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Roberto Herlitzka in 'Ex Amleto'. Fino a domenica a Roma

Dal 28 settembre al 3 ottobre Roberto Herlitzka sarà in scena al teatro Lo Spazio di Roma per interpretare 'Ex Amleto', un monologo tratto dalla tragedia di Shakespeare, di cui ha curato la drammaturgia e la regia. Evocando la solitudine, il senso del tempo e del destino, e non solo, trova conferma il ruolo sociale del teatro ai nostri giorni.

di Claudia Pecoraro - 1 Ottobre 2010

roberto herlitzka ex amleto
Dal 28 settembre al 3 ottobre Roberto Herlitzka è in scena al teatro Lo Spazio di Roma per interpretare 'Ex Amleto'

Una sedia, il teschio, una spada, un flauto. I famosi oggetti dell’Amleto fanno scaturire sulla scena del piccolo Teatro Lo Spazio di Roma una tragedia intima, profondamente umana, recitata in modo magistrale da un insostituibile Roberto Herlitzka.

È lo stesso Herlitzka a giustificare il titolo, in modo quasi scherzoso: "Mi sono inventato Ex Amleto perché l' Amleto in scena non sono mai riuscito a farlo. Così, almeno una volta, potrò dire tutte le sue battute di fila". Strano a crederci, ma nella sua lunga carriera teatrale, in cui di classici ne ha affrontati a decine, un vero incontro con la grande tragedia shakespeariana non era mai avvenuto prima. 'Ex', quindi, perché "non ho più l' età per fare Amleto, sono un Amleto postumo" aggiunge l’attore che racconta di aver sempre recitato la parte del principe danese da solo, davanti allo specchio, mai a teatro.

L’idea-occasione è nata quindi da un ciclo di letture shakespeariane, ben dieci anni or sono, in cui Herlitzka aveva estrapolato dall’intera tragedia solo la parte di Amleto. Da lì, ecco il passaggio al monologo, in cui nella voce del protagonista risuonano, quali presenze intangibili, le anime degli altri personaggi. Monologo di cui l’attore ha curato la drammaturgia e la regia.

Questo atipico richiamare in vita tutti i personaggi, evoca di certo l’intera vicenda, ma non solo. Esplora uno dei più grandi sentimenti teatrali: la solitudine. Amleto è solo davanti a sé stesso. E qualcos'altro ancora. Evoca il senso del tempo, il senso del destino, che Herlitzka, dall’alto della sua età matura, mostra di aver meditato con profondità, il suo e quello di Amleto.

Lo spazio vuoto della scena è riempito dall’immenso Herlitzka che, quasi sempre seduto, ricorda, soffre, ride, ripercorre insomma tutte le corde possibili dell’animo umano con una maestria che lascia sbalorditi. La sua perfetta aderenza con la parte denuncia un lavoro titanico dietro ogni parola recitata. L’ironia con cui il testo è affrontato riporta in ogni istante alla dimensione ludica del teatro più alto. La sua bravura è tale che quasi distrae, ti fa dimenticare di ascoltare le battute.

Amleto non è un personaggio, ma una persona. E questo mette lo spettatore in uno stato emotivo differente dal solito. Nello spazio raccolto del piccolo teatro (scelta perfetta!) sembra di assistere ad una confessione intima, di essere radunati attorno ad un focolare domestico in cui il nonno racconta e insegna.

E ciò non può che aprire una riflessione sul ruolo sociale del teatro contemporaneo. L’importanza che un attore del calibro di Herlitzka reciti in un teatro al di fuori dei grandi circuiti, che accetti e voglia recitare per un pubblico ristretto, e sì… anche che il prezzo dello spettacolo sia alla portata di tutti e che non costituisca un motivo di preselezione degli spettatori. Questi sono solo alcuni degli ingredienti che riportano il teatro alla sua nobile dimensione popolare. Confermano la grandezza del teatro, lo ri-investono della sua dignità, troppe volte offuscata da volgari fenomeni mediatici che gridano allo "spettacolo dell’anno!" o, al contrario, da spettacoli talmente ardui da allontanare il pubblico che lo dovrebbe invece nutrire.

Che sia fuga serale dalla realtà quotidiana (meglio che restare narcotizzati davanti alle trasmissioni tv), individuale o collettiva, che sia denuncia o satira sociale, che dia voce ai sentimenti umani, il teatro attiva i neuroni, apre la mente, ci riporta a casa sempre arricchiti.

'Ex Amleto'

Regia, drammaturgia e interpretazione Roberto Herlitzka

Teatro Lo Spazio – Roma, via Locri 42-44 (San Giovanni)

dal 28 settembre al 3 ottobre 2010

dal martedì al sabato ore 21.00, domenica ore 17.00

Ingresso: intero € 12, ridotto € 7

Info: 06 77076486

www.teatrolospazio.it

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