loro, dargli una fiducia pesantissima significherebbe solo compromettersi. Certo proporrebero una legge anticorruzione, ma sarebbe vuota come la precedente e l'M5S si sfilerebbe. Loro però direbbero di averci provato e l'M5S farebbe la figura di Bertinotti nel secolo scorso. E lo stesso vale per tutto il resto. Il diavolo sta nei dettagli e loro i trucchi li conoscono tutti. Andiamo avanti come abbiamo fatto finora, rimaniamo puri.
AndreA, 28-02-2013 05:28
mi sono dimenticata di aggiungere chè c'è una petizione: http://www.change.org/it/petizioni/beppe-grillo-non-possiamo-dare-fiducia-a-un-governo-bersani io l'ho sottoscritta per dare sostegno al M5S dato che ne circola un'altra esattamente contraria.
fosca, 28-02-2013 05:28
Sono sinceramente basito! Veramente questo non me lo aspettavo...ed è la dimostrazione che aveva ragione chi diceva non essere Grillo il problema del Movimento, ma i suoi elettori! Ho addirittura letto post, sul blog di Beppe, di cittadini che lo hanno votato e che adesso sono preoccupati dallo spread... Siamo alla follia pura! Evidentemente la politica di questi anni ha insegnato moltissimo anche alla gente comune, nel senso che i suoi fittizi meccanismi sono stati in realtà perfettamente compresi e metabolizzati. La sua posizione Andrea, giornalista che ha scritto diversi articoli condivisibili su questo sito, ne è un'avvilente conferma. Mi scusi Andrea, ma dov'era (lei e quanti la pensano come lei) quando Grillo faceva i suoi comizi? Quando stigmatizzava gli inciuci, quando accusava i politicanti capaci solo di fare trattative per ottenere un meschino tornaconto, quel "ti do questo se mi dai quello", di opportunismo parlamentare insomma? L'ultima frase del suo articolo è emblematica in questo senso:" E qualcuno potrebbe pensino pensare, alle prossime elezioni, di dare un voto di protesta: votare Pd." Suona come un monito, un ragionamento degno del miglior Cicchitto o, se è abbastanza in età da averne memoria, di Ugo Intini, untuoso portavoce di Bettino Craxi. IL BUON SENSO di cui parla, in Parlamento si chiama inciucio. Se ne faccia una ragione! Mi chiedo quale sia la sua opinione riguardo al gesto di Franco Turigliatto, il senatore di Rifondazione che votando contro una mozione del ministro degli esteri D'Alema fece cadere uno schifoso governo Prodi, e che per questo fu espulso dal partito (!?!). Oppure quello simile di Bertinotti, una decina di anni prima, che si rifiutò di votare la fiducia agli ennesimi provvedimenti contro lo stato sociale e a favore dell'EUROPA che sempre lo stesso Prodi continuava a propinare. Io dico che se il Parlamento fosse pieno di gente che crede e rispetta i propri principi, e quindi teoricamente anche quelli dei propri elettori, senza pensare a cosa CONVENGA fare, saremmo già un pezzo avanti. E credo anche che se il popolo del M5S dovesse davvero "esigere" questo comportamento, ciò sancirebbe la definitiva sconfitta di chi ha creduto e crede nella possibilità di un cambiamento vero nel modo di fare politica. E' triste perché per molti rimarrebbe una sola opzione, che è quella che avevo individuato e messo in atto già da quasi dieci anni: l'isolamento! Occupy e il M5S sembravano poter dare una nuova speranza collettiva ma, piaccia o non piaccia, bisogna accettare l'evidenza che il popolo, almeno quello italiano, merita esattamente ciò che ha.
ARTURO MARADEI, 28-02-2013 07:28
Se avessimo capito che,dando il 51% al M5S,avremmo potuto far dimettere il Parlamento,attuare un periodo di Democrazia Diretta,cambiare la Costituzione ed eleggere 25 eccellenze senza colore politico,non saremmo in questa situazione assurda. Il Paese ha bisogno di poche persone COMPETENTI che lo sappiano governare. Dobbiamo eliminare questo marcio e recuperare i soldi del loro mantenimento per investirli per il Paese. Non c'è più tempo per giocare. Il Paese è in serio pericolo.
