Se avete sete, provate a bere petrolio

Al giorno d’oggi, anche grazie ai social e a internet, chiunque può scrivere qualsiasi cosa e anche con il mondo in fiamme c’è pure chi nega il surriscaldamento climatico per causa umana o dice che la terra è piatta.

Se avete sete, provate a bere petrolio

Al giorno d’oggi, anche grazie ai social e a internet, chiunque può scrivere qualsiasi cosa e anche con il mondo in fiamme c’è pure chi nega il surriscaldamento climatico per causa umana o dice che la terra è piatta. Quindi ci sarà sicuramente chi dirà che l’acqua non è indispensabile alla vita ma visto che lo è, dovrebbe essere il bene principale da salvaguardare in tutti i modi, perché dovesse mancare non sopravviverebbe nessuno. Chi ci governa è lì proprio per fare esattamente il contrario di quello che ha senso, è utile e salvifico, quindi l’acqua viene considerata marginalmente, anzi non viene considerata per niente, tanto c’è.  Peccato che ogni giorno che passa ci si accorge che l’acqua non è illimitata ed è sempre più inquinata e scarsa, e proprio a causa del catastrofico surriscaldamento climatico, da decenni si sa che l’Italia è a rischio desertificazione, evento che si sta drammaticamente avverando. Ci se ne accorge maggiormente in estate, quando spaventose siccità e incendi colpiscono le nostre regioni; e allora ecco gli allarmi, le cabine di regia (quando si usa questo termine pomposo è la certificazione che non si farà nulla di serio), interventi “urgenti” con qualche spicciolo dedicato ma soprattutto accuse reciproche di inazione fra partiti, enti, carrozzoni vari, in uno scaricabarile eterno.

La lungimiranza del politico inizia e finisce al suo stipendio, alla durata dell’incarico e al potere che può utilizzare, quindi la parola pianificazione è completamente assente dal suo vocabolario. Da anni ormai si assiste allo stesso tragico teatrino laddove a ogni crisi idrica, idrogeologica, climatica, ecc. si ripetono le farse e sceneggiate napoletane dove l’unica politica che viene messa in campo è: adda passà ‘a nuttata. Di fronte a queste sceneggiate non c’è altra politica da seguire che l’azione diretta dei cittadini. Così come per l’energia e l’alimentazione, bisogna attuare gli interventi che chiunque può fare, meglio ancora se organizzati comunitariamente o comunque insieme ad altre persone. E se c’è qualcuno che ancora crede che i politici possano fare qualcosa, ha la sola remota speranza che facendo lui per primo e tanti altri come lui, solo allora forse i politici si muoveranno, se non altro per non perdere anche quel minimo consenso che gli rimane.

Dai gesti più semplici e immediati fino a quelli più complessi ma ugualmente fattibili, le azioni che ognuno di noi può fare sono tante ed efficaci e soprattutto salvifiche perché, è bene ribadirlo, senza acqua si muore.
1) Mettere contenitori sotto ogni lavandino di cucina e bagno e un recipiente, o anche tinozza, sotto le docce per riutilizzare quell’acqua recuperata, ad esempio negli sciacquoni dei bagni. Agendo in questo modo si risparmia mediamente il 30% di acqua potabile e relativi costi dell’acqua e della sua depurazione. Sembra assai strano che questo gesto, per quanto semplice, normale e intelligente, non sia diffuso perché tanti si lamentano di non avere abbastanza soldi ma quando si tratta di risparmiarli, non lo fanno.
2) Utilizzare riduttori di flusso su rubinetterie e docce. Con pochi euro si risparmiano almeno metà dell’acqua potabile e tanti soldi.
3) Installare sistemi di recupero dell’acqua piovana, intervento che dovrebbe essere capillare e diffuso ovunque.
4) Realizzare sistemi di bagno a secco ovvero compost toilet dove l’utilizzo dell’acqua si elimina del tutto e si ottiene prezioso compost e fertilizzante. Paesi del nord Europa come la Svezia ne hanno installati centinaia di migliaia di esemplari da oltre cinquant'anni.
5) Realizzare sistemi di fitodepurazione della acque reflue con riutilizzo dell’acqua depurata.
6) Realizzazione di orti autoirriganti che hanno bisogno di pochissima acqua e pochissimo lavoro.
Applicando tutti questi accorgimenti, l’utilizzo di acqua potabile si riduce di almeno il 70% e immaginate a livello complessivo cosa significherebbe come risparmio economico e idrico. Oltre questo eccezionale risultato, si creerebbe la possibilità di occupazione utile, sensata per le persone che installano questi sistemi o che fanno informazione e formazione. I costi di installazione si potrebbe ripagare in parte anche con il risparmio idrico ottenuto.
In ultimo ma non ultimo, fare pressione sulle istituzioni perché riparino le gravi perdite nelle condotte idriche che possono arrivare anche al 40%. Ma sappiamo che per questi interventi al massimo si può sperare nei miracoli, perché nei piani alti sono impegnati a buttare miliardi nell’acquisto di armi e preparare le guerre per farci fuori tutti e risolvere quindi il problema acqua alla radice.

Foto: Jeffry Su su Pexels

QUI PER SAPERNE DI PIU' SUGLI ORTI AUTOIRRIGANTI

 

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