Trump: il sogno americano è un incubo per il mondo

Trump è diventato presidente in America servendosi di un'elezione apparentemente democratica, anche se la possibilità di essere eletti è appannaggio solo di chi ha immense risorse economiche. Un uomo d’affari che incarna il peggio che ci si poteva aspettare per condurre la nazione più potente e armata del mondo.

Trump: il sogno americano è un incubo per il mondo

Un Berlusconi all’ennesima potenza che dichiara senza mezzi termini la supremazia bianca, le foto che ritraggono la famiglia di Trump con figli e nipoti sembra una sfilata di Barbie e Ken, la razza ariana finalmente al comando della massima superpotenza.

Per Trump le donne vengono più volte apertamente dichiarate solo merce sessuale e si vendono ovviamente al più ricco offerente. Sono oggetti nelle mani dei potenti. Ma questo non sembra preoccupare molto le tante donne americane che lo hanno votato, del resto ormai siamo abituati dalla televisione e internet che sono strapiene di pubblicità e stereotipi delle donne oggetto. Trump sdogana e dice apertamente quello che fa piacere a tanti, soprattutto in ambito sessuale, cioè considerare e considerarsi oggetti sessuali. E più l’oggetto sessuale è piacente, meglio è. Non è infatti dagli Stati Uniti che arrivano innumerevoli serie televisive come Sex in the city, Baywatch e vari che ci dicono che il modello è quello delle star griffate in carriera e super sexy? Non dobbiamo tutti essere belli e piacenti? E allora votiamo pure a nostro capo chi incarna questa legge non scritta ma da tanti praticata e largamente accettata. Non si ritenga che la sinistra o presunta tale abbia idee tanto diverse, basti pensare a Renzi e le sue modelle ministre messe apposta ovviamente in quelle posizioni per il loro aspetto fisico. La sinistra scimmiotta gente come Trump facendo credere di essere solo un po’ meno volgare ma la mentalità quella è.

La politica di Trump è semplice e chiara nella sua rozzezza ed ecco rispolverata la solita e sempre vincente teoria dei nemici che vengono individuati innanzitutto nelle persone delle altre razze e religioni, soprattutto gli islamici a cui prestare la massima attenzione.  L’importante è individuare qualcuno su cui indirizzare l’odio popolare. Chi si illude che la falsa politica isolazionista di Trump sia un bene, forse ha studiato poco la storia, molte dittature inizialmente si rivolgono all’interno balenando lavoro e gloria per tutti per fare tornare grande la nazione esattamente come dice Trump, facendo pure credere ai polli operai che darà loro lavoro; lui, un miliardario che probabilmente non ha mai lavorato, nel senso di fare una qualsiasi fatica fisica, nemmeno un giorno della sua vita. Altro che isolazionismo; per Trump e la gente come lui il mercato è l’unico e solo servitore e dopo essersi rivolti ai nemici interni, si rivolgerà a quelli esterni che a loro volta lottano per avere mercati e sfere di influenza che finiranno inevitabilmente per cozzare con gli interessi degli Stati Uniti. Che il mercato sia l’unico servitore, e non di certo il cittadino americano che viene rincretinito di slogan e frasi ad effetto, facendo credere che il multimiliardario è vicino al povero disoccupato, lo dimostrano le borse che in un primo momento hanno reagito male all’elezione di Trump e poi si sono prontamente riprese.  Per il turbocapitalismo Trump è la manna dal cielo. Pensare poi che una persona come lui, che ha costruito la sua cultura leggendo Playboy, abbia in mano il più grande arsenale nucleare a livello mondiale, è qualcosa che fa venire i brividi. 

Se non scoppierà la guerra civile negli USA sarà un miracolo, con Trump che dice che bisogna aumentare la circolazione delle armi per potersi difendere, in un paese dove anche i cani e gatti sono armati e le sparatorie sono cose normalissime. Il Far West da quelle parti non è mai finito, si è solo evoluto in peggio con armi sempre più potenti e sofisticate. Con gli ariani al potere, i neri saranno sempre più nel mirino e si scateneranno le più viscerali forme di odio e rivalsa da parte dei tanti che avevano ovviamente ben poco digerito che un nero diventasse il presidente e usurpasse la supremazia bianca. Un nero che va detto, ha fatto poco e nulla per cambiare le basi della cultura americana che sono comunque quelle del capitalismo selvaggio e dello sfruttamento più pesante di uomo e natura rincorrendo l’unica vera religione che hanno, il denaro. Nelle eterna rincorsa della pseudo sinistra alla destra, è evidente che se arriva qualcuno di destra che mette bene in chiaro le cose, la gente preferisce l’originale alle copie, per quanto questo originale possa essere impresentabile e proponga delle autentiche follie.