Maria-Rossella Maccolini, 28-02-2013 08:28
cavolo mi stupisco di quanto sono sempre daccordo con gli articoli di questo sito, però vorrei fare un appunto,anche io ho avuto gli stessi dubbi ma son arrivato ad una conclusione: certo è un pericolo non dare la fiducia e andare avanti a testa bassa coerenti con le idee che han creato il Movimento, ma sarebbe comunque pericoloso dare la fiducia e sperare che poi il PD non temporeggi sui punti accordati stallando così il paese in una situzione pre-elettorale, loro son molto abili a fare promesse che poi non mentengono, lo sappiamo bene per esperienza, come fare a fidarci? faccio un altra considerazione: l'obbiettivo è il cambiamento, totale, e per un cambiamneto del genere bisogna davvero eliminare la vecchia classe politica per dare inizio a qualcosa di nuovo, per quanto doloroso possa essere,ma se non cacci la volpe dal pollaio non puoi solo sperare che non mangi più le galline, spaventa certo dover aspettare le nuove elezioni, ma se fosse proprio questa paura a chiuderci la strada per il cambiamento? altra considerazione: il Movimento ha fatto gran cose percorrendo la sua strada, mi spaventerebbe se la cambiasse ora, io ho fiducia che il Movimento punti ai suoi/nostri obbiettivi e non a convenienze politche, e fiducioso di questo so che il Movimento, la Gente nel Movimento, sceglierà la strada giusta per ottenere gli obbiettivi, per quanto riguarda la brava gente del PD, sicuramente c'è, c'è brava gente ovunque, perfino nella chiesa si trova qualche brava persona tra i preti di qartiere, ma invece di invischiare il Movimento nel marcio del PD preferirei che queste persne vengano intercettate dal Movimento, meglio per loro che avrebbero più possibilità di realizzare le loro lotte non essendo contro il vertice, e meglio per il movimento per l'utile contributo che ne riceverebbe, certo nel Movimento c'è la regola che chi è già stato membro di un altro partito non può avere cariche politche, ma non sevre avere cariche politiche per contribuire al cambiamento, se uno a passione, competenze e non cerca la carriera politica troverà sicuramente spazio nel Movimento per contribuire al Cambiamento, se è davvero questo quel che vuole..
marco, 01-03-2013 03:01
"la parte più sana del PD" una cosa potrebbe fare: sostenere gli obiettivi di fondo su cui il M5Stelle è esploso; non vuol dire sostenere Grillo che è solo il catalizzatore momentaneo del processo, ma dire che la TAV e inutile, che gli inceneritori possono essere evitati, che il reddito di cittadinanza è una cosa seria da discutere con calma,che un parlamentare o un manager pubblico può vivere con 5000 euro al mese più che dignitosamente etc...Probabilmente scoprirebbe che il PD è inutile per un processo di Cambiamento. La crisi greca ha azzerato il Pasok per palese irrilevanza.Resteranno i verdi e i grigi o forse meglio dire i chiari e gli scuri... Mi sfugge il punto di vista de "Il Cambiamento.it.."
Massimo Marino, 01-03-2013 01:01
Caro Adespoto, esistono delle differenze fra un movimento di cittadini ed un partito politico quale è adesso - pur con tutti i distinguo del caso - il M5S. Non fingiamo di ignorarle. Esistono altri modi di fare politica diversi dall'entrare nelle istituzioni: il movimento per l'acqua ne è un esempio lampante. Se invece si decide consapevolmente di fare politica istituzionale, si sa a cosa si va incontro. Il parlamento è per definizione il luogo degli accordi, del dialogo con le altre forze. Non è il luogo della purezza e della perfezione ma il luogo in cui "si fa il meglio possibile con i mezzi a disposizione". In Grecia c'era una situazione simile alla nostra attuale nel maggio scorso, con il partito di estrema sinistra Syriza che aveva raggiunto un risultato incredibile, complice il tracollo del Pasok (l'equivalente del nostro Pd). La mancata collaborazione di Syriza alla creazione di un governo ha portato a nuove elezioni, quindi ad un governo di unità nazionale ultra-europeista che ha finito di rovinare il paese. Oggi sappiamo tutti in quali condizioni versa la Grecia. I "vaffanculo" andavano bene in campagna elettorale, adesso c'è da rimboccarsi le maniche e mettersi al lavoro, c'è da iniziare a costruire con pazienza e tenacia un paese migliore. P.s. Ovviamente il voto di protesta al Pd è una provocazione. P.s.2 Per rispondere a Massimo Marino, non esiste un punto di vista de "Il Cambiamento", in quanto il giornale è composto da persone che, pur condividendo l'idea di fondo di una società più giusta e rispettosa degli esseri umani e dell'ambiente, interpretano in modo differente i fatti; leggendo altri articoli sul Cambiamento ti accorgerai che non tutti condividono questa mia analisi, come è giusto che sia.
