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Nucleare. Esplosione di Marcoule: "diffusi numeri falsi e fuorvianti"

4 Ottobre 2011

impianto marcoule
L'esplosione di Marcoule è stata ora classificata al livello 1 della scala Ines, quella che misura la gravità degli incidenti nucleari

Quali sono state le reali conseguenze dell'esplosione avvenuta nel sito di trattamento di scorie nucleari a Marcoule, in Francia? Il 12 settembre scorso, quando si è verificato l'incidente nel sud della Francia, le autorità francesi hanno tempestivamente riferito che l'episodio non ha provocato fughe radioattive all'esterno della centrale.

Eppure il 30 settembre la Commission de Recherche et d'Information Indépendantes sur la Radioactivité (CRIIRAD) ha denunciato la sottovalutazione del rischio e la diffusione di “cifre false o fuorvianti” in merito alla radioattività.

Secondo un comunicato diffuso qualche giorno fa dall'Autorità di sicurezza nucleare (ASN), le verifiche hanno infatti dimostrato che il forno in cui si è verificata l'esplosione conteneva radioattività quasi 500 volte di più rispetto a quanto inizialmente dichiarato da EDF.

Subito dopo l'esplosione un portavoce della società proprietaria del sito aveva infatti affermato che si era trattato “di un incidente industriale, non di un incidente nucleare”. Nel comunicato del 29 settembre l'Asn ha tuttavia rivelato che l'incidente che era stato definito "innocuo" è stato invece classificato al livello 1 della scala Ines, quella che misura la gravità degli incidenti nucleari, e che tutti i lavori di ripristino del forno e dell'impianto nucleare dovranno essere soggetti ad autorizzazioni preliminari.

Le verifiche dell'Asn hanno rivelato che al momento dell'incidente il forno conteneva un carico di circa 4 tonnellate di metallo con circa 30 megabecquerel (MBq) e non 63 kilobecquerel (kBq) come inizialmente dichiarato dai gestori dell'impianto. Questo “è particolarmente preoccupante”, ha commentato la Commissione per la ricerca e l'informazione indipendente sulla radioattività.

Secondo la CRIIRAD un'inchiesta dovrà stabilire se la sottovalutazione è un'azione intenzionale dell'operatore o una mancanza di controllo delle sostanze radioattive. L'Autorità di sicurezza nucleare (ASN) da parte sua ha chiesto all'operatore EDF le ragioni di tale sottovalutazione.

A.P.

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2 lettori hanno commentato questo articolo commenta commenta
5 Ottobre 2011 01:19, Franco ha scritto:
Come ebbi a rilevare subito dopo le prime notizie falsamente rassicuranti circa l'incidentalità "industriale" dell'esplosione e la stupida rilevazione delle distanze da città italiane, il tutto con l'etichetta di un comunicato da ufficio del personale di una qualsiasi azienducola e senza alcun compianto e preoccupazione per vittime e operai, la verità sta venendo all'...aria con tutto il suo carico di disprezzo per la salute pubblica e secondo il cieco piano del profitto ad ogni costo nella produzione e nell'accumulo. E' sempre più necessario che la pubblica opinione respinga senza esitazioni questo tipo di produzione di energia, che ha la sua radice ed essenza, da cui non può tecnologicamente liberarsi, in una struttura militare e di guerra. La coscienza che aiuterà questa liberazione deve però essere accompagnata dalla fermezza nell'imporre ad ogni tipo di prodotto, sia esso finito sia esso lo scarto della lavorazione per produrlo, la immediata riutilizzabilità in e per altri prodotti come l'immediato smaltimento dei residui.
4 Ottobre 2011 20:33, donatomensi ha scritto:
Il mio pensiero è racchiuso in quanto segue: clicca sull'URL qui sotto (oppure fai copia e incolla su google o un qualunque motore di ricerca): http://www.youtube.com/watch?v=NdXoDFILmiI Se siete d'accordo con me fatelo girare tra conoscenti e amici; ma se non lo siete scrivetemi in cosa sbaglio. Non è mai tardi per capire e cambiare. Grazie donatomensi@gmail.com
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