L'organizzazione European for Safe Connections ha rivolto un appello al Parlamento europeo per chiedere un regolamento UE che garantisca il diritto all'accesso analogico ai servizi essenziali. ESC è un'organizzazione non governativa con sede in Belgio che rappresenta circa 30 organizzazioni europee e oltre 10.000 membri in tutta l'Unione europea
L'appello chiede all'Eurocamera «di sollecitare la Commissione europea a proporre un regolamento che stabilisca il diritto all'accesso analogico esplicito e applicabile per tutti i cittadini e residenti dell'UE, garantendo che nessun individuo sia costretto a utilizzare strumenti digitali, smartphone, applicazioni mobili o sistemi di identificazione digitale obbligatori per accedere a servizi pubblici o privati essenziali».
Tra i membri di ESC figurano persone vulnerabili e affette da ipersensibilità elettromagnetica (EHS), disabilità, limitazioni legate all'età, condizioni di salute e altre circostanze che rendono difficile o impossibile l'uso delle tecnologie digitali obbligatorie.
«Le questioni sollevate in questa petizione incidono direttamente e materialmente sulla capacità dei nostri membri di accedere ai servizi essenziali a parità di condizioni e rientrano pertanto pienamente nell'ambito delle petizioni ammissibili ai sensi dell'articolo 227 TFUE». ESC illustra la base giuridica per l'ammissibilità della richiesta:
1. Articolo 10 TUE - Rappresentanza dei cittadini
L'Unione si fonda sulla democrazia rappresentativa e garantisce che le preoccupazioni dei cittadini siano prese in considerazione, anche nel contesto della trasformazione digitale.
2. Articolo 11 TUE — Democrazia partecipativa
I cittadini e le associazioni rappresentative hanno il diritto di esprimere la propria opinione e di presentare petizioni alle istituzioni dell'UE.
3. Articolo 16 TFUE — Protezione dei dati personali
L'UE ha competenza esplicita per garantire la protezione dei dati personali, incluso il diritto di evitare trattamenti di dati digitali non necessari o sproporzionati.
4. Articolo 114 TFUE — Regolamentazione del mercato interno
L'UE può armonizzare le norme necessarie al funzionamento del mercato interno, incluso l'accesso non discriminatorio a servizi essenziali del settore privato quali servizi bancari, telecomunicazioni, assicurazioni, energia e trasporti.
5. Articolo 169 TFUE — Tutela dei consumatori
L'Unione promuove gli interessi dei consumatori e garantisce un livello elevato di protezione dei consumatori, anche per i gruppi vulnerabili interessati dai modelli di accesso esclusivamente digitale.
6. Articolo 19 TFUE — Antidiscriminazione
L'UE può adottare misure appropriate per combattere la discriminazione basata sulla disabilità, sull'età e su altri fattori pertinenti aggravati dalla digitalizzazione obbligatoria.
7. Articolo 26 TFUE — Libera circolazione e diritti di cittadinanza
L'accesso ai servizi pubblici e l'effettivo esercizio dei diritti di cittadinanza dell'UE non devono essere compromessi da sistemi digitali obbligatori.
«Queste disposizioni del trattato stabiliscono che l'UE è competente a legiferare in settori che riguardano i diritti fondamentali, i servizi digitali, l'equità del mercato interno e l'accessibilità dei servizi essenziali» afferma ESC.
Come prosegue ESC, «in tutta l'Unione Europea, le autorità pubbliche e i fornitori di servizi privati essenziali adottano sempre più sistemi esclusivamente digitali, senza fornire alternative non digitali equivalenti, richiedendo:
• possesso di smartphone
• applicazioni mobili obbligatorie
• sistemi di identità digitale
• autenticazione basata su app
• servizio clienti esclusivamente online
• moduli, comunicazioni o fatturazione esclusivamente digitali».
«I sistemi esclusivamente digitali escludono milioni di cittadini dell'UE» aggiunge ESC, e ciò «mina i principi di uguaglianza, accessibilità, tutela dei consumatori e protezione dei dati stabiliti dal diritto dell'UE».
