Goldman Sachs e la crisi della finanza internazionale

Che cos'è la Goldman Sachs e quanto è implicata nell'attuale crisi finanziaria che attraversa il mondo occidentale? Dell'influenza della più grande banca d'affari americana sulle decisioni politiche dell'Occidente e del suo ruolo nell'attuale crisi abbiamo parlato con il giornalista Enzo Di Frenna.

Goldman Sachs e la crisi della finanza internazionale
Siamo in un momento di responsabilità nazionale, in un clima bipartisan, tutto deve assumere senza esitazione questo contorno. 'Lacrime e sangue', 'sacrifici', 'sobrio': sembra quasi che si stia facendo strada un nuovo vocabolario nel nostro Paese. In mezzo a tutto questo andare "d'amore e d'accordo", restano degli interrogativi - volontariamente o meno - nel cassetto. Chi ha provocato questa crisi economica? Chi è la Goldman Sachs? Come siamo arrivati a questo punto? È stata una congiuntura economica inevitabile o premeditata? Sicuramente non riceverete risposta dai media tradizionali, tutt'ora impegnati a monitorare ogni secondo la Costa Concordia arenata al largo dell'isola del Giglio. Una puntata di Porta a Porta? Neanche a parlarne. Vespa ci ha messo così tanto per costruire il plastico della nave che sembrerebbe di cattivo gusto guastargli il salottino. Siamo andati allora a cercare le risposte che volevamo da uno dei primi giornalisti che ha cominciato a parlare dell'argomento. Enzo Di Frenna, giornalista professionista, ha lavorato a La Voce della Campania (dove è stato direttore Michele Santoro) e poi al settimanale economico Il Mondo (con Orazio Carabini e Sergio Rizzo) e infine a L'Europeo. Nel 1994 comincia a collaborare con La Voce di Indro Montanelli. Attualmente gestisce un suo blog personale (enzodifrennablog.it) e scrive per Il Fatto Quotidiano (nella categoria blogger). Il Cambiamento lo ha incontrato per tracciare un po' la storia della Goldman Sachs, di quanto ha influito sulla crisi economica recente e su condizioni, nomine e decisioni politiche negli Usa ma anche in tutto l'Occidente. Ecco cosa ci ha risposto. Che cos'è la Goldman Sachs? La Goldman Sachs è la più grande banca d'affari americana, nata verso la fine del 1800. Il fondatore fu Marcus Goldman. Il nome che presenta lo deve anche al genero di Goldman, Samuel Sachs, che entra nella compagnia nel 1896. Durante la famosa crisi della Borsa del 1929, la Goldman ebbe un tracollo, un duro colpo e solo grazie all'intervento di un nuovo amministratore, si ristrutturò, si rimise in sesto. Successivamente (arriviamo agli anni '70) cominciò ad ingrandirsi notevolmente e, con l'entrata in carica di quello che è l'attuale Presidente, assunse sempre più i contorni di una lobby economico-finanziaria che incide sul potere politico orientando scelte. Sostanzialmente è una grande centrale di affari mondiali. Quale ruolo ha giocato nella crisi economica recente (quella dei mutui subprime, per intenderci)? Un ruolo fondamentale, se pensiamo che la Goldman - insieme ad altre banche - ha pilotato la vendita di titoli derivati spazzatura (i famosi CDS e i CDO) sui quali loro guadagnavano alte commissioni, pur sapendo che erano titoli a rischio. Lo sapevano da un lato perché importanti economisti come Raghuram Rajan (capo economista del FMI dal 2003 al 2007), in diversi incontri pubblici e in un rapporto, denunciavano il rischio che le società finanziarie, assumendo grandi rischi per realizzare enormi profitti a breve termine, avrebbero potuto far collassare il sistema economico. Dall'altro, perché durante il 2010 Goldman Sachs è stata obbligata a testimoniare davanti al Congresso degli Stati Uniti e, in quella sede, i dirigenti hanno dovuto ammettere che sapevano di vendere titoli spazzatura. Tale affermazione, era già supportata - visti i documenti in possesso della Commissione d'inchiesta che li stava interrogando - da numerose mail, nelle quali si diceva esplicitamente che stavano rifilando vera e propria 'cacca' ai loro clienti. Capirai dunque quale ruolo ha giocato in questa congiuntura economica, un ruolo senza dubbio notevole. Sapevano di creare delle voragini finanziare, che avrebbero poi investito tutto l'Occidente. Rimanendo nel 2010, il 16 aprile la SEC (l'ente americano preposto al controllo sulla Borsa), incrimina la Goldman per truffa. L'accusa riguarda il titolo finanziario Abacus 2007-AC1, attraverso il quale truffavano una schiera interminabile di ignari clienti. Goldman Sachs ha di per sé una natura fraudolenta, fa operazioni 'allegre'. In ambito politico, invece? Qual è il suo ruolo, la sua influenza? Sono ormai trent'anni che la Goldman piazza i suoi uomini nei posti chiave del mondo politico americano ed europeo. Ti faccio qualche nome: Robert Rubin, ha lavorato 26 anni per Goldman Sachs e ha ricoperto l'incarico di Segretario al Tesoro durante la prima presidenza Clinton (ha evitato che venissero regolamentati i derivati, incoraggiandone invece il mercato libero); Henry Paulson, ex Amministratore Delegato della banca (dal 1999 al 2006) ed ex Segretario al Tesoro sotto la presidenza Bush (anche lui ha fatto di tutto per non toccare l'argomento derivati). La domanda che io mi faccio allora è: come possono questi uomini prendere incarichi di governo del genere dopo che hanno lavorato per anni in una banca d'affari che tutto è fuorché un istituto finanziario che svolge delle operazioni 'trasparenti'? E per quanto riguarda la politica 'nostrana'? Abbiamo anche noi qualche personaggio legato a doppio filo a questa banca? Beh, in Italia abbiamo un lungo elenco di figure importanti che hanno lavorato per Goldman: Romano Prodi, Gianni Letta, Mario Draghi. Purtroppo l'elenco completo, presente fino a poco tempo fa su Wikipedia, è misteriosamente sparito. Negli ultimi 15/20 anni, la Goldman Sachs ha sicuramente allargato la sua area di influenza 'lobbistica' anche in ambito europeo e mondiale quindi, in qualche modo, cerca di avvicinare personalità di peso per farle lavorare per loro. Quale opinione ti sei fatto di Mario Draghi? Draghi ha lavorato dal 2002 al 2005 per Goldman Sachs come vicepresidente e membro del management Committee Worldwide. Durante il suo incarico lì, ha venduto tonnellate di titoli avariati, 'spazzatura', arricchendosi in maniera abnorme. La domanda sorge spontanea: come può un economista di quel calibro lavorare per una banca che operava 'allegramente' con soldi dei contribuenti? Perché accettò quell'incarico? Lo stesso Draghi, su ammissione di Luca Cordero di Montezemolo, è stato in vacanza più volte con Robert Rubin (politico statunitense, prima del suo mandato governativo ha trascorso ventisei anni alla Goldman Sachs, dove è stato membro del consiglio di amministrazione e dove ha ricoperto il ruolo di Co-Presidente dal 1990 al 1992, ndr) con il quale avrà avuto sicuramente un ruolo confidenziale. Mi aspetterei una risposta in tal senso dal diretto interessato, come me l'aspetterei anche da Mario Monti, il quale ha affermato più volte di non aver fatto parte di poteri forti ma anzi di averli combattuti, dimenticando il suo incarico in Goldman Sachs. Cosa ti sentiresti di rispondere a quelli che affermano che i dubbi sull'attuale Presidente del Consiglio sono solo teorie complottiste? È una tecnica mediatica per ribaltare, come al solito, la realtà. È un uso abile delle parole per mostrare chi presenta dei dubbi, delle questioni, come un soggetto non attendibile. Secondo il mio punto di vista, è corretto parlare di queste cose, raccontare determinati fatti e immaginare che ci possano essere stati complotti e/o commistioni tra personaggi di rilievo e poteri forti di diversa natura. Teniamo ben presente che il complotto, la Goldman Sachs l'ha fatto, spingendo lo Stato ad implodere!

