Uno studio censisce 77 specie di uccelli lungo il torrente Arbia

La biodiversità rappresenta la grande varietà di specie oggi viventi e gli ecosistemi in cui esse vivono. Per molte persone questo concetto è astratto, quasi fastidioso, perché smuove la peggiore arroganza antropocentrica e il peggiore egoismo.

Uno studio censisce 77 specie di uccelli lungo il torrente Arbia

La biodiversità rappresenta la grande varietà di specie oggi viventi e gli ecosistemi in cui esse vivono. Per molte persone questo concetto è astratto, quasi fastidioso, perché smuove la peggiore arroganza antropocentrica e il peggiore egoismo. Quando si parla di conoscere, proteggere e ampliare la biodiversità, in alcuni individui scatta immediatamente uno sforzo e un’energia tesi a contrastare ogni spesa economica e ogni sforzo intellettuale con il solito mantra: “con tutti i problemi che ha la gente (ergo io) non è giusto sprecare così del denaro, per che cosa poi, qualche insetto fastidioso, piantaccia o poco più”.             
Purtroppo con queste persone è difficile ragionare, in quanto il loro cervello è equivalente a quello di una oloturia, ma almeno possiamo cercare di isolarle, renderle immuni, inoffensive, facendo crescere la consapevolezza di chi invece un cervello ce l’ha e ha anche un cuore.

Conoscere e difendere la biodiversità è anche creare legami con i territori, radici e amore che connette uomini e donne con le loro colline, boschi, ruscelli, montagne e praterie. Ecco perché, con un gruppo di ornitologi di cui faccio parte, abbiamo realizzato uno studio durato un anno e una pubblicazione che raccoglie i tanti dati accumulati in questa ricerca. Lo studio in questione ha analizzato le specie di uccelli che vivono lungo il corso del torrente Arbia nei suoi primi 25 km di corso, partendo dalle sue sorgenti.
L’Arbia è un corso d’acqua che si snoda nel territorio della provincia di Siena, attraversando prima le colline boscose del Chianti e poi l’area delle dolci e basse colline cerealicole delle crete senesi. Il torrente è famoso storicamente per essere stato uno dei luoghi del conflitto tra Siena e Firenze, tanto da essere citato anche da Dante per la cruenta battaglia che si svolse lungo il suo corso nei pressi di Montaperti. Il territorio è particolarmente ricco di natura e interessante, ma soprattutto non c’è una conoscenza approfondita delle caratteristiche naturali.  

Fare ricerca in natura è una attività faticosa ma al contempo entusiasmante. Si percorrono a piedi chilometri con ogni tipo di condizione meteo, osservando le specie viventi e i loro habitat in una assoluta connessione con la natura. Durante la ricerca abbiamo osservato moltissime specie diverse di uccelli, alcune delle quali frequentano l’area solo d’inverno, altre solo in primavera-estate ed altre ancora si osservano tutto l’anno. Il torrente Arbia è risultato particolarmente ricco di specie di uccelli. Nel corso del monitoraggio sono state censite complessivamente 77 specie, un risultato oltre le aspettative. La specie risultata più presente a livello spaziale nel periodo invernale è stata il merlo (che è stato trovato praticamente lungo tutto il corso del torrente),  mentre nel periodo primavera-estate le specie che sono risultate presenti lungo tutto il corso d’acqua sono state ben 4: cinciarella, capinera, merlo e fiorrancino. La specie con maggior numero di individui rilevati in inverno è stata il fringuello con 126 esemplari, mentre in primavera-estate è stata la capinera con 157 esemplari. A loro si aggiungono una cascata di specie ugualmente interessanti e legate più all’ambiente acquatico come la nitticora, il martin pescatore, la gallinella d’acqua e il tuffetto,l’airone cenerino e il merlo acquaiolo, insieme a molte altre.
Nonostante la notevole biodiversità e l’elevata naturalità dell’area, priva di strade e case, l’Arbia sta affrontando, come molti altri fiumi e torrenti, delle sfide incredibili che pongono in serio pericolo la sopravvivenza dell’intero ecosistema. Il cambiamento climatico, unito allo sfruttamento delle falde acquifere per turismo ed agricoltura, stanno compromettendo gli equilibri ambientali e la sopravvivenza dell’Arbia stesso.  

In estate ampi tratti si prosciugano totalmente, decimando intere popolazioni di pesci  ed anfibi e costringendo uccelli come il magnifico martin pescatore, a spostarsi anche di decine di chilometri per trovare cibo e sopravvivenza.
Studi come quello effettuato per la biodiversità degli uccelli, sarebbero importantissimi ovunque e da svolgere in maniera capillare e costante ma né istituzioni, né la gran parte dei cittadini vuole investire su ricerca e ancor meno sull’azione per la tutela ambientale. Esistono rare eccezioni, come alcune realtà economiche ed associative locali che hanno creduto in noi finanziandoci il progetto, ma serve molto di più.
Il nostro paese è ricchissimo di natura, ma ogni giorno che passa perdiamo pezzi di habitat, aree naturali, specie importanti che abitano spazi sempre più piccoli e con popolazioni sempre più esigue. Fare ricerca ambientale dovrebbe essere dunque considerato un impegno sociale ed istituzionale, così come dovrebbe essere prioritaria l’azione per il ripristino degli ambienti degradati e la salvaguardia di quelli ancora naturali e anche i ricercatori, e gli scienziati naturalisti in primis, dovrebbere  spendere maggiormente le loro energie per il nostro straordinario patrimonio naturale.

 

Lascia un commento


Per lasciare un commento, registrati o effettua il login.