Andrea Degl'Innocenti, 01-03-2013 05:01
Andrea, mi faccia capire: sta forse dicendo che chi entra in Parlamento è obbligato ad accettare le regole non scritte che hanno stabilito questi insulsi politicanti in tutti questi anni? Il dialogo è una cosa, l'obbligo di accordarsi un'altra... E sta forse giustificando il concetto che un qualsiasi partito possa fare campagna elettorale sostenendo cose ben precise per poi disattenderle in nome del "bene comune" solo perché ha scelto di fare politica istituzionale? Istituzione = Mercato? Beh, finora è stato così. E siccome credo essere esattamente questa la ragione del declino della nostra società, penso che l'unica via d'uscita dipenda proprio dalla voglia di liberarsi una volta per tutte, e senza eccezioni, di questa logica infame. Chi ha votato il M5S avrebbe dovuto farlo innanzitutto perché NON E' UN PARTITO con scale gerarchiche e obiettivi di meschino interesse, come distribuire poltrone per sé, per gli amici, e per i nemici da tenersi buoni; o il favorire gli interessi delle lobby che lo hanno sponsorizzato. E penso sia ragionevole supporre che se hanno deciso di avventurarsi in Parlamento è stato proprio per poter cambiare questa mentalità, per ripristinare la politica delle idee, ma soprattutto per fare a pezzi definitivamente questi diabolici meccanismi che hanno tarato la mente di tutti noi, facendoceli ormai apparire giusti, comprensibili e... addirittura inevitabili! Sono infatti convinto che saranno sempre le idee e i princìpi a dover guidare le azioni, secondo la logica deduttiva, e mai il contrario.I Movimenti di cui parla lei purtroppo non potrebbero mai fare niente del genere, proprio perché fuori dal Palazzo. Vorrei inoltre ricordarle che, grazie a questa filosofia politica, il signor Berlusconi ha potuto fare quello che ha fatto alla nazione per circa un ventennio riuscendo tranquillamente a far convivere (e banchettare) nazionalisti e secessionisti, sempre in nome del bene dell'Italia, è ovvio. Quanto alla Grecia mi dica: che cosa pensa sarebbe successo in caso di accordo? Io dico che avrebbero votato mano nella mano le misure dettate dalla Troika! Avrebbero quindi supplicato il FMI di elargire nuovi prestiti per sprofondare nel baratro nel giro di un anno. Esattamente quello che è successo lo stesso. Ma l'avrebbero fatto insieme, così da farlo apparire volere comune (sempre per il bene della nazione naturalmente), nonostante il fatto evidente che chi aveva scaricato il Pasok per votare Syriza l'aveva fatto proprio per scongiurare questo scempio annunciato. Un pò come si presume sia successo da noi, dove quelli il cui obiettivo era solo liberarsi del berlusca avrebbero evidentemente dovuto votare PD. A differenza di coloro i quali desideravano un cambiamento vero e strutturale, proprio come esplicitamente dichiarato da Grillo non solo nel programma ma soprattutto durante i suoi comizi esplosivi.
ARTURO MARADEI, 01-03-2013 07:01
Sono convinto che per grillo la vittoria del suo movimento rappresenta un peso come un macigno per lui, nella misura in cui dopo avere chiesto e ottenuto un grande consenso dagli elettori di ogni parte d'Italia, adesso non può esimersi di mettere spalla sotto e dare un governo al nostro Paese ,sarebbe un errore gravissimo che gli elettori non gli perdonerebbero mai,Per tutta una serie di fattori contingenti gravi e pericolosi crisi economica in testa una soluzione si impone. Nè vale il ragionamento adottiamo il modello Sicilia . Qui la casa brucia si tratta di dare un governo quanto più possibile stabile al paese per affrontare le gravissime problematiche del popolo italiano.Beppe di fronte a questa irta e amara realtà non puoi ficcare la testa nella sabbia come gli struzzi e far finta di non vedere.Sforzati di trovare una soluzione la meno becera possibile e aiuta a tirare l'Italia fuori dalle sabbie mobile pena l'affogamento di tutti Gli elettori comprenderanno che anche se ti turerai il naso e fai l'accordo con al PD lo fai per il bene della nazione. Non nè resterai contaminato nè tarato. Lo fai per il bene della tua gente per la quale ti si corrode il fegato a vederla trattata e bistrattata dalla casta degli intoccabili.Noi tutti come te vogliamo vedere cadere altre teste , trombare altri furfantelli della politica o marioli Su molti temi Grillo è tutti noi.Pulizia nei palazzi del potere. Abbattimento dei costi della politica,abolizione dei privilegi.Tagli sulla spesa pubblica risparmio cancellazione di enti inutili rivoluzione culturale nel governo della cosa pubblica.Siamo tutti d'accordissimo ma le picconate si danno progressivamente e mettendosi all'opera .Fuor di metafora faccia Grillo giustamente come dice Andra Dell'innocenti un ragionamento di buon senso.Votiamo un governo con Bersani e picconiamo su otto dieci punti di quelli che più ci stanno sullo stomaco e si inizia l'opera di demolizione delle incrostazioni più dure e esiziali della nostra vita pubblica. Ci vuole un pò di tempo e buona volontà!!!!! Dopo tutto si dice: Roma non è stata costruita in un giorno.Su diamoci sotto ora che siamo alla vigilia di cambiamenti epocali.
