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Italia in ginocchio per il maltempo. La storia si ripete

3 Novembre 2010

alluvione italia
Il maltempo che in questi giorni si è abbattuto sull’Italia ha portato morte e distruzione da nord a sud del Paese

Vittime, dispersi, famiglie sfollate, città e paesi allagati, autostrade chiuse, coltivazioni distrutte, esercito mobilitato. Dal nord al sud dell’Italia, ecco il ritratto di un Paese messo in ginocchio, ancora una volta, dal maltempo.

Tra le regioni più colpite il Veneto, dove oggi non piove ma l’emergenza resta alta. Coinvolto in modo particolare il comune di Vicenza, ma la situazione è pesante anche nelle province di Padova e Treviso, dove si monitora con preoccupazione il livello del fiume Livenza.

È stato ritrovato il corpo dall’anziano travolto dalla piena del fiume nel Vicentino, mentre ancora si cercano altri due uomini dispersi sul Po e a Tropea (Calabria). Poche, purtroppo, le speranze di trovarli ancora in vita.

A Massa Carrara sono tre le vittime provocate dalle frane nella notte tra domenica e lunedì. Costrette ad abbandonare le proprie case circa cento persone, tra cui gli abitanti di una palazzina poi crollata.

Difficile la situazione anche nel sud Italia. Drammatica la situazione a Gioia Tauro, in Calabria, devastata dall’esondazione del fiume Budello. In Sicilia sono stati allagati due quartieri di Licata (Agrigento), mentre la provincia di Messina rivive l’incubo della tragedia avvenuta nel 2009. Nella zona ionica, tra Giampilieri e Scaletta dove l'1 ottobre di un anno fa un alluvione causò 37 vittime, si sono registrati infatti piccoli smottamenti.

Alla paura, i drammi ed i disagi vissuti dalla popolazione si aggiungono i danni materiali, che, solo in Veneto, ammontano a 10 milioni di euro.

È quanto emerge da un primo bilancio della Coldiretti sugli effetti del maltempo che ha colpito a macchia di leopardo le città e le campagne. Molto dipenderà dall’evoluzione del tempo che potrebbe aggravare una situazione già molto difficile.

E mentre si stimano i danni e si mettono in atto misure di emergenza, ancora una volta si parla di una “tragedia annunciata”. L’Italia, infatti, non è certo estranea al rischio idrogeologico.

Viviamo in una situazione di perenne emergenza e, come ricorda il WWF, le intense piogge di questi giorni non bastano a giustificare i disastri provocati. La logica emergenziale non può essere la chiave per affrontare un problema derivante dalla cattiva gestione di un territorio in continuo stato di calamità.

A.P.

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