Commenti

Trattandosi di un articolo fondato soltanto su di una intervista a giornalista, sia pure di comprovato valore, molti elementi mancano per poter esprimere un giudizio o commento di fondo alla sostanza del problema che comunqe l'articolo denuncia, e cioè l'affidabilità governativa di uno stato a uomini la cui professionalità e autorevolezza si è formata in diretto collegamento e rapporto con istituti bancari finanziari di struttura mondiale e come tali quantomeno agnostici rispetto alle economie reali dei singoli paesi e stati. A mio modesto parere avreste dovuto chiedere al giornalista un giudizio articolato sui diversi regimi che nel tempo si sono succeduti in ordine al problema della divisione funzionale tra banche commerciali e banche finanziarie ( ossimoro spaventoso quest'ultimo, spesso camuffato sotto il nome di "Istituto Finanziario"), essendo quello il crinale in base al quale i singoli operatori nel tempo responsabili possono essere giudicati sia per le loro iniziative sia per gli equivoci letarghi...remunerati. Quindi recuperiamo gli elenchi delle persone e i calendari delle regole e delle sregolazioni liberiste e controlliamo senza pregiudizi come si sono comportati quegli uomini di fronte alla tentazione di poter decidere tra il doveroso aiuto all'economia reale e il melodioso inebriante canto della sirena speculatrice. Questo devono fare i giornalisti se vogliono quanto meno stare al passo degli storici e dare un'informazione...aperta ai cittadini lettori ed elettori.
Franco, 01-02-2012 11:01

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