turiddu, 01-03-2013 08:01
Dare fiducia al Pd significa impegnarsi a sostenerlo. Ma davvero non riuscite a vedere che è uan trappola? Che mirano TUTTI a terrorizzarci per avere nuovamente potere di continuare il processo di riduzione in schiavitù degli italiani? A parte che si può governare senza fiducia, che si vada ancora alle urne piuttosto. E' stata già la campagna elettorale peggiore della storia italiana dove proprio per le promesse da piazzisti che i due Pd hanno fatto la gente ha capito chi erano e ha votato M5S. Una prossima elezione sarà la loro morte definitiva, non a caso B. sta già proponendo una nuova legge diseganata su misura dei suoi voti mafiosi. Questo sito non è certod i parte, ma mi delude sentir favoreggiare la fiducia al Pd.
Germano Caputo, 01-03-2013 10:01
Leggendo i commenti sento quante persone hanno capito il messaggio prima e ora la determinazione che l'M5S porta avanti. Il Movimento deve fare quello che ha sempre detto..i sacrifici li abbiamo fatti e li stiamo facendo..non è che li facciamo solo adesso per come stanno andando le cose..Non è stato il Movimento a portarci a questo punto, ma quelli che ora chiedono la coalizione..Niente coalizioni..i vecchi partiti politici se ne devono andare..BASTA!!!
Carla Catanzaro, 02-03-2013 01:02
ma non doveva essere Grillo solo il megafono di quelle persone per bene , oneste ,giovani donne ecc. che avrebbero preso posto in parlamento e che sarebbero state loro a prendere le decisioni su cosa fare senza un capo ma alla pari? Ora che il megafono non serve più perchè Grillo non tace e lascia parlare loro. Oppure ritiene che ha fatto eleggere delle persone poco capaci e che pertanto vanno guidate da un CAPO esterno? Oppure ancora, non è per caso che questi eletti servano da maschera democratica ad un progetto che di democratico non ha niente e che, invece di cercare di cambiare il sistema, si pone come meta la distruzione di tutto in un delirio paranoico di onnipotenza che, più che Mussolini, ricorda Hitler
maurizio ruffini, 03-03-2013 10:03
Ora sono stupita dagli ultimi commenti..l'M5S ha un programma e quello stanno portando avanti, è già stato scritto. Informatevi nella vostra città sul meet-up del movimento e andate alle riunioni e altri incontri che fanno ..loro sono attivissimi, non è Grillo che fa ma sono loro, gente del popolo, cittadini come voi e me..andate da loro a chiedere quello che state scrivendo qui..e partecipate..si potete partecipare anche voi..
Carla Catanzaro, 04-03-2013 10:04
Sto assistendo in diretta alla presentazione di ogni eletto del movimento su Rainews. E' qualcosa di mai successo nelle democrazie del mondo. Sono quasi tutti giovani, laureati e già impegnati da sempre nella società. Questa è democrazia reale. Mi sembra un film di fantapolitica. Anni luce dai volti e soprattutto dagli atteggiamenti dei politici di professione che una volta lì si sentono "eletti" a divinità. Non riesco a credere a ciò che vedo. Ciò che più mi da fiducia è che sono davvero andati lì per fare qualcosa per il paese e per noi.
Germano Caputo, 04-03-2013 03:04
Il cambiamento c'è se i punti del programma vengono realizzati. se non si collabora con chi è d'accordo a realizzarli e si è minoranza , queste proposte sono solo specchietti per allodole come la restituzione dell'IMU o i 4 milioni di posti di lavoro . In quanto all'impegno ed alla partecipazione è dal '68 che sono impegnato e partecipe nella scuola,nel lavoro , nella comunità ,nello sport, da molto,molto tempo prima che nascesse il Movimento 5 stelle e del resto non penso che questa si l'unica sede ove ciò e possibile
maurizio ruffini, 04-03-2013 05:04
Cammini per strada e incontri quelli che fanno outing: "Io ho votato Grillo, ma per protesta!", pausa, "Ho sempre votato PD (o PDL, dipende dai casi, nda) ma stavolta no, basta!", ancora pausa - perché tu non dici nulla - e quindi riprendono con "Sì, ma perché ora Grillo non s'allea e perché non va in tv?", allora tu li guardi, ti viene da dire "Ma allora non avete capito un c....o?!?" e vorresti rispondere "Avete votato per PROTESTA, giusto? Ma per protestare contro cosa? Probabilmente, anzi sicuramente contro il sistema partitico fatto di inciuci e inciucetti e finte opposizioni e di siparietti nel talk show di turno, insomma tutto quello che ci ha portato fin dove siamo ora, giusto? Quindi perché il M5S dovrebbe 'allearsi' con quelli che ritiene (ritenete) responsabili della situazione attuale, continuando così a fare quello che è stato finora da tutti? Allora quale protesta sarebbe stata la vostra? Se fate una protesta abbiate le palle per farla, portatela fino in fondo, e non fatela durare il tempo di una croce su una scheda elettorale e, soprattutto, abbiate pazienza, cosa che avete avuto per decenni mentre ci smontavano pezzo per pezzo lo Stato e che ora sembrate non avere più. Se volevate alleanze, se volevate il "tutto e subito" e il "così abbiamo sempre fatto e continueremo a farlo" dovevate continuare a votare coloro che avete sempre votato". Vorresti rispondere così, ma quando ti chiedono di nuovo, e con insistenza "Allora? Perché non vi alleate? Non potete lasciar scappare questa occasione!", li guardi, fai un sorriso bonario e te ne vai, lasciandoli con quella espressione tra lo stupito e l'irritato, simile a quella dei conduttori di talk show di fronte alle sedie vuote riservate al M5S nei loro studi.
