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SPECIALE » Se indignarsi non basta

Senza paura. Da Barcellona il reportage sugli "indignati"

Cosa sta veramente succedendo in Spagna? Un resoconto di Alberto Chiapparini che da Barcellona prova a raccontarci gli ultimi sviluppi dell'occupazione pacifica di piazza Catalunya da parte degli "Indignati" del Movimento 15 Maggio.

di Redazione - 1 Giugno 2011

Piazza Catalunya occupata Barcellona

Non so quanti di voi siano veramente al corrente di ció che sta succedendo a Madrid, a Barcellona e in altre cittá di Spagna, Francia, Grecia... per cui ve lo riassumo, per quello che ho potuto leggere, sentire, vedere, vivere.

Il 15 maggio (da qui 15M) è partita spontaneamente una manifestazione pacifista, nata con l'occupazione di plaza del Sol a Madrid. Li hanno sfollati, ma sono tornati e più numerosi di prima. Poco a poco il movimento si è sparso a macchia d'olio. Plaza Catalunya a Barcellona è occupata da due settimane: ci hanno sfollati alle 6 del mattino il giorno prima della finale di Champions League, ma la gente ha iniziato a ricostruire la piazza appena dopo che la polizia se n'era andata, tra l'altro portando via di tutto, libri, amplificatori, computer. E siamo tornati più numerosi di prima.

La piazza è un micromondo di attivitá, un posto che non mi sono mai nemmeno immaginato. In Italia vi hanno raccontato che sono studenti che protestano per la disoccupazione, qui i media cercano di spacciarli per "perroflauta" (letteralmente cane-flauto, praticamente un mix tra punkabbestia e hippie) o non ne parlano, ma la veritá è che è gente di tutti i colori, giovani, famiglie, anziani, disoccupati, sottopagati... e sì, anche qualche perroflauta, gente diversa, ma mossa dalla stessa indignazione per il sistema politico ed economico che ci governa. Sulla gran parte degli argomenti ci si scopre d'accordo, sugli argomenti discordanti si può dire la propria in mille modi, attaccando un foglio su una parete, per terra, su una statua, oppure parlando con un amico, o in gruppo, o facendo un cartello, un quadro, uno spettacolo. Addirittura nell'assemblea ti puoi mettere in coda, prendere il microfono e parlare a tutta la piazza.

Ma non è la rivoluzione spagnola che mi preoccupa. Il fatto è che questa rivoluzione pacifista sará anche partita dalla Spagna, ma deve essere una rivoluzione globale. Una notte in piazza, prima di dormire, hanno fatto un collegamento con la piazza di Coimbra in Portogallo, probabilmente fatta con skype, spendendo 0, senza televisioni (tecnicamente, non ne abbiamo più bisogno), senza pubblicitá, solo la stessa gente che vive in posti diversi. Ti rendi conto che siamo in tantissimi a pensarla uguale e siamo disposti a impegnarci per cambiare, ti rendi conto che ci manca solo organizzarci, cosa che grazie a internet ora è possibile, ognuno può fare qualcosa, ognuno può dare il suo contributo. Ognuno di noi ha un grande potere.

Orto in Piazza Barcellona
L'orto tra le due fontane © Eric Alvarez

Abbiamo appena iniziato ad evolverci, solo trovandoci in piazza parlando siamo una fonte di idee che non sono in grado di descrivervi. Non sottovalutate il potere delle parole: una cosa è sentire parlare costantemente di Barcellona Real Madrid, Inter contro Milan, destra e sinistra; un'altra cosa è sentire parlare di tutto il resto del mondo, delle cose che non vanno, dei politici, dei banchieri, del capitalismo, dei soldi che spendono in guerre e che vorremmo vedere investiti in sanitá ed istruzione, ma anche dell'orto che c'è tra le due fontane; dei "paqui" che vendono le birre intorno alla piazza e che forse sarebbe meglio se non ci fossero ma sarebbe sicuramente meno piacevole; del critical mass che ora c'è due giorni alla settimana e va in giro a distribuire i volantini del 15M su 2 ruote, in pattini, in skate; di come ci si può organizzare senza troppi "sbatti" per dormire bene in piazza (una tenda, un materassino); di quale sia la strategia migliore per pulire tutto il suolo della piazza (buttate dell'acqua con chimicate, sfregate il suolo spargendo l'acqua verso l'esterno, meglio con una scopa che gratta di piú, e poi ripassare velocemente col mocio... da fare in tanta gente); di come evitare che si imbuchino troppi ubriaconi che fanno casino quando bisogna dormire; di come sarebbe bello avere una casa sull'albero, ovvero di riapplicare strategie antiche rielaborate con tecnologie moderne...

Indignati e polizia

Questo è quello che sono riuscito a raccontarvi, e vi posso assicurare che è solo una piccola parte di quello che ho potuto percepire. Dovrei scrivere per ore probabilmente per raccontarvi tutto, e probabilmente poco a poco lo faró, nonostante passi gran parte del tempo libero in piazza, a lavoro parlando di questo (e lo fanno ormai tutti ora), a casa leggendo su internet.

Dobbiamo capire che ognuno di noi ha un potere di informazione nelle sue mani, e ognuno di noi si deve attivare parlando, leggendo, rielaborando un po' ciò che ci arriva per posta secondo la nostra critica, e rigirarlo per mail, in forum o con qualunque altro mezzo. Il tempo stringe, internet libero così come ce l'abbiamo ora, domani potrebbe non esserci più.

Ci lamentiamo che non possiamo fare niente, in realtá abbiamo tutto il mondo da rifare.

Buona visione e buon lavoro.

Alberto Chiapparini

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