«Il diritto dell'UE non riconosce né garantisce esplicitamente il diritto all'accesso analogico (non digitale) ai servizi essenziali - scrive ancora ESC - Qualsiasi protezione contro la fornitura di servizi esclusivamente digitali deve pertanto derivare indirettamente da una combinazione di strumenti giuridici, creando incertezza giuridica e un'applicazione incoerente».
«I sistemi esclusivamente digitali escludono in modo sproporzionato i gruppi vulnerabili, comprese le persone che non sono in grado di utilizzare gli strumenti digitali obbligatori, compromettendo così tali diritti. Quando l'accesso ai servizi essenziali è subordinato al consenso digitale e non viene offerta alcuna alternativa analogica autentica, gli individui non hanno alcuna scelta significativa. In tali circostanze, il consenso non può essere considerato liberamente prestato e gli individui sono costretti ad accettare il trattamento digitale dei dati anche laddove sarebbero sufficienti alternative analogiche meno invasive».
«Il Parlamento europeo ha affermato che le nuove tecnologie devono essere implementate con un approccio incentrato sull'uomo, etico per definizione e precauzionale, ponendo al centro le persone come obiettivo primario - spiega ESC - Il riconoscimento del diritto all'accesso analogico (non digitale) ai servizi essenziali è coerente con questo principio e contribuisce a garantire che la digitalizzazione non porti a esclusione o discriminazione indiretta».
ESC sostiene che «la fornitura di servizi esclusivamente digitali senza una vera alternativa analogica è:
• giuridicamente incoerente tra gli Stati membri
• discriminatoria nei confronti dei gruppi vulnerabili
• incompatibile con i principi del GDPR
• compromette i diritti fondamentali
• crea barriere ai servizi essenziali
• impone la dipendenza da piattaforme tecnologiche private
• riduce la resilienza eliminando i sistemi di fallback analogici».
ESC chiede dunque al Parlamento europeo di:
1. Riconoscere che l'accesso analogico è una componente necessaria dei diritti fondamentali dell'UE nell'era digitale.
2. Invitare la Commissione europea a proporre un nuovo regolamento UE intitolato: "Regolamento sul diritto all'accesso analogico ai servizi essenziali".
3. Garantire che tale Regolamento includa:A) Diritto esplicito all'accesso analogico (non digitale) per tutti i servizi pubblici e privati essenziali, inclusi servizi bancari, assistenza sanitaria, telecomunicazioni, energia, assicurazioni, trasporti e pubblica amministrazione. B) Divieto di modelli di servizi esclusivamente digitali; nessuna autorità o fornitore di servizi essenziali può richiedere app per smartphone, ID digitali obbligatori o comunicazioni esclusivamente online come unico o inevitabile mezzo di accesso; C) Equivalenza analogica e scelta significativa. Le alternative cartacee, telefoniche o di persona devono essere: valide; accessibili; efficaci; tempestive; esenti da sanzioni o svantaggi; D) Protezione speciale per i gruppi vulnerabili, inclusi anziani, persone con disabilità, persone a basso reddito, persone con difficoltà cognitive, persone affette da ipersensibilità elettromagnetica (EHS) e persone senza accesso digitale; E) Applicazione e monitoraggio. Gli Stati membri devono riferire in merito alla conformità e cittadini e organizzazioni devono avere accesso a meccanismi di ricorso efficaci».
ESC conclude:«la trasformazione digitale dell'UE deve essere inclusiva, proporzionata e rispettosa dei diritti fondamentali. È urgentemente necessario un diritto esplicito e vincolante all'accesso analogico per garantire che nessun cittadino sia escluso dai servizi essenziali a causa della mancanza di strumenti digitali, competenze digitali o capacità di tollerare le tecnologie digitali. Chiediamo pertanto al Parlamento europeo di occuparsi di questa questione».
Foto: Anete Lusina su Pexels








