Nell'Italia che si spopola il futuro è l'ecovicinato

La popolazione italiana sta diminuendo e siamo già da anni in decrescita demografica; il futuro non è ammassarsi nelle città, ma ripopolare i luoghi dove poter far crescere progetti di ecovicinato.

Nell'Italia che si spopola il futuro è l'ecovicinato

La popolazione italiana sta diminuendo e siamo già da anni in decrescita demografica, nemmeno gli immigrati stanno contribuendo all’aumento della popolazione, anzi se non ci fossero loro saremmo ancora meno. Proseguendo con questo trend, per il quale non si intravedono cambiamenti, ci sarà un ulteriore decremento della popolazione e al 2050 si prevede saremo 51 milioni rispetto agli attuali 59 milioni e ancora più concentrati nelle città e questo significa ulteriori abitazioni vuote e abbandonate. Nonostante ciò pensiamo di essere tanti, che in Italia le persone si pigino le une alle altre, soprattutto perché c’è una visione metropolitana e urbanocentrica. Ma tutto ciò non rispecchia la realtà. Dati Istat alla mano, circa dieci milioni di abitazioni sono vuote, il 27,5% delle abitazioni complessive in Italia, di cui milioni completamente abbandonate. E si continua a costruire (!!) per una popolazione che diminuisce costantemente, pura follia. A questo si deve aggiungere l’enorme patrimonio della Chiesa sparso nella penisola e che, a parte nelle grandi città, è di difficile gestione, perché senza qualcuno che se ne possa occupare, visto che il personale ecclesiastico scarseggia.

Quindi ci sono ovunque, abbandonati o non utilizzati, terreni, boschi, strutture, capannoni, aziende, negozi, case, interi borghi e paesi. Un patrimonio meraviglioso, di una ricchezza eccezionale considerato che spesso questi posti sono in campagna o comunque laddove la natura è fortemente presente. A ciò si deve aggiungere che le persone continuano ad ammassarsi nelle città, ipnotizzate dal richiamo consumista e abbandonano ancora di più le campagne. Altro aspetto da considerare è quello per il quale, anche se siamo abituati a lamentarci e pensiamo di essere sempre tutti poveri in canna, gli italiani in gran parte hanno buone possibilità economiche, anche ben oltre il necessario. Siamo un popolo di formichine che accumulano, perché “non si sa mai”, e questo non si sa mai ce lo si porta fino alla tomba, ovvero dopo aver fatto una vita nella paura del non si sa mai. Se si pensa al dopoguerra, le persone avevano molte meno sicurezze e soldi, però eravamo uno dei popoli, di quelli usciti dal conflitto, che faceva più figli e notoriamente questo è un segno di speranza e fiducia nel domani e inoltre eravamo molto più intraprendenti. Con il tempo abbiamo spento l’intraprendenza che ci spingeva a fare qualcosa di diverso che non fosse ciò che consiglia la società del consumismo, cioè aprire l’ennesimo negozio, l’ennesima azienda, e di conseguenza abbiamo aumentato la paura. Se ci si vuole prendere in giro e piangere miseria nel paese europeo con più automobili pro capite e pieno di sprechi di ogni tipo, in primis di soldi, lo si può fare ma in realtà di soldi ce ne sono, si inizi a usarli per qualcosa che dia più sicurezze che non un conto in banca per i posteri.  

Se si guarda alla situazione complessiva quindi le opportunità sono davvero tante. La popolazione diminuisce, i posti abbandonati aumentano, i soldi ci sono, i possibili finanziamenti pure, le competenze, le capacità, l’esperienza anche, basta solo iniziare e darsi da fare. Dopo la sbornia consumista durata sessant'anni che ci lascia un paese ambientalmente devastato e molte persone in crisi esistenziale che non sanno che direzione prendere, è ormai tempo di iniziare un nuovo cammino e ritornare alla nostra natura che poi è "la natura". E senza dimenticare che gli italiani sono un popolo di artigiani, artisti e contadini/agricoltori sopraffini, di certo non un popolo di informatici. Questa situazione, vista in un'ottica positiva, è un'occasione eccezionale, siamo di fronte a una possibile rinascita favolosa, tutto è da costruire, da inventare e la natura è lì che ci aspetta con la sua meraviglia. Questa volta non possiamo sbagliare, dobbiamo necessariamente seguire le uniche leggi che hanno senso e ci garantiscono un futuro, quelle naturali della collaborazione e l’ecovicinato è una soluzione pratica ottimale percorribile da subito. Per chi vuole passare all’azione, può partecipare al corso su come realizzare un progetto di Ecovicinato alla portata di tutti, che si terrà nelle bellissime colline parmensi il prossimo sabato 7 febbraio 2026

QUI il programma completo e le modalità per iscriversi


Foto: Pexels
 

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