Dalla preistoria a oggi nessun vero progresso è stato fatto, anzi possibilmente si è tornati indietro perché dalla clava siamo passati agli ordigni nucleari.
Trattati internazionali, diritti dell’uomo, dichiarazioni universali, democrazie di cui tanto si vanta l’uomo moderno come grandi conquiste, alla prova dei fatti sono ininfluenti, il mondo è dominato da chi ha maggiore forza militare e fa esattamente quello che gli pare, come gli pare, quando gli pare: rapisce presidenti, bombarda a piacimento questo o quel paese anche per ottenere materie prime, soprattutto petrolio, e così continuare ad avere la supremazia sui concorrenti.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, incurante di qualsiasi trattato, diritto, democrazia, sovranità, volontà popolare, e senza nemmeno un minimo di pudore diplomatico, dichiara apertamente che all’America serve la Groenlandia per le sue ricchezze e se la prenderà; che gli serve il petrolio del Venezuela e se lo prende. In questo agghiacciante quadro, ci viene raccontato che il presidente degli Stati Uniti è stato regolarmente eletto e il paese è una democrazia. Visto che siamo in piena epoca post Orwelliana, forse è il caso di coniare un nuovo termine del bispensiero, ovvero la democrazia dittatoriale. Trump, pilotato anche dalle potentissime multinazionali dei combustibili fossili, sa perfettamente che le riserve di petrolio degli Stati Uniti non dureranno a lungo, considerato che è il paese al mondo con il più alto consumo energetico complessivo, determinato anche dagli immensi sprechi che sono una parte fondante del sistema della crescita infinita in un mondo dalle risorse finite, che è il capitalismo. Ma invece di trovare soluzioni adeguate, considerato anche il livello di alta tecnologia che ha il suo paese, imbraccia la clava e come un tossico petrolifero va in giro per il mondo a trovare petrolio; e guarda caso il Venezuela è uno dei paesi con le maggiori riserve.
Trump definisce i cambiamenti climatici una bufala e odia le energie rinnovabili e il perché è presto detto: sono democratiche, decentralizzate, diffuse, poco costose, convenienti, gestibili, non facilmente controllabili da poche multinazionali, cioè l’esatto contrario di tutto quello che Trump rappresenta e difende. Trump con l’aggressione al Venezuela si illude che mostrando ancora una volta i muscoli farà valere la sua prepotenza, ma oltre che determinare indignazione e orrore, si avvita ancora di più in una direzione energetica suicida. I combustibili fossili sono in via di esaurimento, provocano inquinamento, diseguaglianze, militarizzazioni, guerre, catastrofici cambiamenti climatici, contribuiscono alla produzione di illimitati prodotti, sopratutto plastici, che stanno sommergendo, soffocando e intossicando il mondo, visto che ormai di plastica ne beviamo e mangiamo quotidianamente.
Se si vuole reagire alla politica preistorica, bisogna sicuramente ridurre gli sprechi ed emanciparsi il più possibile dai combustibili fossili, essere maggiormente autosufficienti dal punto di vista energetico e alimentare costruendo società che mettano al primo posto il rispetto della vita e quindi la tutela di persona e ambiente. Chi ha bisogno della forza e della violenza per imporre il suo volere mostra solo la sua sconcertante debolezza e miseria di non avere nessun altro argomento che non siano appunto la forza e la violenza.