Carla Catanzaro, 05-03-2013 09:05
La situazione del Paese è terrificante e io continuo a vedere gente che apre bocca e gli dà fiato,invece di riflettere e cercare di capire cosa dobbiamo fare. Siamo proprio un popolo allucinante.
Maria-Rossella Maccolini, 05-03-2013 10:05
Carissima Carla, chi sostiene che il M5S debba votare la fiducia a Bersani deve necessariamente essere lo stesso che ha esultato per il governo Monti, che ha gioito per l'elezione di Obama e, anni prima, per quella di Zapatero. Dev' essere lo stesso che s'informa leggendo "La Repubblica", che crede di cambiare le cose semplicemente eliminando le auto blu e dimezzando il numero e lo stipendio dei parlamentari. Lo stesso che sarebbe commosso nel vedere un papa nero che dimostri quanto la Chiesa sia giusta e moderna, e che si accontenterebbe di una donna al Quirinale! Ah, dimenticavo: lo stesso che vorrebbe subito una legge forte contro l'inquinamento che preveda tutte le domeniche senz'auto ... Insomma corrisponde perfettamente al profilo dell'italiano medio, di democristiana memoria, che chiacchiera, strilla, si lamenta, a volte si appassiona... ma in realtà vuole che tutto resti com'è! Altro che tutto e subito! Perché in fondo, cambiando qualche volto fuori moda, non è poi così male... E' lampante infatti come, per chi auspica invece un cambiamento vero, non siano certamente quelli i provvedimenti che segnano un netto e deciso cambio di rotta che possa salvarci dall'autodistruzione, quanto piuttosto un'inversione a U del modo di fare politica che restituisca il valore dovuto all'etica, ai princìpi e alle idee; che definisca l'onestà intellettuale importante almeno quanto quella materiale, che preveda il repentino abbandono delle logiche di mercato e l'immediato ripristino dello stato sociale, in primis per sanità e scuola; che esiga una posizione di rifiuto, condanna e aperto disprezzo nei confronti della Troika e delle sue tiranniche richieste; che dia inizio ad una nuova economia fondata sulla decrescita, sulla filiera corta e sui prodotti artigianali, che sia subordinata al rispetto dell'uomo e dell'ambiente e che se ne fotta altamente del PIL e dello SPREAD anche se questo dovesse significare uscire dall'Europa dell'euro; che imponga lo stop immediato alla sovvenzione dei combustibili fossili per favorire al contrario lo sviluppo e la distribuzione di fonti energetiche rinnovabili; che prepari un piano serio e a lungo termine per lo smaltimento dei rifiuti che non preveda l'utilizzo di inceneritori o simili ma, per prima cosa, una forte riduzione dei rifiuti stessi; una politica estera che non sia più dettata da Washington e dal Pentagono, magari sfilandosi definitivamente da organizzazioni criminali internazionali come la NATO; un taglio immediato e consistente delle spese militari, a cominciare dalle missioni "umanitarie"... Secondo me sono queste le priorità! Ed è da lì che bisognerebbe incominciare, prima che sia troppo tardi! Ma per carità, come sappiamo si tratta solo di capricci ideologici... non si può pretendere di strafare ... ci vuole MODERAZIONE, e soprattutto un'abile tecnica parlamentare, si insomma ... mestiere, ecco il termine appropriato! Ricordo ancora la trovata del cavaliere quando, nel 2001, promise un milione di nuovi posti di lavoro: la reazione comune tra gli oppositori fu ovviamente di scherno per quella che appariva chiaramente una bufala... Ma quando io chiedevo a qualcuno: "e se lo facesse sul serio? Cambieresti opinione su di lui?" in molti si creava spesso una situazione d'imbarazzo dove alla fine prevaleva il BUON SENSO e la risposta, di solito, era: si, credo di si. Tanto che pensai seriamente alla possibilità che lo facesse davvero, pure pagandone parte di tasca sua (si fa per dire), in modo tale da garantirsi Palazzo Chigi per tutta la vita... Oggi gli è bastato promettere la restituzione dell'IMU per riconquistare immediatamente buona parte delle posizioni perdute col BungaBunga... Perché la politica è fatta di gesti concreti, le idee e i princìpi non contano nulla, roba del passato millennio! Bisogna essere pragmatici e realisti, come intuì Stalin forse per primo, e come ci hanno ben insegnato Ronald Reagan, Margareth Tatcher e tutti quelli che gli sono succeduti nel corso di questi tragici anni e che sono i principali responsabili del declino dell'intero pianeta , in Italia egregiamente impersonati prima da Craxi e poi dallo stesso Silvio, capaci di "illuminare" in brevissimo tempo tutto il resto del Parlamento nonché, non solo di riflesso, il Popolo Sovrano.
