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Legislazione Ambientale

Sovranità alimentare e monetaria: la strategia dell'Unione europea

Nel luglio scorso la Corte di Giustizia europea ha stabilito il divieto assoluto di commercializzare le sementi delle varietà tradizionali e diversificate che non sono iscritte nel catalogo ufficiale europeo. Una sentenza che conferma come, sia in ambito economico che alimentare, la strategia dell'Unione europea sembra essere finalizzata alla limitazione dell'autonomia degli Stati membri.

di Matteo Marini - 3 Ottobre 2012

mano spighe
"L’Unione Europea sembra che voglia, di fatto, smantellare pian piano tutti gli assi che ogni Stato membro tenta di giocarsi per mantenere un minimo di autonomia"

Dall’assalto alla sovranità monetaria (basti guardare l’approvazione del Fiscal Compact e/o del Mes) all’attacco alla sovranità alimentare. L’Unione Europea sembra che voglia, di fatto, smantellare pian piano tutti gli assi che ogni Stato membro tenta di giocarsi per mantenere un minimo di autonomia.

Tutto ruota attorno ad una direttiva comunitaria - in vigore dal 1998 - che stabilisce come la commercializzazione e lo scambio di sementi, sia di solo appannaggio delle ditte sementiere (come la Monsanto). Agli agricoltori questo commercio è vietato. Molte le realtà associative di volontari che si sono costituite per opporsi a questa assurda regolamentazione, distribuendo sementi presenti fuori dal catalogo ufficiale delle multinazionali.

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Come se non bastasse, la Corte di Giustizia europea, tarpando le ali anche a questi timidi tentativi di 'ribellione', ha ribadito - con una sentenza datata 12 luglio – l’assoluto divieto di commercializzare le sementi delle varietà tradizionali e diversificate che non sono iscritte nel catalogo ufficiale europeo. La sentenza, quindi, mette fuorilegge tutte le associazioni che si occupano di questo.

sovranita alimentare
La Corte di Giustizia Ue ha stabilito il divieto assoluto di commercializzare le sementi delle varietà tradizionali e diversificate che non sono iscritte nel catalogo ufficiale europeo

Altro conflitto 'istituzionale', si sta verificando anche dentro i nostri confini. La Regione Calabria, dopo aver emanato una legge che favorisce la commercializzazione di prodotti regionali, si dovrà scontrare con il governo nazionale di Mario Monti. Il Consiglio dei Ministri ha per l’appunto fatto ricorso alla Corte Costituzionale contro questi provvedimenti di agricoltura a 'chilometro zero'.

Secondo il governo dei tecnici, la normativa regionale in questione, prevede delle disposizioni che – favorendo i prodotti calabresi - ostacolerebbero la circolazione di tutte le merci in contrasto con i principi comunitari. Il messaggio che si vorrebbe far passare quindi, è che la circolazione di merci regionali sia quella avvantaggiata, rispetto a quella meno libera dei prodotti extraregionali.

Controllando le sementi, le multinazionali avranno vita facile per introdurre le colture OGM, nocive per gli esseri umani (come abbiamo già documentato dalle pagine del nostro giornale).

Perché continuare a parlare di questo? Perché ribellarsi? Perché, come scriveva il drammaturgo Václav Havel: “Chi si adatta alle circostanze, le crea”.

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4 lettori hanno commentato questo articolo commenta commenta
3 Aprile 2013 20:56, Viviana ha scritto:
Vengo dagli Stati Uniti, dove la mia battaglia contro gli OGM e stata per anni a firmare e mandare al governo il nostro rifiuto agli multi nazionale. L'UE vogliono imporci l'agenda 21, non so se ne avete sentito o letto, ma è gia comminciato negli Stati Uniti. Divieto di tutto: piantare un orto,comprare semi non OGM etc etc... C'e un sito dove posso aggiungermi per firmare e discutere di questo macello. Bisogna tenere duro,fare firmare migliaia di persone e rifirmare. Conoscete un deputato che ci può aiutare? è essentiale Grazie Viviana
4 Ottobre 2012 12:57, paolo ha scritto:
Unione Europea: come mi sei caduta in basso!....................... Non mi fido più................un bel guaio
3 Ottobre 2012 20:15, Franco ha scritto:
I DUE CASI MESSI IN EVIDENZA NELL'ARTICOLO DIMOSTRANO SENZA OMBRA DI DUBBIO CHE LA POLTICA DELL'INTERO OCCIDENTE, STATO DI ISRAELE COMPRESO, E' GUIDATA DAGLI INTERESSI DELLE MULTINAZIONALI.
E' QUESTA PURTROPPO L'AMARA REALTA' CHE I GOVERNI CERCANO DI NASCONDERE CON MILLE SOFISTICAZIONI E CAMUFFAMENTI( LA PIU'SFACCIATA DELLE QUALI E' LA PROFESSIONE DI VOLER AIUTARE LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE -SI DA' IL CASO CHE L'ITALIA E' QUELLA CHE NE HA IL PIU' ALTO NUMERO-).
QUESTO AVVIENE NEL CAMPO DELL'AGRICOLTURA CON LE MULTI-NAZIONALI AGRO-ALIMENTARI, NEL CAMPO DELLA MEDICINA CON LE MULTI-NAZIONALI DEI PRODOTTI FARMACEUTICI, NEL CAMPO DELL'EDILIZIA CON LE MULTINAZIONALI ACCIAIO-SIDERURGICHE (INTERI COMPLESSI
MEDICI PREFABBRICATI SU INTELAIATURE DI ACCIAIO OLTRE, BENINTESO, AI MASTODONTICI MEZZI DI COSTRUZIONE).
LA COSA PIU' ASSURDA E RIDICOLA, IN QUESTO STATO DELLE COSE, E' POI CHE MENTRE SI DICHIARANO POLITICHE DI AIUTO A PICCOLE E MEDIE IMPRESE, NELLO STESSO TEMPO SI INCITANO E INCENTIVANO LE STESSE AD AGGREGARSI E A INTERNAZIONALIZZARSI COME SE QUEL CAMPO NON FOSSE GIA' SALDAMENTE E STABILMENTE OCCUPATO.
3 Ottobre 2012 19:19, franco bressanin ha scritto:
ribellarsi penso sia facile. che ti possomno fare se disubbidisci? metterti in galera perche' distribuisci sementi non "certificate" , come se coltivassi mariuana? non lasciamoci intimidire. chi controllerebbe se io agricoltore ho dato delle sementi ad un altro o gli ho venduto delle piante non certificate? soprattutto in Italia, con le leggi che abbiamo, con i controlli che non abbiamo, col caos che di giorno in giorno aumenta? poi magari facciamo una raccolta firme, come per altre cose e magari unendoci agli agricoltori di altre nazioni che avranno ovviamente lo stesso problema. dovranno capitolare.
 
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