Tutto crolla, crollano le montagne e i ghiacciai millenari, sgretolati dal caldo fuori controllo dei cambiamenti climatici, crollano e distruggono paesi, vite ed habitat preziosi. Crolla la biodiversità, la ricchezza della vita, la moltitudine di specie animali, vegetali, fungine ecc., di boschi , praterie, oceani. Intere specie scompaiono, sterminate dall’avidità e dall’ignoranza dell’uomo, distrutte da incendi, inquinamento e deforestazione. Crolla la cultura millenaria, quella fatta di saperi ancestrali tramandati da centinaia di generazioni e che ora scompare annichilita da piattaforme social, televisione, algoritmi e demenza digitale, dal nuovo che avanza e che mai potrà sostituire quei saperi e quelle abilità. Crollano la socialità e la psiche delle persone, ormai ridotte a un mix di paure, competizione, frustrazioni, solitudine e stordimento, dove le relazioni vere sono sostituite da simulacri di consumo e competizione, dove l’empatia e la tolleranza, la capacità di confronto ed anche di discussione sono sostituite da diffidenza e conflitto permanente. Crolla la salute fisica delle persone, ammorbate fin dalla nascita, e talvolta anche da prima di essa, da sostanze chimiche cancerogene di ogni tipo, cibo spazzatura, aria e acqua inquinate e da medicine che ammalano invece di guarire, rendendo il corpo malato cronico e legato indissolubilmente ad una catena di malanni ed altre medicine.
Davanti a noi sembra aprirsi un mondo triste, che non è già più il futuro ma il nostro presente. Questa terribile estate, costellata di incendi epocali, di siccità prolungate, e condita da guerre e da un genocidio finito nel dimenticatoio, ci deve far riflettere. Deve essere uno schiaffo che ci sveglia dall’ipnosi. Le terribili immagini che ci sono arrivate dal Nepal ci mostrano quanto l’azione dell’uomo nella sua complessità stia producendo dei disastri mai pensabili prima e ce lo mostra in due modi distinti e contemporanei. Il crollo del ghiacciaio con l’onda gigantesca che ha disintegrato villaggi e strade, vite umane ed animali, cancellato comunità intere ma anche pesci, uccelli, rettili, piccoli mammiferi che in quei luoghi vivevano da sempre. Ce lo mostra poi anche attraverso i video che in modo limpido ci dispiegano davanti l’insensibilità e l’ottusità del terzo millennio, con centinaia di persone che sono morte nell’intento di riprendere con il cellulare la catastrofe o che non hanno prestato soccorso ma hanno ripreso il terrore e l’agonia, la morte e le vite spezzate per qualche like in più. C’è stato addirittura chi si è divertito a creare una grottesca finzione con amici e parenti, fingendo con una messa in scena di riprendere i cadaveri e gli effetti del disastro o il panico dovuto al cataclisma, con il solo intento squallido di apparire sui social e di avere un’ampia condivisione dei video. Due catastrofi, quella umana e quella ambientale, apparentemente sconnesse, ma accomunate da un unico problema; abbiamo perso la bussola e stiamo distruggendo il pianeta e noi stessi. Il sistema economico e sociale di competizione e sfruttamento, guerra e dominio è arrivato al suo apice e ora crolla rovinosamente travolgendo tutto e tutti, lasciando solo detriti, ricordi e una società menomata. La fine di questo sistema non può che essere benvenuta e noi la stiamo vivendo, anche se senza accorgercene. Il problema è in che modo collassa questo sistema.
Se finisse così questo articolo non varrebbe nemmeno la pena di leggerlo. Creerebbe solo disfattismo, depressione e istinti suicidi, ma mentre il sistema crolla nuovi fiori crescono, nuovi schiaffi “risvegliatori” vengono vibrati. “Nel momento in cui la notte si fa più buia è allora che sorge il sole dell’avvenire”. E questi nuovi bagliori, questa aurora di speranza la fanno:
Oltre 1000 ecovillaggi in Europa, con i pro e i contro delle loro esperienza, ma voglia di fare comunità alternative, ecologiche e solidali.
430 000 aziende biologiche in Europa ed oltre 7000 agricoltori biodinamici
4,7 milioni di persone impegnate nel volontariato in Italia, con mille contraddizioni è pur sempre un grande segno di altruismo
Decine di milioni di persone mobilitate in tutta Europa e nel mondo contro il genocidio in Palestina, con una larghissima partecipazione di giovani.
Decine di cittadine e paesi attivati in Europa verso la transizione ecologica, con azioni di vario grado ed impatto a livello di produzione alimentare, trasporti, educazione ambientale, diminuzione del consumo energetico.
Centinaia di agricoltori e viticoltori francesi che hanno abbandonato i mezzi meccanici tornando all’agricoltura con trazione animale. Oltre 290 comuni ed enti pubblici francesi impiegano cavalli per la raccolta dei rifiuti, il trasporto scolastico, servizi per la comunità.
Centinaia di migliaia di persone di tutte le età celebrano il soslstizio nei paesi baltici, conservando tradizioni e usanze del luogo. Milioni di persone nel mondo, dalla Russia all’Irlanda, dal Caucaso alla Grecia, dall’Amazzonia alla Namibia, eseguono riti di comunione con la natura e con gli animali, mantenendo un legame con la selvatichezza e i ritmi della natura.
Decine di migliaia di persone hanno adeito negli ultimi anni al movimento No Fly, che abbandona l’uso dell’aereo come mezzo di trasporto.
Migliaia di persone e famiglie hanno, negli ultimi anni, deciso di cambiare lavoro e stile di vita in un senso più ecologico e naturale..
In Europa sono state create circa 2000 aree protette nel 2025 e paesi come il Kazakistan o la Guinea Equatoriale, il Ciad o il Cile e la Colombia hanno negli ultimi anni fondato grandi aree protette.
Questi sono solo alcuni dei molti germogli di speranza. Piccole piantine che devono essere moltiplicate ovunque, con passione e perseveranza, facendo sì che dal collasso del sistema possano nascere nuove esperienze e comunità solidali ed ecologiche.
E qui potete trovare buone letture per compiere anche voi un primo passo