ARTURO MARADEI, 05-03-2013 11:05
Carissimo Adespoto, scusa ma perchè non ti firmi?
Carla Catanzaro, 05-03-2013 02:05
Caro Adespoto, le assicuro che -parlo a titolo personale- non corrispondo in niente al profilo che lei ha tracciato. Avverto in lei la necessità di stigmatizzare un dissenso interno ed un'opinione diversa dalla sua con la conclusione, facile, di una diversità complessiva: o si è d'accordo in tutto o non lo si è in niente, o si accetta la linea in toto oppure la si rifiuta. Mi spiace deluderla, ma sono perfettamente in accordo con lei quando parla della necessità di opporsi alle politiche della troika, di applicare modelli economici decrescenti, di abbandonare le logiche del mercato, ecc. Solo che, diversamente da lei, non credo nelle epurazioni, nel riazzerare tutto e ricominciare da capo. Penso piuttosto che sia importante comprendere e assimilare il proprio passato per riuscire veramente a cambiare, e che i cambiamenti avvengano in maniera graduale e necessitino di tempo. Ritengo che sia un'illusione pensare di poter fare inversione a U da un giorno all'altro, rinnegando ciò che si è stati fino al giorno prima. Rischieremmo di commettere lo stesso errore dei "dottori dello shock" del capitalismo neoliberale, che nella loro visione distopica del mondo speravano di poter dare un taglio al passato ed imporre il proprio modello ex-novo. Io non credo che un voto di fiducia (per di più su una serie di punti predefiniti, o ancor meglio già abbozzati in disegni di legge) possa cancellare quanto di buono fatto fin qui dal M5S, né tantomeno ridar vigore ad una classe politica ed un modello sociale giunti agli sgoccioli. Può invece impedire che questi ultimi, con le energie residue, compiano ulteriori disastri.
Andrea Degl'Innocenti, 05-03-2013 07:05
CITO CHOMSKY, sperando faccia riflettere chi si aspetta che in pochi giorni, appena eletti, i ragazzi del M5S riparino ai danni di 40 anni di politica pseudo democratica: "Al termine di ogni conferenza negli Stati Uniti, c'è sempre qualcuno che si alza e dice: -Voglio cambiare questo stato di cose. Che cosa posso fare?-. In qualche modo, il fatto di godere di enormi privilegi e libertà porta con sé un senso di impotenza; è un fenomeno strano, che non può fare a meno di attirare la nostra attenzione. Il punto è che possiamo fare quasi tutto. Non vi sarà affatto difficile trovare gruppi di persone che stanno lavorando sodo su questioni che vi interessano, ed entrare a farne parte. Ma questa non è la risposta che la gente vuole sentirsi dire. La vera domanda che le persone hanno in mente suppongo sia questa: -Cosa posso fare per mettere fine a questi problemi in modo rapido e veloce?-. Sono andato ad una manifestazione, e non è cambiato niente. Il 15 febbraio 2003 quindici milioni di persone hanno partecipato alla grande marcia per la pace di New York, e Bush ha scatenato ugualmente la guerra; non c'è alcuna speranza. Ma non è così che funzionano le cose. Se volete che le cose cambino veramente, dovete prepararvi ad affrontare, giorno dopo giorno, il semplice e monotono lavoro di avvicinare un paio di persone interessate ad un problema, mettere in piedi un'organizzazione un po' più grande, preparare la mossa successiva, sperimentare la frustrazione e, alla fine, arrivare da qualche parte. E' così che il mondo cambia. E' in questo modo che ci si libera dalla schiavitù, che si conquistano i diritti delle donne, che si ottiene il diritto di voto o la tutela dei lavoratori. Ogni conquista a cui possiamo pensare è nata da un lavoro di questo tipo, non dal fatto che le persone hanno partecipato a una dimostrazione per poi lasciar perdere vedendo che non succedeva nulla, o dal fatto che la gente va a votare una volta ogni quattro anni e poi torna a casa." http://germanuscaput.blogspot.it/2008/12/noam-chomsky.html
Germano Caputo, 05-03-2013 09:05
