Nel 2011 il professor Ugo Bardi scrisse il libro La terra svuotata e il tema trattato era quello dell’esaurimento dei minerali a livello mondiale. Già all’epoca la situazione era allarmante,figuriamoci oggi…
Il 3 maggio 2026 c’è stato l’Overshoot Day in Italia, la data in cui, secondo icalcoli del Global Footprint Network, verrebbero esaurite le risorse naturali disponibili per l’interoanno se la popolazione mondiale adottasse il nostro livello di consumo. In soli 123 giorni, un terzo dell’anno, in Italia è stato consumato l’intero budget ecologico annuale. Dal giorno successivo si entra in una fase di deficit ecologico, in cui il consumo di risorse supera la capacità di rigenerazione degli ecosistemi. L’umanità complessivamente consuma l’equivalente di circa 1,7 pianeti ogni anno e la situazione peggiora perché l’overshoot day cade sempre prima rispetto all’anno precedente. I paesi più ricchi, che si autodefiniscono progrediti, sono anche i maggiori responsabili perchè consumano e sprecano di più e quindi dimostrano il loro stato di arretratezza. Nonostante le loro meraviglie tecnologiche, non riescono nemmeno a essere sostenibili in quanto devono comprare o rubare risorse altrui. Infatti il nostro sistema si basa sullo sfruttamento di risorse che sottraiamo ai nostri figli e nipoti e sullo sfruttamento delle risorse fisiche e materiali di quei popoli chec onsideriamo meno progrediti. Altro che progresso! Ce ne freghiamo sia del prossimo lontano che di quello vicino, cioè appunto di figli e nipoti. Alla base di questa situazione c’è la materialmente impossibile crescita infinita in un mondo dal risorse finite. Bisogna crescere! Il PIL deve aumentare! È il ritornello costante, ripetuto alla nausea da chiunque, che siano politici, imprenditori, industriali, economisti, media, sindacalisti, religiosi, universitari, esperti, ecc. Tutti uniti nel genuflettersi a questa cieca fede che ci sta portando dritti alla catastrofe. Infatti la crescita non significa solo l’esaurimento di qualsiasi risorsa ma il conseguente inquinamento di tutto, che siai n terra, sottoterra, nei mari, laghi, fiumi, steppe, pianure, foreste, montagne e non contenti inquiniamo pure lo spazio sopra le nostre teste. La crescita e la conseguente competizione per il predominio dei mercati, altrimenti detto capitalismo, per sua natura non può fermarsi e voracemente ingoia tutto e tutti. E questo disastro lo dobbiamo anche alla produzione di infinite "cinafrusaglie" che ci sommergono e non sappiamo più dove mettere. Per rendersi conto che la crescita è una follia basta fare un semplice esempio: al mondo sono stimate esserci circa 1,4miliardi di automobili (senza contare camion, furgoni, motociclette, motorini o altri veicoli amotore) e la popolazione complessiva è attualmente di 8 miliardi e 300 milioni di persone. Se anche solo la metà di queste persone volessero avere l’automobile, significherebbe triplicare il parco automobili attuale. Il pianeta sta soffocando già ora di traffico, smog, asfalto e lamiere, come si può pensare di triplicare questa sciagura? E le risorse per produrre tutte queste auto dove sarebbero? E i combustibili per alimentarle? E i ricambi? E lo smaltimento di ciò che produce un'auto nella sua vita fino poi alla sua fine? Anche con un eventuale parco macchine prevalentemente elettrico il quadro non cambierebbe di molto. C’è qualcuno sano di mente che può credere che sia possibile percorrere queste strade (asfaltate)? Però i padroni del mondo, che si alimentano della crescita, non potrebbero fare quello che pare loro se non avessero in noi degli alleati formidabili. Infatti moltissimi ritengono l’automobile privata come un bene essenziale, indispensabile, un diritto inalienabile. Si arriva fino a dichiarazioni assurde di politici, intellettuali, giornalisti e varia, che si scagliano contro qualsiasi timido provvedimento per limitare anche solo minimamente la catastrofe automobilistica e deridono ad esempio la bicicletta, definendo chi ci va come dei poveri malfermi rimbecilliti Mr. Magoo che intralciano e rallentano il traffico. Tali soggetti, che inneggiano alla crescita e prendono in giro chi cerca di comportarsi in maniera virtuosa, sono parte del problema e non hanno nessuna soluzione. Solo collaborando e creando delle società con valori e pratiche diverse da quelle suicide attuali della crescita, potremmo cambiare la situazione, non certo seguendo chi pensa che quello che abbiamo ottenuto a prezzo di devastazione ambientale, guerre, massacri, rapine, sfruttamento e impoverimento altrui, sia un diritto inalienabile e indiscutibile. Un presunto diritto peraltro assai fragile, perché basta che qualcuno chiuda i rubinetti energetici e anche i paladini difensori del “progresso” diventeranno, loro malgrado, tanti Mr. Magoo. Chi vuole approfondire questi
argomenti e trovare delle soluzioni reali, può partecipare alla giornata del sabato 9 maggio al Parcod ell’Energia Rinnovabile
QUI il programma completo e le modalità di iscrizione
E qui le indicazioni per letture utili
Foto: Robert Clark su Pexels