«Nel racconto "Il paese dei ciechi" di H. G. Wells si racconta di un giovane che smarritosi incontra una tribù dove da molte generazioni tutti gli individui sono affetti da cecità congenita. Il giovane, invece per sua “sfortuna”, ci vede: e così tutti diffidano di lui. Tra gli altri, persino medici esperti diagnosticano la sua malattia come una strana e fino ad allora ignota affezione del volto, causa di fenomeni bizzarri e patologici. Il giovane si innamora di una ragazza e la vuole sposare. Ma il padre di lei si oppone alle nozze, a meno che egli non si sottoponga a un’operazione che lo renda cieco. Prima di dare il suo consenso, il giovane fugge via».
Wells dimostra la cosiddetta teoria dell’adattamento dove in un mondo di ciechi, se ci vedi sei malato, bisogna curarti e riportarti alla ragione, con le buone o con le cattive.
«La teoria dell’adattamento si basa implicitamente su alcune premesse
1) Ogni società in quanto tale è normale
2) Chi non corrisponde al tipo di personalità gradito alla società deve considerarsi psichicamente malato
3) Il sistema sanitario, in ambito psichiatrico e psicoterapeutico, ha lo scopo di ricondurre il singolo individuo al livello dell’uomo medio, indipendentemente che questi sia cieco o non vedente. L’unica cosa che conta è che l’individuo sia adattato, e che non turbi il contesto sociale».
«La teoria dell’adattamento è caratterizzata da alcuni elementi. Tipica è, per esempio, la convinzione che la nostra famiglia, la nostra nazione, la nostra razza siano da considerarsi normali, mentre il modo di vivere degli altri viene percepito come non normale».
Le citazioni tra virgolette secondo voi da chi provengono? Da un cosiddetto no vax? Per il quale le persone “normali” vorrebbero volentieri ripristinare i forni crematori, i plotoni di esecuzione e ridurlo in poltiglia? Da un membro della ormai, purtroppo per loro, famosa “famiglia del bosco” o di chi fa scelte simili? E per i quali le persone “normali” invocano la Santa inquisizione, la garrota e i roghi delle streghe?
Le citazioni in corsivo sono di Erich Fromm, uno degli studiosi più importanti del Novecento, nonché psicologo, psicanalista e filosofo tedesco, che in uno dei suoi tanti capolavori, in questo caso il libro I cosiddetti sani. La patologia della normalità, illustra in maniera eccezionale e lampante come il mondo dei normali sia patologicamente malato.
Gli esempi potrebbero essere infiniti laddove chi cerca di ragionare in maniera sana viene additato come folle e lo si vuole con ogni mezzo ricondurre alla follia.
Niente della società attuale basata sul profitto, la sopraffazione e la distruzione dell’ambiente è sano, ma visto che è socialmente accettato, è considerato sano.
È normale che chi ha la forza militare possa fare quello che vuole e schiacciare chiunque in ogni momento, in barba a qualsiasi legge, trattato, diritto, dichiarazione universale di questo e quello.
È normale eleggere dei pazzi criminali che si credono onnipotenti e mandano i popoli al macello
È normale accettare e addirittura difendere chi si rende colpevole di genocidi
È normale che poche persone possiedano ricchezze maggiori della metà del resto del mondo che si dibatte fra disperazione, miseria e fame.
È normale costruire armi che ci autodistruggeranno.
È normale minare alla base le fonti della nostra sopravvivenza devastando la natura.
È normale vivere in città inquinate, mangiare cibo tossico e bere acqua inquinata.
È normale sommergere il pianeta di rifiuti.
È normale massacrare miliardi di animali fra atroci sofferenze.
È normale circondarsi di ogni tipo di tecnologia nociva per sé e per gli altri e utilizzarla.
È normale fare lavori che alimentano tutto questo senza mai farsi una domanda.
Una realtà del genere non può che rendere le persone completamente alienate e mai come in questa epoca di totale controllo si è vittime e dipendenti da quello che di “normale” ci danneggia.
«L’impoverimento dell’uomo allo scopo di arricchire l’oggetto da lui creato: è questa l’essenza dell’alienazione. L’alienazione così intesa chiarisce bene come l’uomo alienato abbia paura e dipenda dagli oggetti creati: dalle cose, dagli utensili, dalle merci, dalla burocrazia, dai leader, dai capi, dallo Stato e da tutto il resto. Tutti hanno la stessa funzione di consentire all’uomo di provare un senso di identità. Egli crede di essere in contatto con se stesso solo arrendendosi a un grande potere, a un grande personaggio o a una grande istituzione che gli diano l’illusione di essere in contatto con le proprie forze».
Fromm saggiamente conclude che: «Una mente sana può albergare solo in una società sana».
Chi vuole provare a costruire una società autenticamente sana, quindi che mette al primo posto la tutela di persone e ambiente, può partecipare al corso su come realizzare un progetto di ecovicinato che si terrà sabato 7 febbraio nella splendida cornice naturale delle colline parmensi.
Qui il programma e le indicazioni per iscriversi
Foto: Amel Uzunovic su Pexels