Alla fine il cambiamento iniziò. E nella pigra, viziata e asfittica Italia non tutti erano pronti ne consapevoli di quello che avrebbe comportato. E questo non solo nella massa di cittadini italiani ma anche tra gli ambienti dei gruppi critici al sistema. Un vizio ultra decennale fa coincidere abusivamente e inconsciamente nella propria testa la sinistra con il PD. Ovviamente è da sperare che si trovi un accordo per un governo 5 Stelle ma perchè ciò avvenga il Pd deve capovolgere radicalmente la sua linea politica e questo significa l'estromissione di tutta la vecchia classe dirigente e l'accettazione non formale e nominale ma sostanziale degli obiettivi del Movimento 5 stelle che sono in linea con un processo reale cambiamento. Se questo avverrà del tutto o in parte presumo che una forma di accordo si farà sulle linee politiche realmente vincitrici del Movimento 5 stelle. Altrimenti l'ennesimo inciucio Pd-l e PDl è già pronto e sono balle pretestuose i tentativi di accusare il M5 Stelle di irresponsabilità. Un tipo di accusa che è in realtà l'ennesimo ricatto che il Pd ha sempre fatto a tutti alla sua sinistra e a qualsiasi altra cosa di nuovo: governate con noi, assumetevi le responsabilità e tradendo i vostri programmi vi annulleremo molto presto. Nel frattempo ancora un volta in Italia non cambierà niente. Il MOv. 5 Stelle si sta sottraendo al ricatto dei politici della casta e chi li sostiene ne è oggettivamente complice
Maurizio Di Gregorio, 06-03-2013 08:06
Voglio rispondere innanzitutto a Carla dicendole che francamente non capisco che importanza abbia firmarsi con un nome e un cognome che comunque potrebbero essere falsi: tu potresti anche essere un uomo ad esempio... ma, per i lettori, che differenza farebbe? Qui ci si scambia opinioni, ci si confronta, si esprimono punti di vista, si fanno ragionamenti... l'importante credo sia firmarsi sempre allo stesso modo per permettere una visione d'insieme del pensiero esposto a chi lo legge. Comunque, a scanso di equivoci, voglio presentarmi: mi chiamo Arturo Maradei e sono lieto di discutere con te. Ma continuerò a firmarmi Adespoto per il motivo sopra esposto. P.S. Apprezzo molto la scelta del "tu" e sarei contento se lo facessero anche gli altri: io davo del "lei" solo perché qualcuno, in passato su questo sito, lo aveva maliziosamente evidenziato. Ma veniamo ad Andrea: in realtà la tua (se posso darti del tu) risposta piccata al mio ultimo post dimostra quello che sospettavo, e cioè che tu effettivamente NON appartieni a quel profilo... Se vuoi saperlo, e probabilmente l'avevi capito, è proprio per questo che ho avuto la reazione che mi ha portato a scrivere il primo commento. Ti ho già detto di aver letto diversi tuoi articoli che ho trovato sinceri, appassionati e soprattutto guidati da una logica che condivido, e proprio questo mi ha spinto al confronto. Il suddetto profilo riguardava più che altro i soggetti sapientemente descritti da Carla, che io ritengo (almeno mi auguro) essere la stragrande maggioranza di coloro che spingono a favore dell'accordo col PD. Quindi, se ti va, possiamo continuare la discussione senza che tu ti senta ingiustamente giudicato a priori, anzi. Per prima cosa ci tengo a ribadire come, a mio avviso, il problema etico sia assolutamente fondamentale e non secondario: coerenza e onestà intellettuale servono in politica più del pane sulla tavola, e il solo supporre di poterne fare a meno significa legittimare lo spettacolo cui stiamo assistendo in Parlamento da almeno 30 anni. Ma, per non arroccarmi su posizioni idealiste che potrebbero apparire evanescenti anche se non lo sono affatto, voglio esprimere argomentazioni pratiche: tu scrivi di non credere nelle epurazioni (parliamo di logiche politiche naturalmente), nel riazzerare tutto e nel ricominciare da capo; che i cambiamenti necessitano di tempo e pazienza e che non possono avvenire dall'oggi al domani. Questo ragionamento potrebbe anche, forse, essere accettabile se non fossimo nella situazione in cui siamo, quando cioè il tempo a disposizione è scaduto. Ci sono questioni che siamo costretti a risolvere subito se non vogliamo ricoverare il cadavere. Per evitare di arrivare alla situazione della Grecia dobbiamo per prima cosa ripristinare almeno un minimo di stato sociale con provvedimenti urgenti e significativi, tipo salario sociale e reddito minimo, e contemporaneamente avere il coraggio di rifiutare i prossimi aiuti della Troika dichiarando ILLEGITTIMO buona parte del debito finora accumulato. Sei d'accordo sull'impellenza di una tale posizione? O credi che ci sia ancora tempo da perdere con Bersani che fino a una settimana fa ha