Discendiamo da raccoglitori, cacciatori e pescatori e se siamo riusciti non solo a vivere ma a moltiplicarci in un buon numero, fino ad arrivare agli attuali oltre otto miliardi di persone, questo è dovuto alla ricchezza paradisiaca che ci regala ogni giorno la natura. Oggi, la popolazione che vive per più della metà in ambienti urbani, e quindi molto artificiali, non considera questa ricchezza e non le dà particolare importanza, tanto che i bambini pensano che il cibo cresca direttamente dentro i supermercati. Ma visto che senza natura la vita è impossibile, volenti o nolenti si dovrà ritornare a considerare la realtà e la bellezza di quello che ci consente di esistere.
Contrariamente a quello che viene detto ovunque e da quasi chiunque che prevede un futuro da automi, il ritorno al futuro consisterà in un rapporto più stretto con la natura, con una forte autoproduzione del cibo, aspetto che hanno eliminato dal nostro cervello perché ci hanno fatto credere che prodotti pieni di veleni, concimi, fertilizzanti, prodotti a migliaia di chilometri di distanza, fonti di pesante inquinamento e che arricchiscono miliardari, siano una cosa normale. Altro mito che verrà sfatato sarà quello che coltivare è faticosissimo, che si può fare solo se si hanno trattori alti svariati metri con investimenti di ingenti capitali; questo concetto regala l’agricoltura e i relativi agricoltori direttamente nelle mani delle banche.
Non solo autoprodursi il cibo è alla portata di chiunque, come abbiamo fatto per millenni ,ma non è nemmeno particolarmente faticoso se si prende esempio dalla natura e non la si considera un nemico da combattere. Si pensi agli alberi da frutto, un miracolo nel miracolo della natura. Abbiamo numerose varietà nonostante ne abbiamo di fatto abbandonate altrettante perché, sempre nella illogica mercantile, si produce solo quello che si vende.
Pensate la semplicità che ha un albero da frutto: lo si pianta e poi se ne raccolgono i frutti per gli anni a venire, a volte per decenni o più, se si considera che ad esempio gli ulivi sono anche centenari. Se, invece di fare solo monoculture, si agisse sulla pluricultura, si eviterebbero anche i problemi che può avere qualche specie di pianta, proprio puntando sulla diversità.
La manutenzione delle piante, in ambito di autoproduzione e non solo ed esclusivamente sulla vendita, non è necessariamente tanto impegnativa o maniacale.
Bisogna poi tenere conto anche di altri aspetti fondamentali, come la meraviglia di alberi da frutto in fiore che sono esplosioni di colori che nessuna “intelligenza” artificiale potrà mai eguagliare, o la soddisfazione di mangiare cibi prelibati con un tripudio di sapori, il tutto praticamente gratuito e senza particolari sforzi. Le specie di frutti che abbiamo a disposizione sono una più buona dell’altra e hanno valori nutritivi e salutari eccezionali, praticamente come avere una farmacia nel campo.
Sul tema degli alberi da frutto esistono molti libri e guide ma non sempre sono esaustivi o ben fatti. Ne segnaliamo uno che invece è fatto molto bene e corredato da ottime foto esaustive, si tratta di Coltivare alberi da frutto bio, uscito per la casa editrice Terra Nuova e scritto da Enrico Accorsi e Francesco Beldi, che da molto tempo si occupano di queste tematiche. Il libro analizza con accuratezza i vari aspetti che bisogna tenere presente nella coltivazione degli alberi da frutto, come il clima, il suolo, l’esposizione, considerando che spesso l’agricoltura industriale li tralascia perché si avvale della chimica. Gli autori poi passano in rassegna le varie specie di alberi, da quelli più diffusi come meli, peri, peschi, albicocchi, ciliegi, fichi, mandorli, olivi, vite, castagni, a quelli meno diffusi ma che vengono sempre più richiesti come pistacchi, avocado e mango, descrivendone le caratteristiche e anche loro giustamente pongono l’accento sul favorire lo sviluppo della biodiversità come una delle azioni migliori che si possono fare. Vengono anche affrontate le varie malattie o avversità a cui possono andare incontro gli alberi e quali sono i rimedi naturali. Alla fine del libro si percepisce una potenzialità e ricchezza eccezionale che va solo messa in pratica. Per chi non ha esperienza di alberi da frutto ma anche per chi vuole approfondire la tematica, leggere questo libro può essere un ottimo aiuto.
Foto: Markus Winkler su Pexels
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