Vendita Edifici: dal 2012 è obbligatorio indicare la prestazione energetica

Dal 1 gennaio 2012 in tutti gli annunci di vendita di edifici è obbligatorio riportare l'indice di prestazione energetica dell'immobile. Una novità introdotta dal Dlgs 28/2011, più noto come 'decreto rinnovabili', che potrà contribuire a orientare gli acquisti in direzione di una maggiore attenzione all'efficienza energetica e alla riduzione dei consumi.

Vendita Edifici: dal 2012 è obbligatorio indicare la prestazione energetica
Acquirenti più informati, costruttori più attenti alla prestazione energetica degli immobili. A partire da quest'anno, insieme ai tradizionali criteri di valutazione della qualità di un edificio, tenderà ad acquisire sempre più peso la sua efficienza energetica e quindi la capacità di pesare meno sull'ambiente e sulle tasche di chi vi risiede o lo utilizza per altri fini. Con il Dlgs n. 28 del 3 marzo 2011 - che attua in Italia la direttiva 2009/28/CE sulla promozione delle fonti rinnovabili - diventa obbligatorio nei contratti di compravendita o di locazione fornire all'acquirente o al conduttore la documentazione relativa alla certificazione energetica dell'edificio. Non solo, gli annunci commerciali di vendita devono riportare l'indice di prestazione che un tecnico abilitato ha verificato e documentato nell’attestato di certificazione energetica (ACE). Secondo quanto chiarito dal Consiglio Nazionale del Notariato, il vincolo si applica anche alle operazioni di permuta, vendita di eredità o di azienda e un contratto che non contenga informazioni in merito alla prestazione dell'immobile – neanche in forma di autodichiarazione - potrà essere considerato nullo. Attraverso la conoscenza di questi dati, chi acquista un immobile sarà in grado di confrontare il rendimento di diversi edifici, valutare i benefici che ciascuno è in grado di offrire e la convenienza rispetto al prezzo, ed orientarsi verso quello più efficiente. Più in generale, la norma dovrebbe progressivamente condurre a una migliore qualità del patrimonio immobiliare nazionale, in termini di contenimento dei consumi, grazie a un meccanismo virtuoso per cui gli acquirenti tenderebbero a premiare gli edifici più efficienti, quelli di classe A. Fino a espellere dal mercato gli immobili dal rendimento più basso. Secondo il direttore del Cresme, Centro ricerche economiche sociali di mercato per l'edilizia e il territorio, Lorenzo Bellicini, “già gli edifici in Classe B, sono ormai quasi fuori mercato”. Così nella teoria e probabilmente anche nella pratica, se non fosse che il decreto non introduce alcuna sanzione per chi non rispetti la regola. A ciò si aggiunge che la maggior parte delle regioni italiane non ha ancora legiferato sulla materia e - sempre secondo quanto osservato dal Consiglio Nazionale del Notariato - poiché la certificazione energetica deve essere predisposta in base alla normativa regionale, laddove tale disciplina manchi i contratti privi dell'ACE sono da considerarsi validi. Ad oggi le uniche regioni ad aver previsto sia norme specifiche per i casi di compravendita e locazione, che sanzioni per gli inadempienti in entrambe le circostanze, sono Lombardia, Piemonte e Friuli-Venezia Giulia. Altre regioni, come Emilia-Romagna, Liguria e Toscana, hanno stabilito il vincolo di allegare l'attestato di certificazione energetica in caso di trasferimento o locazione di immobili, ma non multe per violazione della norma. Quanto al resto dell'Italia, la strada da fare è ancora tanta.

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