sostenuto l'esatto contrario? Perché il profilo di cui parlavo prima coincide invece perfettamente con quello del Segretario, lo ha ereditato da i vari Prodi, Fassino, Veltroni... (D'Alema e Rutelli meriterebbero un capitolo a parte). Mettersi al suo fianco significherebbe certissimamente continuare in quella direzione, proprio come, scusa se insisto, sarebbe successo in Grecia nel caso di accordo con Syriza. E questo dovrebbe rendere le valutazioni più semplici, perché siamo di fronte a dati evidenti e, ritengo, oggettivi. Peraltro mai smentiti. Mi spiego meglio: se dare la fiducia a Bersani significasse recarsi a Bruxelles con due diti medi alzati, allora le valutazioni sul passato potrebbero anche essere messe momentaneamente da parte in nome di un risultato necessario, indispensabile e altrimenti per adesso irraggiungibile. Non ne sarei felice, ma capirei. Ma così non è! Quindi Andrea, ti prego di spiegarmi quali sarebbero questi vantaggi per la popolazione che io, non avendo buon senso, intendo respingere. Perché da quello che appare evidente si tratterebbe di avere dei contentini (su auto blu, coppie di fatto, riduzione dei parlamentari...) con cui dimenarsi mentre il buon Pierluigi correrebbe a rassicurare Troika e Mercati sulla rinnovata disponibilità sessuale della nuova, giovane Italia. Quando capisci che il tuo treno sta correndo su un binario morto, se vuoi evitare di schiantarti non hai che una possibilità: cercare di fermarlo per ripartire nella direzione opposta. A Germano Caputo vorrei dire due cose: io non mi aspetto che i ragazzi del Movimento riparino i danni di oltre 40 anni in pochi giorni, è ovvio che ciò non potrebbe mai essere possibile! Io mi aspetto però che inizino a lavorare IN QUELLA DIREZIONE , cominciando immediatamente a fare quel che si può senza lasciarsi imprigionare e confondere dai giochini di Palazzo. Riguardo alla citazione di Chomsky, che come ho scritto da qualche altra parte su questo sito io stimo moltissimo, vorrei far notare come le sue parole si riferiscano a ciascuno di noi in quanto responsabile delle proprie azioni e quindi primo promotore dei cambiamenti che desidera, grazie all'impegno, alla coerenza e all'esempio. E quando parla dei Movimenti si riferisce a quelli che non sono mai entrati in Parlamento (cosa che in America molto difficilmente succederà) e che invece possono concretamente lottare solo per scuotere l'opinione pubblica, come successe per la guerra in Vietnam o come riuscì a fare il movimento femminista. Il M5S è invece finalmente riuscito ad entrare nel Palazzo, e non con uno sparuto drappello di fanatici estremisti, come sono stati storicamente definiti e trattati i vari rappresentanti dell'estrema sinistra, ma solo con qualche deputato in meno del primo Partito italiano... Significa che c'è adesso, per la prima volta, la possibilità di cambiare sul serio e forse in tempo utile le cose veramente importanti, e secondo me dev'essere sfruttata.
ARTURO MARADEI, 06-03-2013 06:06
ADSEPOTO: NON mi riferivo a te in particlare per l'aspettativa di immediato cambiamento. Dici: "Io mi aspetto però che inizino a lavorare IN QUELLA DIREZIONE , cominciando immediatamente a fare quel che si può senza lasciarsi imprigionare e confondere dai giochini di Palazzo." E dove li vedi che si stanno facendo coinvolgere? E' proprio il contrario, per questo li stanno massacrando. MAURIZIO DI GREGORIO: Dubito che il Pd capovolgerà qualcosa, fosse stato una forza sana prima ancora di fare le primarie Bersani si sarebbe dimesso lasciando spazio ai giovani. Più probabile che si allei con il PdL con la scusa del bene del paese e dando colpa a Grillo. B. è li che sta aspettando, del resto, come cita il sito di Grillo, hanno più punti in comune con loro che con il M5S.
Germano Caputo, 06-03-2013 08:06
Condivido pienamente quello che ha scritto Maurizio Di Gregorio.. In risposta a Adesposto, ho chiesto di firmarsi col proprio nome visto che si sta leggendo commenti direi molto seri e utili a tutti, anche a me..se vai in facebook mi trovi digitando il mio nome e cognome..questo per me è trasparenza, è metterci la faccia..poi ognuno fa quello che vuole si intende..
Carla Catanzaro, 07-03-2013 08:07

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