La ciliegina sulla torta della politica di Trump è l’ambiente a cui probabilmente darà il colpo di grazia a livello mondiale. Si è espresso a favore del carbone, del fracking, delle trivellazioni ovunque ed è a favore di tutto quanto di sporco e pericoloso per l’ambiente possa essere fatto dagli USA, demolendo anche quel pochissimo che Obama aveva timidamente realizzato, anche lui sempre attento a non infastidire le lobby dell’energia fossile e nucleare.  In ossequio al verbo delle multinazionali dei combustibili fossili, Trump dice che l’effetto serra è una invenzione degli ambientalisti, quando ormai pure i sassi sanno che è una solidissima realtà scientifica. Già a livello governativo si faceva poco e niente, figuriamoci cosa succederà quando uno stato governato da un rappresentante delle peggiori e più inquinanti multinazionali (altro che isolazionismo) aprirà le porte a qualsiasi nefandezza. La catastrofe è assicurata.

L’elemento di base della politica di Trump è quindi lo stesso che ci ha regalato circa venti anni di vergogna con Berlusconi. Volete i soldi, volete il successo, le belle donne?  Vi daremo i soldi, il successo e le belle donne ma poi sono ben pochi quelli che ottengono questo successo e tutti gli altri si massacrano fra di loro per raggiungere il sogno americano che poi è l’incubo del mors tua vita mea. Nel libro Pensare come le montagne scritto assieme a Valerio Pignatta abbiamo affermato che gli immigrati si inseriranno presto nell’ingranaggio e diventeranno consumatori come tutti e se seguiranno il dio denaro, anche loro si scaglieranno contro chi volesse trovare un posticino al sole e che potrebbero minacciare di togliergli qualcosa. Nelle interviste fatte agli americani sul perché avrebbero votato Trump, spiccavano quelle di alcuni afroamericani che dicevano testualmente: “Sto con Trump perché sono per la ricchezza, non per la povertà come i democratici”.

L’elemento centrale è sempre il denaro, di fronte al quale tutto è concesso, tutto è accettabile. Per tutto ciò ad oggi parlare e pensare solo ed esclusivamente ai soldi, di guadagnare sempre di più, apre le porte solo alla barbarie.

Il grande Mujica ci insegna: “Non è povero chi ha pochi soldi, ma chi ha bisogno di tanto per vivere” e in questo senso il povero Trump e tutti quelli che lo seguono, sono davvero messi male.

Speriamo che a differenza nostra, che ci siamo dovuti vergognare per circa venti anni di Berlusconi, gli americani debbano vergognarsi solo per quattro anni.

Commenti

Ma quale sogno americano! Ci saranno chissà quante persone scandalizzate dalla vittoria di Trump che magari fanno colazione con il Mulino Bianco poi andranno a pranzo da mc donald a bere coca cola!
Fabio Aquilanti, 12-11-2016 01:12
Condivido in pieno l'articolo, ma voglio sottolineare che la politica estera statunitense del presidente Obama, e' stata molto agressiva nei confronti della Russia, questo anche grazie e soprattutto al segretario di stato Hillary Clinton. Non dimentichiamoci che il prossimo anno, 140 militari italiani saranno impegnati ai margini del confine russo in una repubblica baltica. Se Trump vorra' ristabilire buone relazioni con la Russia, che ricordiamoci e' una potenza militare di prim'ordine, come almeno aveva paventato in campagna elettorale, potremmo dire che almeno una cosa buona l'avra' fatta. Certo e' che quei signori stanno scherzando col fuoco e noi saremmo quelli che, alla fine, pagheranno il conto...
ENNIO, 12-11-2016 07:12
concordo sulla radiografia materialista di trump, ma faccio umilmente notare che questo stesso portale pubblicava, meno di un mese fa, l'articolo "chi ha paura del cattivo trump" che capeggiava alla url http://www.ilcambiamento.it/articoli/elezioni_americane_trump, mettendo in risalto i casini combinati dalla sua oggi sconfitta antagonista in campo politica estera e nello specifico in medio oriente. Forse il taglio dell'articolo era "ma chi è che ha paura del cattivo trump, bisogna avere terrore", ma leggendolo non era proprio questo il messaggio. Allora, decidiamoci: paura, terrore, innocuo, od altro??
LORENZO, 14-11-2016 01:14
Come dovrebbero vergognarsi solo per 4 anni: sono perlomeno 120 gli anni di cui dovrebbero vergognarsi! E senza andare lontano, senza neanche fare riferimento alla nobile dinastia Bush, stai forse dicendo che la presidenza Obama abbia offerto qualcosa – non dico di cui essere fieri – ma almeno buona per congratularsi? E se avesse vinto Hillary, ne avrebbero per caso avuto un qualche minimo motivo? Mi vien da vomitare! Io dico che quello di Trump è il vero volto del popolo americano, della sua stragrande maggioranza, da sempre, e quindi è molto meglio che sia sotto gli occhi di tutti, senza maschera. Come quelle che indossano quel babbeo di Renzi e i suoi paggetti. A proposito: anche in Italia le cose non stanno diversamente ed io per un ventennio mi sono vergognato dei miei compatrioti, non del Premier che ne era la conseguente proiezione. E adesso me ne vergogno esattamente come prima, anzi di più. Adespoto
ARTURO MARADEI, 14-11-2016 02:14

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